"La Storia è un ponte fra terra e cielo": blog di storia, letteratura e arte

mercoledì 2 novembre 2016

Il Caffè della Rivoluzione: Saint-Just, l'Arcangelo del Terrore / 1






In questo primo post, vi parlo di Antoine de Saint-Just (1767-1794) e di uno dei suoi crimini - di quelli che, per la loro natura fredda e crudele, provocano maggiore indignazione. Costui era un politico e rivoluzionario e il discepolo più fanatico di Robespierre. Era soprannominato l'Arcangelo del Terrore per la ferocia con cui agiva contro coloro che considerava nemici della Rivoluzione. All'apice del suo potere, si incapricciò di Émilie de Sainte-Amaranhe, figlia della proprietaria di una rinomata casa da gioco al n. 50 del Palais-Royal che egli frequentava. Respinto dalla giovane, che era già sposata, in un suo rapporto alla Convenzione Saint-Just fece arrestare lei, il marito, la madre, il fratello minore. Émilie fu inviata alla ghigliottina all'età di venti anni insieme alle Camicie Rosse, ovvero cinquanta persone accusate di complotto e attentato contro lo Stato e che vennero vestite con le camicie rosse dei parricidi.

Dalla biografia Saint-Just di Mario Mazzucchelli per l'edizione dall'Oglio, che così commenta il comportamento di Saint-Just: "In altri termini è questo un ritorno alla mentalità primitiva dell'onnipotenza illusoria: una pungente necessità di fatto, di amore, di ammirazione e una contemporanea intolleranza, causa il semplice no di una donna, che sfocia in un sentimento vendicativo."

Probabilmente il senso di inferiorità personale e caratteriale di Saint-Just era accompagnato da un senso di inferiorità politica. La casa da gioco al n. 50 del Palais-Royal era frequentata dal gotha della Rivoluzione, ed egli non poteva tollerare che Émilie gli negasse attenzioni che riservava ad altri, specie nei riguardi di un giovanissimo cantante di cui era invaghita.





















***

Non vi ricorda il comportamento di tanti uomini d'oggi respinti dalle proprie compagne, e che sfocia in reazioni altrettanto violente? O di tanti dittatori e dei loro figli che si credono onnipotenti?


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55 commenti:

  1. Ciao Cristina, aimè la storia si ripete.... eppure nell'antichità questo squilibrio fra energia maschile e femminile non esisteva e la società era prospera e pacifica. E se è vero che la storia si ripete, facciamo il tifo per questo pezzo di storia. Bacissimi

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    1. Ciao Elisabetta, che piacere mi ha fatto questo primo commento. Tra l'altro hai toccato un punto interessantissimo: quello delle società antiche dove entrambi i sessi convivevano pacificamente e da questo risultava una maggiore armonia. Purtroppo il maschile ha un'energia potente che a volte sfocia in atti distruttivi.

      Certamente che facciamo il tifo per le società che hai portato come esempio!

      Ricambio i bacissimi con un pensiero... a quello che sappiamo.

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    2. gentile cristina, questa brutta storia che lei racconta risulta priva di fondamento. Mazzucchelli, molto imparziale nella sua biografia di Robespierre, nello scrivere quella di st. just si è lanciato in ipotesi assurde, manifestando in tutto il libro una fortissima antipatia per il personaggio. mathiez, lefevbre e vovelle, ma anche michelet, nemico dei giacobini e, piu' precisamente, del trio Robespierre, st just, couthon, o non fanno cenno alcuno all'episodio da lei riferito o ne negano la veridicità. e parliamo del gotha degli studiosi della rivoluzione francese ( nonostante il livore di michelet)

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    3. Buongiorno a lei, la ringrazio moltissimo per il suo contributo all'articolo. Purtroppo è molto difficile essere imparziali quando si parla di Storia e soprattutto quando si narra di un periodo come la Rivoluzione Francese che è ancora in grado di dividere e lacerare. Non parliamo poi quando si narrano vicende che attengono alla sfera privata come quella di Saint-Just. E, in fondo, a livello temporale la Rivoluzione è avvenuta ieri.

