"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

mercoledì 4 settembre 2013

"Di fuoco e di nebbia", l’alchimia della poesia

“Bíonn dhá insint ar scéal agus dhá leagan déag ar amhrán”  ("Ci sono due lati in ogni storia e almeno dodici versioni di ogni canzone" - Proverbio irlandese). 

La copertina della raccolta,
edita da Aletti
Con questa citazione scelta come apertura della sua terza raccolta poetica Di fuoco e di nebbia, la ventenne Valentina Tagliabue, milanese di nascita e brianzola per vocazione, già intende fornirci una prima chiave di lettura della maniera con cui guarda il mondo. Ci ricorda l’infinita messe di storie scaturite dal passato, e di come trovarono voce per mezzo di canzoni e ballate dalle molteplici sfumature.

Il suo è uno sguardo variegato sull'esistenza che va perdendosi in una società frettolosa e convulsa, divisa da separazioni e contrapposizioni, fatta da bocche che inghiottono e consumano senza mai veramente digerire e assimilare. Una società dominata dal prezzo e dalla tariffa anche nell'arte pittorica o letteraria, che nasce solamente in funzione della visibilità e della vendita, come mero prodotto di marketing pensato a tavolino. Una società che, sempre di più, privilegia esperienze virtuali e impalpabili, dove a ogni malparata si può uscire dal gioco o indossare altre maschere (una volta si diceva “scambiare il dito per la luna”, oggi si potrebbe dire “fissare l'immagine di un fiore su uno schermo, e tralasciare il fiore autentico a pochi passi”). Tutto questo svuota non solamente la nostra esistenza, ma anche il modo con cui la consideriamo. A lungo andare, il nostro spirito finisce per calcificarsi, come quelle ossa e quei crani biancheggianti tra le sabbie del deserto.

Pur nella sua giovane età, Valentina ci ricorda la funzione della poesia come mezzo espressivo per portare gamme di colori nuovi e arricchimento all'esistenza (anche se non vende! asserisce con energia nella sua presentazione), comunque generoso e gratuito. Audacissima, recupera l’uso della rima per imprimere ritmo al verso –  rima che spicca non solamente in coda alla riga, ma anche all'interno della stessa – e che diventa funzionale al momento poetico. Le poesie a mio parere migliori sono generate soprattutto dall'ammirazione di fronte alla natura, un atteggiamento in qualche modo ancestrale e panico, come “Alzati vento”: Dal letto di picchi, riparo di polle, / cascate di neve che scivola a valle / levati svelto a sorreggere ali, / dispiega bandiere, disegna bufere, / crea temporali. O come la poesia “Sono l’acqua”: Sono ansa e corrente nate dal vento, / sangue di vetro, riverbero dell’infinito, / e non può ferirmi l’arpione: / m’apre il tuo dito e non mi scompone.  

"Sun and Life" - "El Sol y la Vida" di Frida Kahlo (1947)
Galeria Avril - Città del Messico

Ballate, danze, immagini mitiche come ne “Il fauno e la rosa”, dalla sorprendente chiusa, vecchie fiabe rivisitate come in “Hamelin” o “La piccola fiammiferaria”, antichi edifici preda all'abbandono come "Il palazzo in rovina"...  Ma anche poesie domestiche, che si occupano dei momenti topici dell’esistenza, momenti che, volente o nolente, dobbiamo tutti attraversare – l’amore, il lutto, la meraviglia, la violenza, la morte, la dolcezza. Alcune sono particolarmente toccanti, come quelle ispirate dalla morte della madre: “Danza terminale” e “Ninnananna funebre”. Dunque, come un druido dei nostri tempi (suggerimento che ci viene sia dal titolo assegnato che dall'immagine di copertina), con questa raccolta l'autrice ha cercato di attraversare un doppio crogiolo, composto di fuoco e nebbia. Quello del fuoco, elemento benevolo e spaventoso insieme, che arde e riscalda, forgia e purifica nella prova, e che ci rende nuovi. Quello della nebbia, quell'amalgama cangiante di acqua e umidità che, nelle città e nelle campagne, ci avvolge e ci disorienta, ma induce ad aguzzare i nostri sensi per trovare e sperimentare nuove strade. Alla fine della lettura di questa raccolta, io penso che l'esperimento di Valentina - moderna alchimista - sia riuscito in pieno.

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La raccolta “Di fuoco e di nebbia” è stata presentata presso il Bar Zen a cura della Libreria Gulliver di Cinisello Balsamo.
Il sito di Valentina Tagliabue è www.valentina-tagliabue.it
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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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