"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

sabato 2 agosto 2014

Quinte d'albergo nella poesia di Philip Larkin

Hotel Lobby di Edward Hopper (1943)
Indianapolis Museum of Art - http://www.imamuseum.org/
William Ray Adams Memorial Collection


Venerdì notte al Royal Station Hotel


Cupa, la luce scende dagli alti
lampadari a grappolo sulle sedie vuote
che si fronteggiano l’un l’altra, diverse nel colore.
Attraversano le porte aperte, la sala da pranzo dichiara
una più vasta solitudine di coltelli e cristalli
e silenzio dispiegato come un tappeto. Un portiere legge
un giornale della sera rimasto invenduto. Le ore passano.
I commessi viaggiatori hanno fatto tutti ritorno a Leeds,
lasciando nella Sala riunioni i portaceneri colmi.

Nei corridoi deserti di scarpe le luci restano accese.
Si sta isolati, come in un forte, qui -
la carta intestata, fatta per scrivere a casa
(ammesso che casa esista) lettere d’esilio:

Ora la notte avanza.
Le onde si accavallano alle spalle dei villaggi.


Philip Larkin in una biblioteca.
Fotografia di Fay Godwin.
© The British Library Board

Friday night in the Royal Station Hotel


Light spreads darkly downwards from the high
Clusters of lights over empty chairs
That face each other, coloured differently.
Through open doors, the dining-room declares
A larger loneliness of knives and glass
And silence laid like carpet. A porter reads
An unsold evening paper. Hours pass.
And all the salesmen have gone back to Leeds,
Leaving full ashtrays in the Conference Room.
In shoeless corridors, the lights burn. How
Isolated, like a fort, it is -
The headed paper, made for writing home
(If home existed) letters of exile. Now

Night comes on. Waves fold behind vilages.

da “Finestre Alte” di Philip Larkin – ed. Giulio Einaudi. 
Traduzione di Enrico Testa



Philip Larkin (Coventry, 9 agosto 1922 – Londra, 2 dicembre 1985) è stato uno scrittore, poeta e critico musicale britannico. È stato dichiarato uno dei più importanti poeti del Novecento e nel 2003 fu scelto dalla Poetry Book Society come il più amato poeta nazionale. La poesia di Larkin è caratterizzata da una combinazione tra un "normale stile colloquiale", la chiarezza", un "tono riflessivo e tranquillo", "eufemismo ironico" e un impegno "diretto" con "esperienze banali".
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Con quest'ultimo post il blog chiude per la pausa estiva. Il cavaliere riprenderà le pubblicazioni ai primi giorni di settembre, con tante belle novità. Buon meritato riposo a tutti!
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2 commenti:

  1. Buone vacanze, Cristina! A settembre ci troviamo di nuovo qui (anche se ScriverÈVivere resta aperto anche ad agosto).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Buone vacanze anche a te, e certamente in agosto farò qualche visita al tuo bellissimo blog. Un abbraccio.

      Elimina

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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