      Le vorrei raccontare un fatto significativo a proposito di biografie: avevo letto la biografia di Mazzucchelli su Robespierre molti anni fa, proprio quella che lei definisce imparziale e in cui ne esce con le ossa rotte. Ho letto ora la biografia di Peter McPhee uscita qualche mese fa: assai ben fatta a mio parere e che getta nuova luce specialmente sulla giovinezza di Robespierre di cui Mazzucchelli racconta poco. Non dico che alla fine lo giustifichi, ma viene molto ridimensionato senza negare la paranoia dell'uomo negli ultimi tempi.

      Grazie ancora del suo interesse per la mia piccola rubrica, spero che continuerà a seguirmi e anche a inserire il suo nome.

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  2. Cristina, il tuo blog è sensazionale! L'ho scoperto da poco ma quando entro navigo delle ore! :) Sono appassionata di storia da sempre e quello che scrivi va ad aggiungere sempre qualcosa di concreto alle mie conoscenze pregresse. Grazie!

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    1. Carissima Stefania, che bello vederti anche qui da queste parti. Ti avevo lasciato tempo fa un commento sul blog di Anima di Carta, e sono andata a leggere ora il tuo feedback. Mi ero ripromessa di venire a trovarti sul tuo blog, e ho qui un elenco che sta diventando lungo e alto come la pila dei miei libri da leggere.

      Ti ringrazio di cuore per i complimenti. :-) Sono sempre incerta sull'argomento Storia perché mi figuro sempre che interessi a pochi... ma evidentemente il mio entusiasmo è contagioso, perché ho conquistato delle persone cui la parola "Storia" stimolava sbadigli irresistibili. Vediamo come va con questo nuovo esperimento.

      Grazie a te di essere passata e a presto.

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  3. Si dice che le virtù pubbliche nascondano sempre vizi privati. Ecco, questo è un caso esemplare: dietro l'apparente solerzia del "guardiano della rivoluzione" che manda gente al patibolo per assolvere al proprio incarico, in realtà si nasconde un uomo meschino incapace persino di accettare che una donna rifiuti la sua corte.

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    1. Grazie del tuo commento - molto acuto, Ariano. Devo dire che persino gli storici ammiratori di Saint-Just - e il biografo ne cita alcuni - non sono proprio riusciti a difenderlo nel "caso Saint-Amaranthe".

      Che dire anche di certi politici bacchettoni che puntano il dito e che poi ne fanno di ogni... magari proprio ripetendo i comportamenti che ipocritamente condannano?

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  4. Questo aspetto di Saint-Just rivela come scrivi una certa fragilità, che di consueto si ravvisa proprio in quei caratteri imperiosi.
    La prima volta in cui mi sono imbattuta in questo controverso personaggio è stata in una delle puntate di... Lady Oscar, che come saprai ha nella sua parte finale il racconto degli anni della grande Rivoluzione. Come ci svelano le sue biografie e i ritratti, anche nel cartone il nostro è un giovanotto bello quanto diabolico. Sicuramente di certo fascino. C'è uno sceneggiato, o forse è un film, di produzione francese degli anni Settanta/Ottanta che racconta i giorni del Terrore e anche lì l'attore che lo interpreta è bello e tenebroso oltre che perfido.

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    1. Adoravo Lady Oscar!!! Non me ne perdevo una puntata quando ero ragazza, ma non mi ricordo di Saint-Just nel cartone.

      A proposito di cartoni animati sulla Rivoluzione Francese, gironzolando in rete in cerca di ritratti e fisionomie ho trovato anche questo: "Le Chevalier D'Eon", una serie anime creata dallo scrittore Tow Ubukata e dove ci sono anche Saint-Just e Robespierre. Devo dire che m'intriga molto e quasi quasi uso il regalo in denaro del compleanno per l'acquisto.

      Invece leggendo questa biografia di Mazzucchelli che mi mancava all'appello ho scoperto dei lati davvero inquietanti. Confermo che Saint-Just pare fosse bellissimo, di grande intelligenza e capacità militari, oltre che perfido. Negli ultimi tempi persino Robespierre ne aveva paura! Un vero Lucifero incarnato.

