"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

venerdì 4 gennaio 2013

Nel segno della Bellezza

Continuo nella mia rassegna di scrittori di qualità in cui mi sono imbattuta lo scorso anno, e di cui ho scritto una recensione. Proseguo con  Il sorriso di Venere e la scoperta dell'America di Stella Stollo.

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Fin dalle prime pagine di questo bellissimo romanzo storico, una donna ci sorride, enigmatica e seducente. È "L’Allegoria della Primavera" del Botticelli, quadro che celebra la Bellezza: quest’ultima  pare mostrarsi a noi attraverso le belle figure muliebri, e nella natura al culmine di una piena, e inquietante fioritura, eppure abbiamo il sospetto che si nasconda, tra le dense ombre del fogliame e negli squarci luminosi dello sfondo. Sta a noi cercarla, e l’autrice promette di condurci in questo viaggio. 

Poche pagine, dunque, siamo già compresi in un mondo, quello rinascimentale della magica Firenze di Lorenzo de’ Medici, come se assistessimo, spettatori non visti, e fossimo presenti nelle botteghe d’artista, partecipi dei lauti banchetti, nelle nobili dimore dell’intellighenzia dell’epoca. L’esaltazione dei sensi avviene in un tripudio di colori e sfumature – magistrali i passaggi nelle preparazione dei materiali triturati, e nelle tecniche di stesura – di profumi e distillati, di musiche e danze, poesie, stoffe e pietre preziose, all’insegna di un “viver gentile” di cui avvertiamo, oggi, così tanto il doloroso vuoto. 

L'Allegoria della Primavera di Sandro Botticelli (1477-1490)

Nel romanzo, gli uomini e le donne, la cui minuziosa descrizione sembra trarli di peso dalle tele dove sono stati resi eterni, si muovono, vivificati ed affascinanti come non mai, nei loro amori segreti e nei loro ideali più espliciti. Attraverso i loro dialoghi, sempre elevatissimi, essi paiono nondimeno muoversi in un’atmosfera rarefatta, intellettuale e filosofica, che si intreccia quasi sempre al gioco della seduzione erotica. È schermaglia amorosa, quella che si svolge tra uomini e donne, o uomini e uomini, nel romanzo, dove ogni frase sembra sottendere un significato riposto e altro, tutto da scoprire. Si tratta anche di gioco dialettico tra i sessi, come la tensione che corre tra l’egemonia maschile e la subalternità femminile, quest’ultima costretta ad utilizzare gli strumenti a disposizione per conquistare l’uomo o, semplicemente, sopravvivere al sospetto e alle accuse. 

Perché questo mondo rinascimentale, dominato dalla ricerca della perfezione artistica e dal libero pensiero, cammina sul filo del rasoio tra asservimento al potere politico e religioso e sete di verità e nuove scoperte, anche qui in un equilibrio precario nel dare e nel ricevere. Nulla pare minacciare quel mondo, eppure il fanatismo religioso di Savonarola è già prossimo, e scorre inquietante nelle pieghe degli eventi e perfino nell’uccisione delle tre giovani donne (i quadri di Botticelli, nell’ultima parte della sua vita, perderanno la loro lievità mitologica, si faranno cupi nei colori, tragici e disperati nel messaggio). 

Anche il viaggio alla scoperta di una terra nuova diventa, quindi, un modo per sfuggire a quella minaccia, e diventa ponte ideale non solo geografico, ma temporale, tra passato, presente e futuro. Per questo, la chiusa moderna non rinnova solamente il giuramento di non rinunciare mai alla ricerca dell’amato, o della Bellezza stessa, ma realizza un nodo circolare attraverso cui le vite, e le epoche, si uniscono in un disegno o, meglio, in un dipinto sorprendente ma logico: l'ultima pennellata al quadro.

La copertina del romanzo
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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