"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

venerdì 31 maggio 2013

Itinerari e trasformazioni nei personaggi di Alice Munro

La traduzione del titolo in italiano come "Il Percorso dell'Amore", in questa serie di racconti della scrittrice canadese Alice Munro, può facilmente trarre in inganno e far pensare ad un filone rosa. Personalmente non ho niente contro i racconti o romanzi di questo genere; però il titolo inglese è molto più significativo e può essere compreso anche da chi mastica poco la lingua anglosassone: "The Progress of Love". La parola progress dà con maggiore esattezza l'idea di un progresso, di un'evoluzione, di un vero e proprio sviluppo: qualcosa che implichi anche lentezza e fatica.

E così sembra essere l'itinerario delle molteplici esistenze descritte in questa raccolta, che ci presentano qualcosa che tutti noi sperimentiamo, solo per il fatto che siamo incarnati su questa terra: l'esistenza in tutte le sue sfumature, ricca di emozioni, contraddizioni, astio e noia, e i rapporti che ci legano l'uno all'altro.

C'è una grande intensità nella memoria dell'infanzia, per cui un trauma subito mette radici e si riverbera per ripresentarsi nell'adulto come qualcosa di irrisolto. Ci sono ricordi di campagne sonnolente, di cittadine di provincia, intrise di un perbenismo che perpetua se stesso, popolate da una varia umanità mossa solo di piccole aspirazioni ed ambizioni. Ci sono, soprattutto, i legami familiari tra genitori e figli, fratelli, sorelle, parenti acquisiti, amanti, e anche tra datori di lavoro e lavoratori, oppure tra amici a vario titolo, in un intreccio di affetti e rancori trascinati su anni, che diventano inestricabili.

Young Mother Sewing, 1900
Mary Cassatt (American, 1844–1926)
Oil on canvas
H. O. Havemeyer Collection,
Tra le molteplici figure che affollano questi racconti, di particolare interesse mi sono sembrate quelle maschili. Molte di loro hanno difatti personalità fragili ed incerte, bisognose di incoraggiamento, come se nel momento in cui questo libro fu scritto, nel 1986, già cominciava a trapelare la crisi dell'uomo inteso come pater familias, e del suo ruolo in ambito sociale.

Nulla sembra dunque mai cambiare in ognuno dei racconti di Alice Munro. Poi, nello scorrere placido e sonnolento della vita, con i suoi rituali e le sue giornate tutte uguali, ecco lo squarcio, la scossa, l'epifania che riporta alla superficie il ricordo sepolto, sottolinea la straordinaria coincidenza, rivela la debolezza intrinseca. Si tratta di una sensazione che ognuno di noi sperimenta almeno una volta nella vita, e che la scrittrice rende con la sua scrittura magistrale, in cui ogni frase sembra una pennellata, per quanto è ricca di dettagli, densa di echi e altri rimandi.

Dopo che è avvenuto il trauma, spesso c'è il cambiamento, se non esistenziale, perlomeno interiore. E il personaggio che ha affrontato la crisi e attraversato questa trasformazione riprende il suo percorso, il suo progress of love, con una nuova consapevolezza, e può donare anche a chi legge una riflessione sorprendente, o una nuova ottica. Come se si fosse compagni della scrittrice, nello straordinario viaggio della vita.

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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