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    2. Non è che ti sei persa la versione integrale del cartone? Perché Lady Oscar la prima volta che fu mandata in onda in Italia fu "epurata" di tutta la parte finale, quella della Rivoluzione, ritenuta troppo violenta per i nostri innocenti occhi.
      Mi voglio informare su quella serie animata che non conoscevo.

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    3. Diciamo che avevo visto Lady Oscar un bel po' di anni fa, per cui.. poi ero tutta concentrata su di lei, che era il mio modello esistenziale!

      Ho visto che su Youtube ci sono le puntate di "Le Chevalier D'Eon", però sono in inglese con le scritte in francese. Ho visto un pezzetto iniziale, sembra davvero bello. Tra l'altro penso sia ispirato alla famosa figura del cavaliere uomo/donna d'Eon, realmente esistito.

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    4. Una bella serie giappa, consiglio di vederla *_* Ovviamente è tratta dall'omonimo manga, come spesso accade, e si ispira "molto liberamente" al personaggio storico ;)

      E confermo le censure su Lady Oscar :P andrebbe rivista in versione integrale, almeno la parte finale!

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    5. Grazie per i consigli sulla serie, Glò, sicuramente la metto in nota per vederla. E chissà che non ne parli in un post del Caffè... anche se non subito.

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  5. Qual è stato il suo destino? Morto per cause naturali o... derattizzato?

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    1. Caro Ivano, noto un filo d'indignazione appena percepibile nel tuo commento, che del resto condivido ampiamente!

      Il suo destino fu quello di essere arrestato insieme a Robespierre e ad altri alleati politici e ghigliottinato in un'unica infornata il 28 luglio 1794, a nemmeno 26 anni. Del resto, chi di lama ferisce...

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    2. Almeno in questo singolo caso vien da dire: "Vive la France, Vive la Guillotine" ;-)

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  6. Il potere. Il potere travolge: si crede di gestirlo e di usarlo per nobili fini, ma si diventa folli, anzi pazzi. Saint-Just è stato uno dei tanti a essere stritolato; ma prima ha stritolato un gran numero di innocenti.

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    1. Ebbene sì, caro Marco. Il potere può essere il Grande Bene, più spesso è il Grande Male. Del resto è impressionante leggere queste biografie: queste persone in quattro anni si bruciarono letteralmente i neuroni. Dormivano pochissimo, innanzitutto, e dovevano dar fronte a una serie di emergenze si succedevano una dietro l'altra, tra cui la guerra contro mezza Europa che assaliva la Francia per farla a pezzi. Quindi alla fine l'idea fissa era: stritolare o essere stritolati. Ovvio che vedessero congiure dappertutto.

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  7. Che bella novità questo tuffo nel passato di mercoledì! Certo che questo personaggio era un bel tipo, e già il soprannome è tutto un programma. E' proprio vero che certe dinamiche psicologiche non cambiano con il passare dei secoli e che dietro una grande ferocia potrebbe celarsi in realtà un senso di inferiorità o inadeguatezza. Comunque sia, molto interessante questo "ritratto" che ci hai proposto.

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    1. Grazie del commento, Maria Teresa. Sono contenta che l'iniziativa ti piaccia! :-) Questo che hai letto è il soprannome più celebre, ma ne aveva altri, e tutti ispiravano una certa "simpatia". La definizione più azzeccata venne da un suo collega, che nelle memorie disse di lui: "Aveva una mente di fuoco e un cuore di ghiaccio." Penso anch'io che questi comportamenti nascondano una profonda insicurezza, peccato che a farne le spese siano le persone innocenti, spesso donne.

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  8. Purtroppo la storia dell'umanità è colma di persone spietate come lui, anche per molto meno... il potere spesso dà alla testa... Deduco che, nel momento in cui deliberó la condanna, fosse giovane, considerando che è morto ventisettenne e questo aspetto rende ancora più triste l'intera vicenda.

