"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

sabato 6 aprile 2013

Una Storia Fiorentina - Sesta puntata

Fuori dalla camera da letto, la fantesca chiude con discrezione la porta. Sente pesare, nella tasca della gonna, i denari che il padrone di casa le ha dato, prima di partire, per agevolare l’ingresso di Guido e coprire il silenzio della servitù. Bernardo sa che, da sempre, il desiderio di Bianca di vivere l’amore, e di essere madre, è così forte che corre il rischio di perderla, di perderne l’intima essenza: e non può appagare quel doppio desiderio. La donna non lo sa, ma suo marito preferisce ch'ella abbia un amante, a quel rischio impercorribile.

"Danae e la pioggia d'oro" di Tiziano Vecellio - Museo del Prado, Madrid
http://www.museodelprado.es/

La vecchia fantesca e l’anziano Bernardo non sapranno mai, dunque, quante volte, quella notte, nell'ardore della sua giovinezza, Guido si chinerà su Bianca, e la nera cascata di capelli le scivolerà dalle spalle, si spargerà fluente fra i cuscini, diramandosi come i bracci di un fiume. Dietro i pesanti velluti rossi del talamo, sopra le coltri preparate come sopra un altare, lo splendore dell’azzurro e oro del giovane si accosta al bruno notturno di lei... Un incendio di colori accende allora l’oscurità: pergamene rese secche dal tempo ed arse in un’irresistibile fiammata, le nudità dei due amanti bruciano in un unico rogo dove sono ad un tempo carnefici e vittime, i loro corpi allacciati ad un unico palo del supplizio – loro stessi. Guido s’addentra nel corpo di lei, in un ansito di gelosia e desiderio, e con una specie di collera, mentre le mani di Bianca rincorrono sul suo corpo, tra i suoi capelli biondi, un mistero che ancora le sfugge, le palpebre socchiuse nell'estasi.

Ed è scintilla sotto la brace, poi fiamma avvolgente ed infine il cuore rossastro, esausto, di ceneri sempre pronte a rinascere, più, più e più volte.” 

* * *

"Miranda - The Tempest" di John William Waterhouse (1875)
La Donna dell’affresco tace e, nel silenzio della chiesa, ritorna lo scorrere immemore della goccia sulla colonna, il lento muoversi del raggio di luce sul pavimento.

Inginocchiato davanti a lei, il Visitatore silenzioso è rimasto a capo chino, come se si trovasse davanti ad una nicchia di santi e fosse rimasto, sino ad allora, chiuso in raccoglimento; invece del libro di preghiera, una guida d’arte tra le mani, con un dito come segnalibro.

Poi la voce della Donna si fa udire nuovamente: “Il ricordo della nostra felicità splende ancora alto, nel cielo, anche se ripetute albe, numerosi tramonti hanno indebolito la forza dei suoi raggi. Così tutto, amore e dolore, si placa e s’allontana, dopo essere passato in noi devastandoci.” 
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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

La Fiamma e la Rosa

Un visitatore dei nostri giorni entra in una chiesa e incontra la misteriosa Donna dell’Affresco, che gli narra una storia di amore e adulterio tra due giovani nella Firenze di Lorenzo de' Medici. Siamo alla fine del Quattrocento, e la città è al culmine del suo splendore artistico e culturale. Firenze è però destinata a incupirsi con l’avvento del frate domenicano Girolamo Savonarola e della sua eresia, e lo stesso avverrà per le vicende dei due amanti. Alla fine del racconto, il visitatore comprende che quella storia antica lo riguarda molto da vicino…

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