"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

sabato 23 novembre 2013

I Crudeli - Lungo il fiume, la montagna cava 10.

Nell'istante in cui il sole iniziò a tramontare, gli sposi ed il seguito arrivarono al Fiume dalle Acque Profonde, il principale corso d’acqua dalle curve ampie e maestose che tagliava, da Nord a Sud, il Regno dei Crudeli. Sulle acque, sprazzi di luce accendevano scintille d’oro, luccicanti fra liquide pennellate arancione e cremisi, che, muovendosi orizzontalmente, mutavano i loro riflessi in uno scambio continuo, mentre i puntuti alberi triangolari erano divenute sagome nerissime lungo le sue sponde e contro il cielo infuocato.

Numerose zattere ed imbarcazioni attendevano il corteo, nei pressi di un attracco. La principessa Lyra, emozionata come una bimba di fronte ad un’avventura, fu fatta salire su una barca, ornata da una tenda di damasco rosso, con il simbolo del disco ricamato in oro. Lì attese ed osservò, mentre carri ed animali erano caricati, a fatica, sugli zatteroni, ed il sole, lentamente, sprofondava dietro gli alberi, le scintille d’oro si spegnevano, le liquide pennellate arancione e cremisi s’incupivano fino ad assumere le tinte del blu e del nero, e gli alberi diventavano un muro silenzioso di lance.

The Lady of Shallott di John William Waterhouse (1888)
http://www.tate.org.uk/

Quando tutto fu approntato, Aldebaran prese posto accanto a Lyra e, alzando la mano, diede ordine d’accendere le torce, poiché le ombre della notte s’erano fatte vaste e profonde. Al suo comando, esse riverberarono da un’imbarcazione all'altra, ed il corteo si trasformò in una fila di luci, dapprima fisse, quindi tutte le imbarcazioni e le zattere scivolarono sul fiume, silenziose, e la fila di luci si mosse, simile ad un lungo serpente di fiume che snoda le sue spire. 

Cullata dal pigro dondolìo della barca, la principessa Lyra godeva del viaggio e della vicinanza dello sposo, e guardava le luci delle torce riflettersi nelle acque del fiume, in cui l’immagine capovolta dell’imbarcazione e dei rematori procedeva a testa in giù, nell'oscurità, là dove forse solo gli spiriti delle Ondine potevano vedere con chiarezza. Alzava lo sguardo verso le sponde del fiume, su cui la vegetazione s’infittiva, ed alberi ed arbusti, colpiti dalle luci delle torce, sembravano balzar fuori dall'oscurità creature notturne disturbate nel loro nido, ed abbassava le palpebre, appesantite dal sonno. Turbato dalla luce improvvisa d’una torcia, un barbagianni spiccò il volo dai rami, e si allontanò sbattendo le ali lanose... insonnolita, Lyra ebbe un ultimo sussulto e, lentamente, il sonno la sopraffece ed ella si addormentò con la testa appoggiata sulla spalla del principe-mago Aldebaran, che con la mano sinistra le teneva la mano.

***

"Il castello di re Fomalhaut.” Quella frase, sussurratale all'orecchio da Aldebaran, le traversò il sonno e la svegliò di colpo. Sfregandosi gli occhi, la principessa degli Innocenti si staccò dalla spalla dello sposo e guardò. Dapprima, non riuscì a vedere nulla, perché il fiume, immerso nelle tenebre ed attraversato da un vento di temporale che lo faceva ribollire, e causava lo sbattere dei lembi della tenda tesa a ripararli, alzava ed abbassava l’imbarcazione, scomponendo il paesaggio davanti a lei ed impedendole di fissare un punto definito. Poi, dopo alcuni istanti, qualcosa di simile ad una montagna, bucherellata da bagliori, si profilò nell'oscurità del cielo; da ultimo, quella che le era parsa una roccia cava e colma di fuoco prese la forma d’un massiccio castello, chiuso da una doppia cinta muraria, bucato da sottili feritoie filtranti le luci delle torce, dei bracieri e dei fuochi che vi ardevano.


Castle von Kilgarran am Twyvey
di Joseph Mallord Turner (1799)
The Yorck Project

Grandi nubi bluastre, rollando con l’impeto di carri da guerra, sbucavano dietro il castello e sembravano avvicinarsi a grande velocità, sospinte da quel vento di temporale, per arrestarsi accanto alle torri, e là rumoreggiare furiose, quasi fermate da un invisibile ostacolo, ma pronte a riprendere la loro marcia. E, mentre le nubi tambureggiavano, e la prora dell’imbarcazione s’alzava e s’abbassava, e quei movimenti altalenanti parevano fendere l’oscurità, posatasi fittamente sull'acqua, ed il castello stesso, approssimandosi, sembrava alzarsi ed abbassarsi, e farsi più massiccio, così il battito dei remi sull'acqua divenne tutt'uno con quello del cuore di Lyra, sebbene accelerato per la paura, ed i remi sospingevano avanti, e ancora avanti, l’imbarcazione dei due sposi, verso quel castello che li attendeva come un grosso, pericoloso animale accovacciato, in mezzo ai rumori d’un temporale imminente e pronto a scatenarsi.

Le sembrava che stesse aspettando proprio lei.
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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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