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    1. Sì, Clem, quando deliberò il cosiddetto "rapporto" Danton alla Convenzione dove parlò delle Saint-Amaranthe si era nel marzo 1794, e lui morì nel luglio dello stesso anno. Ti ricordi a teatro in "La morte di Danton", il pezzo quando arringava Saint-Just dalla tribuna? Faceva paura. L'attore poi era bravissimo!

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    2. Altroché se lo ricordo! Saint Just veniva rappresentato straordinariamente come un uomo assetato di sangue, uno che non vedeva l'ora, anzi si eccitava al pensiero di vederlo scorrere a fiumi. Nel pronunciarsi in quel modo si appellava alla natura, sostenendo di non essere perciò più spietato di essa... !!! E l'odio che nutriva per Danton e Desmoulins era smisurato.

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    3. Secondo me quello che fa paura in persone del genere è la loro estrema intelligenza. Di esagitati è pieno il mondo, ma uomini del genere incutono spavento. Nella biografia leggevo dei suoi discorsi politici, dell'uso delle metafore e dell'esaltazione dell'ideologia più rigorosa... Il tutto a ventiquattro anni di età, quando arrivò a Parigi perché eletto come deputato nel suo dipartimento e fece sensazione con il primo discorso alla tribuna della Convenzione. Quell'appellarsi alla "natura" si ritrova proprio nei suoi discorsi e nei suoi ragionamenti. Un'intelligenza deviata, ma pur sempre intelligenza.

      Non a caso il biografo da dei parallelismi con i processi e le purghe durante la Rivoluzione Russa. E' sicuro e provato che Stalin conoscesse i discorsi e i trattati politici di Saint-Just.

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  9. Sembra fatto apposta: dal post su donne-eroine (l'ultimo) a quello su uomini che esercitano una supremazia su di esse. La vendetta contro donne che rifiutano la corte o che negano amori immaginati è ciò che ancora adesso, è vero, caratterizza certi rapporti e certe loro conclusioni.

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  10. Hai ragione, Marina! Dopo una grande donna, un uomo piccolo e meschino. Qui ho dato soltanto un frammento della sua vita, ma in famiglia era una persona problematica sin da ragazzo: come a dire che il buongiorno si vede dal mattino! Grazie del commento e a presto.

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  11. Nelle azioni degli esseri umani si intrecciano spesso alti ideali e bassezze. In quel periodo e in una posizione di potere, poi, le possibilità di fare danni erano altissime. Che tristezza, però, tutti così giovani...

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    1. Giovani, sì! Hai detto la parola giusta, Grazia. Si è portati a pensare a queste persone come vecchi, ma non era così. Il più "vecchio" era Robespierre, che morì a trentasei anni. All'epoca si era ancora giovani e si poteva vivere a lungo, soprattutto se si apparteneva a una classe sociale mediamente agiata come la sua.

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  12. Ho sempre trovato stupefacente la quantità di sangue e di nefandezze che ha caratterizzato uno dei più grandi e importanti avvenimenti del mondo occidentale.

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    1. Alla fine si era trasformato in una vera e propria macelleria. Ed è un periodo controverso anche per quel motivo.

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    2. Sì, una vera macelleria, resta comunque una pagina di storia che ha gettato le basi per un nuovo concetto di Stato e di convivenza civile. Non sono bastati i pazzi come Robespierre, o la presa di potere di Napoleone, e nemmeno la successiva Restaurazione per cancellare quei sacri principi fondamentale portati avanti dalla Rivoluzione.

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    3. A questo proposito era successa una scena significativa la notte prima dell'esecuzione di Robespierre e Saint-Just. Il primo giaceva ferito su un tavolaccio e il secondo era ormai rassegnato e ammutolito. Pare che abbiano guardato verso la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino appesa alla parete dell'Hôtel de Ville dove si trovavano. E uno dei due abbia detto: "Abbiamo pur fatto qualcosa di buono".

