"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

lunedì 11 marzo 2013

I have a dream...

... about the new Pope and a new Church.

Liberazione di San Pietro di Raffaello Sanzio
(1513-1514)
Sogno una Chiesa che rappresenti davvero tutti gli uomini. Perché la parola "uomo" non significa solo soggetto di sesso maschile, ma essere umano nella sua interezza. Perché l'altra metà del cielo, la donna ovvero "il mondo dell'uomo", trovi pieno riconoscimento e dignità, dato che la componente femminile è presente in ogni persona, sia a livello naturale sia a livello spirituale sia a livello psicologico; e muove il mondo per quanto le attiene, e molto spesso lo equilibra. E quindi una Chiesa in cui non si mostri, in televisione, solo un consesso sterminato di uomini vestiti di nero o di porpora, ma anche di donne che siano pari grado e che le diano nuova linfa vitale grazie alla capacità d'amore e dedizione che possiedono. Perché è vero che con Gesù c'erano i dodici apostoli, ma c'erano anche Maria Maddalena, e le due sorelle di Betania: le pie donne, le sue seguaci.


Sogno una Chiesa ritornata sobria ai suoi vertici, e che quindi non parli di assistenza ai poveri per bocca di uomini incoronati da mitre scintillanti, con stole riccamente ricamate e che siedono a mense dove mangiano prelibatezze culinarie di ogni sorta. La Chiesa che, oggi, è rappresentata davvero e in primo luogo dai missionari, dalle suore, dai sacerdoti che operano in realtà difficili e in condizioni disagiate; e che spesso rischiano la vita per difendere gli ultimi della terra, nei cui volti vedono riflesso il volto di Cristo. Per questo motivo, sogno una Chiesa svincolata da banche, istituti commerciali, da opachi poteri politici, che, sfrondandosi progressivamente del superfluo, faccia chiarezza in se stessa e ritorni a praticare l'insegnamento del Maestro. (15 Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe 16 e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. 17 Ed insegnava loro dicendo: "Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!". 18 L'udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento. 19 Quando venne la sera uscirono dalla città. Vangelo secondo Marco, c.11, vv. 15-19.) 

Sogno una Chiesa dove la parola carità e accoglienza siano anche di tipo spirituale, con la vicinanza a persone che soffrono nello spirito come i separati, i divorziati, i dubbiosi, e non tramite il giudizio e l'inquisizione; come Gesù che avvicinava in primo luogo i peccatori e le prostitute, perché non erano i sani che avevano bisogno del medico, ma i malati. Che lasci quindi i palazzi del potere e scenda tra la gente, per parlare con la gente. (15 Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. 16 Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». 17 Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori». Vangelo secondo Marco, c. 2, vv. 15-17)

Sogno una Chiesa che non nasconda i problemi al suo interno, solo rimuovendo i pastori indegni o spostandoli e quindi causando nuovo dolore alle vittime degli abusi, e insabbiando tutto sotto una montagna di omertà; ma che dica sempre la verità e faccia giustizia. E che non si trinceri dietro la frase: "Ma questo c'è anche da altre parti," perché è in primo luogo in casa propria che occorre guardare. (6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. 7 Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Vangelo secondo Matteo, c. 18, vv. 6-7)

Un giorno una Chiesa come questa sarà realtà... a me piacerebbe che succedesse presto.
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

COLLABORA CON ME

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

IL MIO ULTIMO LAVORO

Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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