"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

sabato 5 aprile 2014

La fioritura della Primavera e del sangue: il nuovo romanzo di Stella Stollo

Firenze, 1486. Celato all'ombra di un palazzo, un giovane aspetta la fidanzata, in mano una rosa che intende donarle; e il bagliore delle torce nell'oscurità indica che è molto tardi. Tutto potrebbe far pensare ad un appuntamento galante, seppure clandestino. Ma, si legge:  “… per essere una notte di primavera, l’aria spirava straordinariamente tiepida, un calore umido si staccava dall'acciottolato e dalle pietre dei palazzi…” È un’aria vischiosa, dunque, che fa sudare, ma non per l’ansia trepidante dell’incontro amoroso, bensì per la consapevolezza che quella rosa è un’esca mortale di cui il giovane è il semplice portatore. Infatti, dopo che la fanciulla ha aspirato gli effluvi dell’etere di cui il fiore è impregnato e si è accasciata tra le braccia di lui, il vero sicario esce dal suo nascondiglio e la uccide.

L'Allegoria della Primavera di Sandro Botticelli (particolare)
(1477-1482) Firenze, Galleria degli Uffizi
Con questa scena potente, che inaugura il primo di una serie di delitti destinati a sconvolgere la città medicea, si apre il nuovo romanzo di Stella Stollo, I delitti della Primavera.  Si tratta di un libro non etichettabile come mera storia gialla né come puro romanzo storico e nemmeno come semplice romanzo d’amore, bensì narrazione in cui i tre generi si mescolano con grande sapienza ed armonia come i colori di un quadro. Proprio attorno ad un quadro, L’Allegoria della Primavera, celeberrima opera di Sandro Botticelli,  ruotano infatti le vicende e i destini dei protagonisti. Il Maestro Sandro ama la sua splendida modella, Simonetta Vespucci, che ha prestato volto e corpo alla raffigurazione di Venere, ed è da lei riamato benché sia moglie di un altro. Tuttavia, è a sua volta amato segretamente dall'allievo prediletto, il giovanissimo Filippino Lippi. 

Attraverso gli occhi dei tre principali protagonisti, un mondo intero si schiude dunque al nostro sguardo come fossimo spettatori non visti, quello rinascimentale della Firenze di Lorenzo de’ Medici. Nelle pagine del romanzo, entriamo nelle botteghe degli artisti, siamo partecipi degli opulenti banchetti ed ospiti nelle nobili dimore dell’intellighenzia dell’epoca; ma anche osservatori e quasi complici della mano omicida che colpisce e semina morte seguendo una sua efferata ritualità. Esistono dunque gemellaggi sottili tra il quadro che mostra il culmine di un’inquietante, contemporanea fioritura di varie specie arboree, e la città fiorentina al massimo del suo splendore; tra la passione che scalda e irrora la vita dei protagonisti, e anima le loro schermaglie amorose, e la morte – una morte delinquenziale e sporca, da serial killer dell’epoca – in cui vittime sono quasi tutte donne. Come pure vi sono corrispondenze speculari tra il potere politico e il fanatismo religioso di Savonarola, ma anche tra la ricerca dell’ideale filosofico, artistico e umanistico e l’anelito alla scoperta di mondi nuovi ad opera di Amerigo Vespucci.  

La copertina del romanzo,
della casa editrice Graphofeel
La scrittura di Stella Stollo è di grande raffinatezza stilistica, in un tripudio di colori e sfumature davvero in grado di calarci non solo negli ambienti sociali e pittorici dell’epoca, ma nella mente dei personaggi, attraverso schermaglie amorose e scambi di sguardi tra i due sessi opposti, o anche tra amanti rivali a qualsiasi genere appartengano. Si tratta anche della tensione che da sempre corre tra l’egemonia maschile e la subalternità femminile, quest’ultima costretta a utilizzare gli strumenti a sua disposizione per conquistare l’uomo o, semplicemente, sopravvivere al sospetto e alle accuse; nella trama delittuosa, per sopravvivere nel senso più reale del termine. E la figura di donna che, nella copertina, guarda attraverso le ombre dense del fogliame, come se avesse presentito un pericolo, induce alla domanda di sempre: se nella condizione femminile qualcosa sia veramente differente tra la Firenze del 1486 e il nostro attuale Anno Domini 2014.



LINK AL TRAILER DEL ROMANZO, di imminente pubblicazione
https://www.youtube.com/watch?v=kJcXyr0MD-I&feature=share
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2 commenti:

  1. Onorata dall'interpretazione offerta da un'autrice che noi tutti ammiriamo, commossa per la penetrante e sensibile lettura. Emozionata nel rileggere la storia che ho narrato attraverso i tuoi occhi, Cristina. Semplicemente felice che il nostro romanzo sia qui. "Nostro" perché ogni libro non è unicamente di chi l'ha scritto ma anche di chi lo comprende e lo ama..

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  2. Cara Stella, sono commossa dalle tue parole. Dici bene, i libri non appartengono solamente all'autore, ma anche a chi li apprezza profondamente, proprio come un essere umano non appartiene a un solo genitore, o ad entrambi, ma a tutti coloro che incontra sul suo cammino. E io auguro davvero ogni fortuna alla tua splendida creatura. A presto!

    RispondiElimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie?
Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma.
Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.
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