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  13. La sete di potere e il delirio di onnipotenza che invadono inevitabilmente anche la sfera privata, trasformando l'amore in morte. Quell'amore che dovrebbe essere armonico interagire con l'oggetto amato si trasforma in ossessivo desiderio di possesso che sfocia nella violenza e nell'assassinio. Errori che si ripetono immutati nei secoli, perciò penso che queste parole di Martin Luther King potrebbero adattarsi anche a quel particolare periodo storico:

    La tenebra non può scacciare la tenebra: solo la luce può farlo. L’odio non può scacciare l’odio: solo l’amore può farlo. L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza, la durezza moltiplica la durezza, in una spirale discendente di distruzione.

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    1. Tutto nasce dal considerare l'altra persona come un oggetto di proprietà, prezioso o meno, anziché un essere umano con una propria volontà. Una mentalità che si perpetua nei secoli e persino oggi nelle società più progredite come quelle del Nord Europa.

      Bella la citazione di Martin Luther King, non la conoscevo! Grazie!

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  14. Eccome se lo ricorda!
    Poi, Cristina, come hanno scritto prima di me il potere travolge. Capita di credere di essere tu ad esercitarlo ma sei un burattino nelle sue mani.
    Ottimo post 😊

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    1. Grazie del commento, Patricia. Sono contenta che la mia nuova follia bloggesca susciti tanto interesse. Anche Saint-Just ringrazia, da personcina beneducata qual era. ;-) Alla prossima!

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  15. Ogni periodo storico, ciclicamente porta orrori, dittature e disprezzo della vita altrui; quello che resta pressoché immutato è che gli innocenti che pagano le follie sono sovente donne. O meglio, tra tutte le vittime, le più denigrate, le più soggette a soprusi d'ogni tipo sono sempre state le donne. Tra gli ultimi, sono le ultime. Ancora oggi la donna paga un tributo altissimo alla cosiddetta Follia di uomini che in realtà non sono affatto pazzi. Saint-Just, al di là del violento e difficile percorso della Rivoluzione Francese, fece quello che ancora adesso uomini del nostro secolo compiono quotidianamente, la sua strage perpetrata per punire Emilie, ricorda le nostre stragi di mafia... Grazie Cristina per questo tuffo nella Storia, alla ricerca di fatti meno noti forse, ma che invece la Storia l'hanno fatta!

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    1. Ciao Lauretta, purtroppo è vero: le donne sono gli esseri più tormentati, vilipesi e violentati sulla faccia del pianeta ancora oggi. Non parliamo poi delle bambine, che vengono letteralmente messe in croce e non hanno un attimo di bene se nascono in certi angoli della terra.

      Non ho pensato a una comparazione del caso Saint-Amaranthe con le stragi di mafia, ma è indubbio che il soggetto volesse vendicarsi su larga scala. L'ipotesi iniziale più blanda è che intendesse spaventare la famiglia facendola arrestare, ma non poteva essere così ingenuo da non supporre che bastava un attimo e la farsa sarebbe finita in tragedia. Come è poi avvenuto.

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  16. A me ha fatto venire in mente Il conte di Montecristo.

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    1. Ciao, Marco! Vuoi dire che Saint-Just ti ha ricordato il conte di Montecristo?

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    2. Ovviamente no. Mi ha ricordato Danglars.

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    3. Ah, mi sembrava strano! ;-) Personaggio spaventoso, in effetti.

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  17. Vero Cristina l'atteggiamento dell'arcangelo del terrore ricorda proprio quello di certi uomini violenti di oggi che non riuscendo a sopperire alla propria inferiorità mentale sono capaci solo di distruggere. Purtroppo certe dinamiche, anche in forma meno violenta, sono sempre più presenti nella nostra società.

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    1. Ciao, Giulia. Esattamente, ci sono anche forme di prevaricazioni psicologica che sono ugualmente devastanti per la psiche di una donna. A uno schiaffo si può trovare la forza di reagire, ma a un'operazione di plagio - magari durata anni - molto meno... perché è più subdola.

