"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

martedì 18 giugno 2013

"Meridiana di Luce": una raccolta di poesie e fotografie

Vi presento la mia nuova raccolta di poesie Meridiana di Luce, in cui ogni componimento è stavolta corredato da una splendida fotografia di Alessio Ferraro. L'idea del titolo nasce dal fluire del tempo, che s'accompagna al movimento della luce, chiara e brillante all'alba, potente quando raggiunge lo zenith; e che discende, perdendo forza, per scomparire fra le prime ombre della notte. Essa ci richiama il mistero della vita umana, che riflette il destino di quella luce, prima radiosa e infine dissolta in un mare di tenebre.

In questa raccolta, il tempo infinito e quello dell'esistenza si contraggono fino a diventare un'unica giornata, scandita dalle tre sezioni di Mattino, Pomeriggio e Sera. Incomincia un viaggio ricco d'attimi di grazia, davanti alla bellezza incomparabile della natura e alla sua perfezione: illuminazioni repentine dove cielo e terra sembrano toccarsi. Ma anche intriso da momenti di sconforto e incomprensione, dove tutto sembra diventare faticoso, immiserirsi e assumere poco o nullo valore.

Presto però ritornano la leggerezza e il gioco poetico, aiutati dal dialogo fra testi e fotografie; queste ultime, ora fedeli ora evocatrici d'altri rimandi. Così, la raccolta si chiude con l’immagine del mare al tramonto, e della sua eterna litania che, come in un percorso circolare, ci riporta alla copertina. In quel raggio di luce che squarcia le nuvole, c'è già la promessa di una nuova esistenza, e di una nuova giornata.
Di una nuova Meridiana di Luce.


---


Nel silenzio


Le cose migliori
crescon nel silenzio:
l’albero alla finestra,
il fiore del mio vaso.
Metton radici
al chiuso della terra
e nessuno le vede.
Non rilasciano interviste,
non vanno sui giornali.
Compenso non chiedono.
Germoglian lente,
paghe dell’aria
che le assorbe,
delle gocce d’acqua
che cadon sulle foglie.
Tese verso il sole.
Io che volevo suono e rumore,
ora amo il silenzio
– e il suo colore.

Maggio 2010


Acquazzone a Sanremo




Ombrello-trottola rossa
scinde e ripara
tra scialli di pioggia.

Scrosci furenti
di acqua disciolgono
attorno. Da sotto,
si fondon le gambe:
“io” che svanisce
fra tombini e rigagni.

Più in là, un ridere azzurro
chiama la trottola al gioco.

Maggio 2012


Lo sconosciuto


Sei denso come colla,
come pece vischioso.
Ti leggo nelle macchie
sull'asfalto, nelle sequenze
matematiche,
nelle linee di pioggia.
Sei ovunque,
spatolata di miele,
o amaro come tossico.
Trasmigri nell'aria, nelle foglie
sommesse di vento,
nei refoli, nelle raffiche e nel sole,
nel raggio che trafigge
gli occhi.

Giugno 2010

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2 commenti:

  1. Complimenti. Mi sono piaciute moltissimo le ultime due. "Acquazzone a Sanremo" e "Lo sconosciuto".

    RispondiElimina
  2. Grazie a te. In effetti la prima è quella che mi soddisfa meno, ma l'ho inserita per la bellezza della fotografia, di cui come sai non sono io l'autrice!

    RispondiElimina

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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