"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

sabato 17 maggio 2014

La pratolina: l'inutile fiore di Emily Dickinson


F173 (1860) / J154 (1860)

Except to Heaven, she is nought. 
Except for Angels - lone.
Except to some wide-wandering Bee
A flower superfluous blown.

Except for winds - provincial.
Except by Butterflies
Unnoticed as a single dew
That on the Acre lies.

The smallest Housewife in the grass,
Yet take her from the Lawn
And somebody has lost the face
That made Existence - Home! 




Emily Dickinson - 1846-47
Eccetto per il Cielo, è nullità.
Eccetto per gli Angeli - sola.
Eccetto per qualche Ape vagabonda
Un fiore sbocciato inutilmente.

Eccetto per i venti - provinciale.
Eccetto per le Farfalle
Ignorata come una goccia di rugiada
Che giace sul Terreno.

Una minuscola Massaia in mezzo all'erba,
Eppure strappatela dal Prato
E qualcuno avrà perso il volto
Che rendeva l'Esistenza - Familiare!

(Emily Dickinson, Tutte le Poesie - 
Traduzione di Giuseppe Ierolli




Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) è stata una poetessa statunitense. È considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo. Gran parte della sua produzione poetica riflette e coglie non solo i piccoli momenti di vita quotidiana, ma anche i temi e le battaglie più importanti che coinvolgevano il resto della società.
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4 commenti:

  1. Questa poesia mi piace perché porta l'attenzione su un fiore considerato comune. Adoro i fiori piccoli e poco vistosi, che sono stupendi, se solo li si osserva davvero. Mi viene anche in mente, per contrasto, l'usanza fastidiosa di modificare le foto di fiori per dare loro colori psichedelici oppure per inserire al loro interno cose come gattini e labbra da bacio. Possibile che dobbiamo inquinare tutto quello che tocchiamo? Scusa, sono un po' off-topic.

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  2. Tra l'altro la pratolina è il mio fiore preferito, perché è semplice ma perfetto: petali candidi e cuore d'oro! E hai ragione, chissà perché proviamo il bisogno di alterare cose già perfette. Forse siamo invidiosi? Mah.

    RispondiElimina
  3. Scopro ora che la pratolina è la margherita ... bella poesia, e beata la mia ignoranza ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta, Chiara, e grazie per il tuo commento. Ad ogni modo siamo tutti ignoranti, e non è una frase fatta! ;-)

      Elimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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