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  18. Normalmente si ha un'idea "edulcorata" della Rivoluzione francese (e, temo, delle rivoluzioni violente tutte), come se sovvertire con armi e con la forza non implichi un prezzo, pagato nel tempo soprattutto dalle masse. Identifichiamo questo momento, così importante per la costruzione del mondo moderno, con lo slogan Liberté ecc.
    E vedi che pazzi c'erano... Potere che acceca, frustrazioni personali, rivalsa su chi è più debole: circoli viziosi che sembrano non avere mai fine nella storia dell'uomo.
    Complimenti per questa serie, che seguirò con tantissimo entusiasmo *_*
    (e lentezza... infinita lentezza nel commentare XD)

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    1. Cara Glò, purtroppo le rivoluzioni sono la reazione violenta a uno stato di cose ingiuste e nefande che si protraggono per un lasso di tempo lunghissimo. E' quasi una legge fisica: più questo tempo si allunga, più la reazione è forte e sfugge al controllo. Questa serie di disastri - compresa quella finanziaria dei conti statali - aveva cominciato a crearsi con il re Sole, quindi Luigi XIV. Il tutto non aveva fatto che peggiorare. All'inizio della Rivoluzione tutti partirono infatti con le migliori intenzioni, e poi...

      Come seconda cosa vorrei rinnovare la mia contentezza per il tuo entusiasmo. Come ti ho già risposto nel post d'introduzione, non preoccuparti per i ritardi nei commenti: hai già prenotato un tavolo al Caffè, in modo che tu possa passare anche fuori orario! :-)

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  19. Gentili Anonimi, ancora una volta sono stata costretta a rimuovere i vostri ultimi commenti perché non firmati. L'Avviso ai naviganti, che forse non vi date la pena di leggere, dice chiaramente che qualsiasi commento da parte di un autore non identificato verrà rimosso.

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  20. Io non penso che fosse cattivo secondo me soffriva di una forte depressione dovuta per quello che affrontava e vedeva a soli 24/25 anni. Non è mai stato conosciuto. Secondo me doveva essere intelligente sexy sensibile. Uno di quei ragazzi da amare perdutamente. Sicuramente aveva un carattere complesso. Era molto introverso ma allo stesso tempo tirava fuori tutta l’energia che serviva. Non era facile capirlo. Però sono convinta che dietro alla sua rigidità e freddezza c’era un cuore puro. Ciulla Clara

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    1. Cara Clara, innanzitutto benvenuta nel mio blog, e come seconda cosa ti ringrazio molto del tuo commento. 😊

      Vorrei fare una breve premessa, poi vado a rispondere nello specifico. Scrissi questo articolo nel 2016 in seguito alla lettura della biografia "Saint-Just" di Mario Mazzucchelli. Nel frattempo mi sono iscritta all'università per Storia, seguendo un percorso di studi specifico per Storia Moderna (mi sono laureata il 7 luglio con 110 e lode). Alla luce di questo mio percorso, attualmente non scriverei più l'articolo in questo modo, nel senso che:
      - la biografia di Mazzucchelli è molto di parte, e spesso denigratoria, cioè ha un taglio politico molto orientato. Ogni storico infatti filtra la sua osservazione del periodo con gli occhi della contemporaneità, attribuendo un significato a volte anche anacronistico. Per esempio in un capitolo paragona i processi politici della rivoluzione francese con i processi dell'URSS nel 1936-38. Scrivendo i miei romanzi sulla rivoluzione francese, mi sono anche accorta che in questa biografia ci sono diversi errori.
      - se anche inserissi il caso delle Sainte-Amaranthe, amplierei l'articolo e specificherei che si tratta di un'illazione di Mazzucchelli.

      Per quanto riguarda la personalità di Saint-Just, era sicuramente molto complessa. Pensa che proprio di recente ho trovato un articolo online de La Repubblica relativo a una biografia uscita di recente, e che sottolinea quanto sia stato un mistero perfino nell'aspetto fisico. Ecco il link per te, se lo vuoi leggere, è molto interessante e penso che acquisterò la biografia 😊:
      https://www.repubblica.it/venerdi/2020/10/25/news/saint_just_biografia_cicala_venerdi-271452049/

