"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

sabato 2 marzo 2013

Una Storia Fiorentina - Prima puntata


L’inizio

Al Visitatore che vi si aggira, la chiesa, con le sue colonne di pietra stillanti l’umidità dei secoli, con gli sfolgorii immensi delle vetrate da cui si dipartono raggi di sole diretti ad illuminare marmoree radure, e dove in un sommesso, lontano ricordo di orazioni si leva una voce di vento, pare d’un tratto l’intrico di una foresta impenetrabile. Egli la percorre, solitario, sostando a tratti davanti a cappelle dove la luce, dall’alto, si rovescia come le acque di una cascata in un dirupo, e dove l’ombra si inspessisce come nel viluppo di un fogliame; ed entra infine in una di quelle cappelle.

Sulle quattro pareti, l’affresco si svolge come un circolo senza inizio né fine, dove gli stessi gesti d’ammirazione e stupore delle figure dipinte, i volti increduli ed estatici si chiamano e si congiungono in anelli d’una catena che chiude se stessa. Il Visitatore volta allora le pagine della sua guida d’arte, la scorre con occhio attento. Di colpo s’arresta, alza lo sguardo: un’immagine di donna, sfaldata e corrosa dal tempo, affiora dal muro con l’incorporeità di un riflesso nelle acque d’un fiume. Gli occhi del Visitatore percorrono, sorpresi, quella figura sovrapposta all’affresco e priva di significato, poi le pagine della guida, senza trovarne traccia. Essi incontrano quelli della Donna e, nell’inquietudine d’un raggio di sole, egli sente una voce parlare.

“Sei giunto, finalmente. Con l’avanzare dei secoli che, grandi ruote silenziose o stridenti, rotolano il loro corpo immenso carico d’umanità, ho visto abbreviarsi la mia agonia, e anche sorgere la paura che la mia effige, per quel medesimo passaggio d’anni, prima del tuo arrivo fosse cancellata, e tacesse così per sempre. 

Non temere il mio mistero, e ascoltami. Nel lungo tempo della mia attesa, cieca e muta, mi sono nutrita soltanto di parole, parole pronte a sciogliere, ora, quel silenzio che fu la mia condanna. Non ho altre frecce al mio arco... ma se una sola di esse, una sola, scoccata con mira sicura, trapasserà il tuo cuore, allora non ti avrò atteso invano.”
"Ritratto di donna" (La Muta) di Raffaello Sanzio,
Galleria Nazionale delle Marche a Urbino
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

COLLABORA CON ME

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

IL MIO ULTIMO LAVORO

Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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