"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

martedì 23 dicembre 2014

Il giorno di Natale nei versi di Giuseppe Ungaretti

Adorazione dei pastori, 1622, di Gerard van Honthorst


Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

26 dicembre 1916

Il poeta Giuseppe Ungaretti
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8 commenti:

  1. Belli i versi (li sento affini in questo periodo...) e stupenda l'immagine che hai scelto.
    Un abbraccio, tanti auguri a te e alla tua famiglia :)

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    1. Come dicevo su FB, ho scelto la poesia perché è anomala rispetto alle tante sul Natale. Il quadro l'ho scelto con particolare riferimento alla luminosità del bimbo.

      Un abbraccio forte anche a te e molti auguri ancora. :-)

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  2. Bellissima poesia, una delle mie preferite di Ungaretti.

    Un caro augurio di buon Natale a te e a tutti i tuoi cari.

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    1. Anche a te, cara Antonella! Un mondo di auguri a te e alla tua famiglia.

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  3. Che bella questa poesia! Tanti auguri a te e ai tuoi familiari. :)

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    1. Augurissimi anche a te e ai tuoi cari con la poesia di Ungaretti!

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  4. Ho sempre amato questa poesia, la ricordavo quasi a memoria ma mi ero dimenticata il titolo "Natale". La sento molto vicina anche in questa serata di capodanno...Un abbraccio, Cristina, ti auguro tanta pace e tanto "caldo buono" nel nuovo anno.

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    Risposte
    1. Curioso che una poesia così si chiami "Natale", vero? Eppure è molto più vera di tante poesie zuccherose sull'argomento, e rispecchia bene lo stato d'animo di molti in questo periodo. Grande Ungaretti. Anche a te un augurio di serene feste e tante cose belle per il nuovo anno.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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