"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

lunedì 3 dicembre 2012

L’incipit del romanzo / 1

"Chi ben comincia è a metà dell’opera", dice il proverbio. 

Perché è così importante scrivere un buon incipit, che catturi il lettore e lo imprigioni per le pagine successive? Insieme con il finale, che è importante ma, in un certo senso, vive di rendita rispetto alle pagine precedente, l’inizio è in assoluto la parte cruciale di un romanzo. Bisognerebbe pensare al lettore come a una persona cieca e ignorante, nel senso che è un ‘non vedente’ rispetto alla tua storia, ed è ‘ignorante’ nel senso buono del termine, ignora cioè il mondo che si è sviluppato nella tua mente e ha nutrito la tua fantasia. Spetta a te, scrittore, aprirgli gli occhi e guidarlo alla scoperta delle tue visioni. Chiunque apra un romanzo per la prima volta è di fronte al bianco assoluto o, meglio, al nero assoluto. Bianco e nero si equivalgono, qui. Rappresentano l’assenza. Non c’è niente. Ed ecco che, dalla pagina, sorgono le prime righe, cioè i primi colpi di scalpello che incominciano a delineare qualcosa. Le prime righe devono comunicarti molte cose, e non è facile: devono introdurre un interrogativo cui rispondere, una questione da risolvere, creare un senso di attesa, ma anche fornire fin da subito l’atmosfera dominante. Per questo vale la pena riscrivere moltissime volte l’incipit.

È possibile fare un elenco delle regole per scrivere un buon incipit? Provo ad elencarne alcune:

  • Non è detto che occorra presentare subito il protagonista, o i protagonisti. Anzi, molto spesso è vero il contrario. Presentare i comprimari, che magari parlano del protagonista, può creare un forte e crescente senso di attesa.
  • Bisognerebbe iniziare con un “problema”, come giustamente dice Ken Follet. Invece di partire con la descrizione di un quieto paesaggio campestre, narriamo dello stesso paesaggio sconvolto da un temporale. Si tratta dello stesso luogo, ma è come se fosse del tutto diverso (naturalmente la mia è una metafora!).
  • Far partecipe il lettore di un’emozione lo coinvolge sin da subito, anche se si tratta della persona più fredda e razionale del mondo. Chiunque prenda in mano un libro di narrativa non si aspetta di trovarvi un saggio rigoroso, o un elenco scientifico, ma uno sguardo sul mondo che lo appassioni. Che gli venga raccontata, con termini nuovi, una vicenda che in fondo conosce già perché è sempre la stessa.
  • È meglio suggerire che spiegare troppo. A volte il “non detto” stimola più del “detto”, e al lettore piace completare con la sua immaginazione. Questa è una delle molte magie della scrittura.


Giovane donna dal sito archeologico di Pompei


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2 commenti:

  1. Eccoci, ciao Cristina, dammi una settimana e leggo tutto ;) grazie per l'invito ciao!

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    1. Ciao Calypso. Benvenuto nel blog. Mi raccomando, prenditi tutto il tempo, ci sono tantissimi articoli. ;-)

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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