"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

sabato 22 dicembre 2012

Un Bambino ci salverà

Il Natale è considerato la festa della famiglia, ma non c'è niente di più sbagliato in quest'affermazione. Non è né la festa della famiglia o dei bambini che ne fanno parte, né quella dei regali, spesso acquistati dopo corse affannose come fossero l'ennesima scadenza di lavoro, dell'albero da addobbare, del presepe da allestire o delle luci appese fuori dalle case, o della neve che scende dal cielo, a volte proditoriamente, specie nelle città dove viene considerata più un fastidio che una magia, e delle canzoncine, spesso melense e un po' zuccherose, della tradizione. O del grasso signore vestito di rosso che - forse non tutti lo sanno - non deriva solo dalla sovrapposizione con Santa Klaus dei paesi nordici, ma da una nota azienda per reclamizzare le sue bibite. Non è contraddistinto nemmeno dal cibo che si mangia, in misura spesso sovrabbondante, riuniti attorno ad un tavolo spesso con persone di cui, durante l'anno, si perdono le tracce, quando non le si detesta in modo convinto.

Il Natale è "solamente" il compleanno di un Bambino molto speciale. Il fatto di ritrovarsi riuniti a tavola con i propri familiari più stretti, o di scambiarsi regali, è un effetto collaterale e dovrebbe passare in second'ordine. Il Bambino nacque all'incirca duemila anni fa, ma non fu una nascita che avvenne solo in un terra lontana, bensì più precisamente nel cuore di ogni singolo individuo dell'umanità, passata, presente e futura. Per quello non parlo di memoria, ma proprio di un compleanno. Egli è dentro ciascuno di noi, ma può essere piccolo e debole come un lumicino sul punto di spegnersi, o possente come fiamma che arde. Giorno per giorno va nutrito, idratato e avvolto in modo da ripararlo dal freddo, che non arriva dall'esterno, ma è presente in noi stessi. Si tratta del ghiaccio che abbiamo accumulato nel nostro cuore.

Perciò il mio augurio per quest'anno è che questo Bambino di luce possa salvarci, ancora una volta... anche dall'inutile paccottiglia di tutto quello che ruota attorno al Suo compleanno, e che offusca la nostra visione di autentica bellezza. Buon Natale a tutti.

Natività di Lorenzo Lotto


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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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