"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

mercoledì 2 gennaio 2013

Il linguaggio degli uomini grigi

I nostri uomini politici e funzionari di partito, quando sono di fronte ad una telecamera e soprattutto rivestono ruoli istituzionali, si esprimono in maniera talmente piatta e con così poco ardore che i loro discorsi non si possono certo distinguere per appartenenza politica. L'anno scorso mi ero presa nota di alcune frasi ricorrenti in bocca a politici di destra, sinistra e centro. Sono sicura che l'argomento non incontra il vostro favore, perché piene ne sono la pagine dei quotidiani e gli schermi televisivi. Tuttavia, essendo questo un sito incentrato principalmente sulla lingua e la scrittura, potrebbe essere interessante farvi sopra una breve considerazione.

Ecco il mio campionario:

  • "Ognuno deve assumersi le sue responsabilità", frase altamente ricorrente, come il prezzemolo di cui si cospargono le minestre.
  • "Dobbiamo lavorare per il bene del paese", dove la parola "paese" anziché la più appropriata "nazione" riduce l'Italia alla dimensione di un villaggio.
  • "È tempo che (nome e cognome dell'avversario politico di turno) faccia un passo indietro." Siccome la frase viene ripetuta spesso anche ora, c'è da pensare ai passi di una danza i cui ballerini si siano messi d'accordo per tempo.
  • "Non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani." La frase, volgarotta a mio avviso, di solito è pronunciata dal ministro delle Finanze in carica.
  • "Stai strumentalizzando quello che ho detto!" pronunciata in tono veemente, per lo più nei talk show, con debita interruzione di quello che l'altro sta spiegando, in modo che non si capisca un'acca del dibattito.
  • "... senza se e senza ma..." Questa locuzione ha imperversato con la virulenza di un'epidemia di colera verso la fine dell'anno 2011. La pronunciavano tutti, persino i neonati.
  • "Ha il diritto-dovere di governare," con riferimento all'ex-presidente del Consiglio precedente a Mario Monti, quando la carica traballava.
  • "La legalità prima di tutto." Pronunciare una frase così va bene per tutte le stagioni e ha sicuro effetto in qualsiasi contesto la si usi.
  • "Occorre abbassare i toni," qui si tratta di un consiglio che tutti danno e che nessuno segue.
  • "Fai del falso moralismo/buonismo," per giustificare gli eccessi dei membri della propria parte politica.
  • "È un momento di riflessione," o, come variante "Dobbiamo fare una riflessione."
Tramontato è ormai il tempo delle ideologie contrapposte, ma mi domando perché in termini linguistici ci sia un appiattimento così evidente, nonostante gli insulti di cui sono infiorettati i discorsi. Questi signori e signore prendono in prestito l'uno le frasi dell'altro, per ripeterle all'infinito. 


Le ventre legislatif (1834) di Honoré Daumier
E, in conclusione, benedetta sia la satira di Honoré Daumier che graffia e ci fa sorridere, lei sì davvero senza tempo.
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2 commenti:

  1. Davvero gustoso! Almeno quanto condivisibile!! E aggiungerei... senza se e senza ma...!!

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    1. Gustoso anche il commento! Su questi argomenti a volte vale davvero la pena di riderci sopra, altrimenti si fa il "loro" gioco!

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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