"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

lunedì 11 febbraio 2013

Una spada come simbolo e destino

Abbiamo già avuto modo di conoscere Elodia Saetti con il suo "Lo sguardo di Daithe" (http://ilmanoscrittodelcavaliere.blogspot.it/2013/01/una-tremenda-collisione-di-mondi.html). Ecco a voi il suo ultimo romanzo storico, dall'affascinante titolo de "Il Forgiatore di Spade"!

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=916932

Il nuovissimo romanzo di Elodia Saetti è ambientato, stavolta, quasi prevalentemente nel meridione dell’isola di Albion, antico nome per indicare l’Inghilterra, ed è la storia di un’educazione non tanto sentimentale, come direbbe Flaubert, quanto esistenziale: quella di un giovane forgiatore di spade che è anche druido. Chiamato dal capo della tribù degli Ancaliti, Fintan giunge in quelle terre con l’incarico di forgiare spade d'eccezionale fattura per i guerrieri, allo scopo di difendere la comunità dalle continue incursioni delle tribù nemiche. Ma c’è un motivo più profondo e tormentoso, quasi un’ossessione, che muove l’anima e i passi del forgiatore di spade: la ricerca di un metallo per fabbricare una spada indistruttibile. Una spada per eroi. Fin dal primo momento del suo arrivo presso la comunità degli Ancaliti, Fintan diventa di volta in volta protagonista e vittima di una serie di mosse sulla scacchiera del destino, che inutilmente i Saggi della tribù si sforzano d’investigare, e il detonatore di conflitti che a lungo hanno covato sotto le ceneri. Rivalità latenti tra i guerrieri, amori male espressi o sottaciuti, ambizioni di druidi e stanchezze di re, tradizioni e insegnamenti che vacillano, con l’arrivo dello straniero il villaggio degli Ancaliti diventa esso stesso una forgia possente e in piena attività, dove si muovono tutti i personaggi del romanzo.

Vista d'insieme di un calderone sacro, composto
di placche di argento lavorate a sbalzo.
Da Gundestrup, I sec. a.C. Museo Nazionale danese di Copenhagen

Essi prendono corpo tra le luci e le ombre della fucina, illuminati da una luce interiore che li fa risplendere – come avviene per la straordinaria figura del druido cieco Priyos, che possiede una vista “altra” che va al di là del tempo – o ritorti nelle tenebre delle loro tragiche scelte – come nel caso del druido rivale Amorgen, il quale difatti invidia a Priyos la pace del cuore che lui per primo ha negato a se stesso. La gioventù affolla le pagine del romanzo, in un tempo storico dove diventare anziani era pressoché impossibile. Eroica, muscolare eppure candida, come avviene per il personaggio del campione Bran, che per moltissimi versi è un’anticipazione di Vercingetorix. O impersonata dalla bella, indomita guerriera di nome Elowen, quasi una femminista ante litteram poiché alle donne del tempo spesso non era dato combattere. Viceversa, inasprita dal rancore e dall’odio per i torti subiti, come nel personaggio della tragica fanciulla Aisia. Infine, entusiasta e imbronciata nel bambino Niab, che, divenuto adulto, apre e chiude il romanzo con il canto della sua arpa. Lo stesso forgiatore di spade è giovane. 

"Il Sacrificio alla Patria" di George Moreau de Tours (1879). Il dipinto mostra guerrieri celti che si preparano a combattere, ma le pose richiamo quelle dei volontari del 1870.  I Celti divennero molto popolari in Francia alla fine del 1800. Corsi e ricorsi storici...

Così la spada della leggenda che egli insegue nasce, in primo luogo, nella sua mente, nel mondo delle Idee di platonica memoria, nella vampa del fuoco creatore, prima che in quella delle fiamme terrene; nell’acqua delle emozioni per la tempra, prima che in quella scrosciante che bagna e disseta; nella terra di cui siamo composti e nell’aria che ravviva la fiamma. Ad ogni battito del martello di Fintan sul metallo, prende forma la spada sull’incudine, ma non solo: in contemporanea va delineandosi anche un futuro appena intravisto nelle visioni druidiche, reso vago dalla nebbia del tempo, con volti che paiono appartenere al reame del sogno. E, quasi loro malgrado, i personaggi del romanzo si dispongono attorno alla forgia, in una danza le cui movenze sono già prestabilite e scritte nelle stelle moltissimo tempo addietro... Quale sia questo destino, sta a voi scoprirlo leggendo da cima a fondo il romanzo “Il Forgiatore di Spade.” Vi assicuro che ne varrà la pena.

"Combattimento di Romani e Galli" di Evariste Vital-Luminais, Musée di Beaux-Arts de Carcassonne.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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