"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

venerdì 10 maggio 2013

L'arte dei dialoghi in un romanzo / 22

Se prendo un qualsiasi dizionario, e vado a cercare il termine dialogo, troverò una definizione molto simile alla seguente, tratta da Wikipedia: il dialogo (dal greco dià, "attraverso" e logos, "discorso") indica il confronto verbale tra due o più persone, mezzo utile per esprimere sentimenti diversi e discutere idee contrapposte.

Ma che cos'è veramente e a che cosa serve il dialogo in un romanzo, e soprattutto che differenze ci sono tra la comunicazione orale che possiamo ascoltare ogni giorno, e quella che riverseremo sulle pagine della nostra storia?

"Camera degli Sposi", palazzo Ducale di Mantova,
Andrea Mantegna (1465-1474)
dettaglio del marchese Ludovico Gonzaga
mentre parla con un suo servitore.
Il dialogo tra due o più personaggi non è la riproduzione fedele del linguaggio colloquiale che usiamo ogni giorno, perché se provassimo a riversarlo tale e quale sulla carta, otterremmo un guazzabuglio di frasi con frequenti pause di sospensione, magari dalla grammatica non proprio corretta, o punteggiato da espressioni gergali; o ancora, se uno dei due personaggi ha il raffreddore, da starnuti o da colpi di tosse. Sarebbe come udire una registrazione su nastro che un bravo tecnico del suono deve innanzitutto ripulire da imperfezioni e fruscii, dopodiché lo passerà all'altrettanto bravo montaggista che eliminerà tutti i passaggi superflui della conversazione per tenere solamente le parti migliori. Ogni dialogo ha un cuore, un nucleo, come una pepita d'oro all'interno di una roccia. Lo scrittore deve cogliere questo nucleo, lavorarci sopra, liberarlo dalle incrostazioni inutili e offrirlo al lettore trasformato in un gioiello prezioso.

Il dialogo è poi quella parte del tessuto narrativo indispensabile per tenere desta l'attenzione del lettore, che istintivamente si alzerà di una spanna non appena adocchierà la famigerata doppia o semplice virgoletta di apertura di una frase pronunciata in forma diretta, o dall'altrettanto famigerato trattino. Il lettore infatti ha la percezione, vera o falsa che sia, che dietro qualsiasi descrizione ci sia la presenza ingombrante dello scrittore, e che a parlare nei dialoghi siano i personaggi tout court, che si esprimono in piena autonomia. Con il dialogo la narrazione assume un ritmo più vivace e incalzante, specie se lo scrittore ne ha piena padronanza.

Ecco qualche consiglio per ottenere dialoghi significativi:

- sfrondare le frasi di tutto il superfluo, rendendo ogni informazione all'interno altamente incisiva, proprio come se fosse Il Decalogo scolpito su pietra e consegnato a Mosè!
Lo scrittore presenta il "dialogo"
ai suoi atterriti lettori...

- mantenere un tono brioso e naturale in modo che lo scambio di battute continui a dare al lettore una sensazione di realismo, anche aggiungendo espressioni gergali o particolari di un'etnia o una cultura se occorre;

- fornire a ciascun personaggio una voce sua caratteristica, per connotarlo in modo inconfondibile, e questo si ottiene solo calandosi nella mente dei personaggi. Perlomeno, bisognerebbe dare al lettore tutti gli strumenti per capire chi sta parlando. (Non c'è niente che mi irriti di più, come lettore, nel non capire chi sta parlando in un dialogo o dover sforzarmi per capirlo.)

Nel prossimo post, che pubblicherò a brevissimo, prenderò in considerazione un brano letterario tratto da "Cicatrici" dell'argentino Saer, dove saranno esaminati incipit, descrizione ambientale e dialogo.
Share:

0 commenti:

Posta un commento

- Per inserire immagini nei commenti usate questa sintassi: [img]URL_Immagine[/img]
- Per inserire video nei commenti usate questa sintassi: [video]URL_Video[/video]
Sono supportate immagini in JPG, PNG e GIF e video di Youtube e Vimeo.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MENSILE...

... e riceverai in regalo tre racconti storici!

Subscribe

* indicates required

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

COLLABORA CON ME

COLLABORA CON ME
Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

IL MIO ULTIMO LAVORO

Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

Cliccate sul titolo per scaricare un estratto

Post più popolari

AVVISO AI NAVIGANTI

I commenti sono benvenuti e si può scegliere la modalità Anonimo se non si possiede un account. Raccomando però di firmarsi sempre con nome o nickname, in caso contrario saranno rimossi. Grazie a tutti per la comprensione.

POLITICA DEI COOKIE

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.
Dal 25 maggio 2018 è entrata in vigore la normativa europea sulla privacy che impone ai visitatori di essere avvisati, tramite una specifica notifica, dell'uso di determinati cookie di Blogger e Google. Per maggiori dettagli sull'aggiunta leggi anche la seguente pagina informativa di Google.