"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

mercoledì 30 gennaio 2013

Indovina la faccia

Come tutti sanno, in Italia siamo ormai in piena campagna elettorale, e nelle nostre città, cittadine e paesi di varie dimensioni verremo afflitti dal sorgere di tabelloni con manifesti riproducenti le facce dei candidati che ammiccheranno verso di noi con i loro slogan.



"Cinque Studi di Facce Grottesche" di Leonardo da Vinci. 
L'immagine è tratta dal sito http://www.allposters.co.uk.


Mi sono quindi ricordata di un gioco che facevo qualche anno fa, quando accompagnavo mio figlio a scuola. Si passava vicino a molte file di tabelloni, e il gioco consisteva nell'indovinare dai lineamenti, dalla postura e dagli abiti, oltre che dall'impostazione del manifesto, a quale schieramento politico appartenevano i candidati senza guardare il simbolo. Erano naturalmente esclusi quelli più noti. Vista la giovane età del concorrente, si era deciso di non fare le cose troppo difficili e suddividere le facce in due macroschieramenti: destra (comprendente il centro-destra, la destra estrema e il cosiddetto centro) e la sinistra (comprendente il centro-sinistra e la sinistra estrema). Avevamo notato con gran divertimento che quasi sempre azzeccavamo la risposta, e quindi avevamo elaborato due categorie di facce e mezzibusti, come segue:

- Il candidato di destra: per gli uomini, aspetto estremamente solido, tarchiato, spesso a braccia incrociate come a conferire maggiore autorevolezza al soggetto. La capigliatura non è mai lunga o sotto le orecchie, anzi spesso i capelli sono cortissimi o rasati proprio fino a rendere il cranio lucido come una palla di biliardo (vi ricorda per caso qualcuno?). Se ci sono baffi e barba, sono ben regolati, magari con qualche concessione al pizzetto, ma niente di più. Gli abiti non vanno oltre completo di colore scuro, di preferenza blu, cravatta sobria, oppure il completo è a righe stile gangster. Per le donne il discorso si fa differente, perché hanno i capelli freschi di parrucchiere senza un capello fuori posto, visi accuratamente truccati, filo di perle, stile governante o professoressa. Per gli uomini del centro, spesso una faccia rassicurante, da "bravo ragazzo" o stile "il genero che tutti vorrebbero avere", con sorriso a trentadue denti e taglio di capelli alla Geppetto. I colori del manifesto sono di solito sobri e per niente chiassosi. Gli slogan sono brevi, non particolarmente fantasiosi.


Honoré DaumierJoseph, baron de Podenasvers 1832buste en terre crue peinteH. 0.213 ; L. 0.205 ; P. 0.128musée d'Orsay, Paris, France

http://www.musee-orsay.fr/

- Il candidato di sinistra: per gli uomini aspetto un po' più trasandato e sportivo, con capigliatura più lunga e poco pettinata, certo non rasata, maglione, camicia che spunta appena da sotto il maglione. (Potreste obiettare che le elezioni di solito si tengono in primavera o a ridosso dell'estate, eppure vi posso assicurare che i maglioni c'erano eccome.) Spesso il candidato indossa un paio di occhiali, che gli danno un aspetto da intellettuale. A volte ha un orecchino. Per le donne nessuna tenuta troppo formale, scarsità di trucco; difficile vedere una capigliatura di ordinanza da parrucchiere, nell'intento di dare l'impressione di genuinità. Non vi sono grandi differenze tra uomo e donna. I colori dei manifesti sono tutti pop, gli slogan all'insegna del giovanilismo. Il candidato di sinistra tende a sporgersi verso lo spettatore, come se volesse uscire pericolosamente dal manifesto per stringerci la mano, cosa che vorremmo evitare applicando una par condicio.


Honoré DaumierAuguste Hilarion, comte de Kératryvers 1832buste en terre crue peinteH. 0.129 ; L. 0.129 ; P. 0.175musée d'Orsay, Paris, France

http://www.musee-orsay.fr/

La cosa straordinaria è che sia per i candidati di destra che di sinistra vengono usate fotografie dell'età adolescenziale! E TUTTI sorridono come squali. Osservare per credere.
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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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