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  21. A volte tirano delle voci false. I suoi detrattori lo avrebbero infamato per qualsiasi cosa. Dal fatto che usasse degli indumenti di pelle umana. Cose tra l’altro macabre. Che si eccitasse a vedere il sangue versato delle povere vittime. Che era solito annusare una rosa mentre vedeva i condannati decapitati. Dall’avere rubato l’Argentaria. Che era violento.. ecc… Non avrebbe mai mandato una ragazza al Patibolo solo perché ella aveva rifiutato la sua corte. Aveva sicuramente i neuroni bruciati e le allucinazioni doveva stare molto male mentalmente e non era facile muoversi in mezzo a tutti questi partiti che tramano. Avrà agito con molto eccesso ma sicuramente in quel macello anche il più sano di mente ne sarebbe stato risucchiato. CIULLA CLARA☺️

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    1. Cara Clara, rieccomi con il tuo secondo commento. 😊 Saint-Just ha sofferto, come Robespierre ,di una campagna denigratoria post-mortem da parte dei suoi nemici, intesa a infangare la sua memoria, dipingendolo peggiore di quanto non sia stato.

      Però ci sono dei fatti incontrovertibili su di lui, che emergono da qualsiasi biografia tu prenda in mano:
      - Saint-Just scappò di casa il 9 settembre 1786 in direzione Parigi, dove venne arrestato il 6 ottobre a seguito della denuncia della madre alla quale aveva sottratto dell'argenteria. Quindi il furto dell’argenteria è un dato di fatto, perché emerge dalle fonti, e dal verbale dell’interrogatorio davanti al funzionario di polizia.
      - Politicamente Saint-Just ebbe una posizione a dir poco intransigente, come in occasione del processo al re. Pronunciò il suo primo discorso alla Convenzione, dove era stato appena eletto, respingendo sia la tesi dell'inviolabilità del re che quella favorevole a processare Luigi XVI come un comune cittadino. Il suo discorso fece grande impressione e contribuì a orientare l’esito del processo al re, cioè l’esecuzione capitale.
      - Saint-Just fu attivo redattore della legge dei sospetti del 17 settembre 1793, che stabiliva la sospensione dei diritti civili per un’ampia fascia di cittadini: i nobili, gli emigrati, i cosiddetti preti refrattari, i funzionari pubblici sospesi o destituiti, coloro i quali non avevano ottenuto il certificato di civismo e in generale quelli che si mostravano tiepidi nei confronti della rivoluzione. La legge sui sospetti accelerò i processi, fece tabula rasa delle testimonianze e della difesa degli imputati, e incrementò le condanne a morte. Ne derivarono anche i processi di natura eminentemente politica contro i girondini, che finirono sul patibolo, contro gli arrabbiati di Hébert, spazzati via nel marzo 1794, e contro gli indulgenti di Danton e Desmoulins, ghigliottinati ai primi di aprile dello stesso anno. Anche questo è un dato di fatto che non può essere taciuto.

      Le sue posizioni politiche sono state sempre quelle di un estremista, di una sorta di "sacerdote" della purezza rivoluzionaria, nel nome di un ideale astratto da perseguire a qualsiasi costo come accadde con Robespierre. Quando l’ideologia prende il sopravvento, essa sfocia nel fanatismo.

      Però ti do ragione su una cosa: in pochissimi anni queste persone sono state consumate e inghiottite dalla rivoluzione, dormivano poche ore per notte, dovevano prendere decisioni molto rapide in una Francia sconvolta dalla guerra civile interna e dalla guerra contro le potenze europee, in mezzo al caos anche economico. Molto probabilmente Saint-Just, Robespierre e tanti altri vivevano in uno stato febbrile che ha rovinato la loro salute mentale e fisica, conducendoli a vere forme di paranoia.

      Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi.

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  22. Grazie mille per la risposta ☺️ è difficile mi rendo conto giudicarli. È un lavoro complessissimo. Hanno tanti aspetti contrastanti. Io però voglio credere che Saint Just fosse il ragazzo più dolce e incompreso tra tutti 🥺 Sono convita che negli ultimi periodi non ragionava lucidamente più 🥺La Rivoluzione l’ha salvato ma lo ha anche distrutto nel senso che l’essenza delle sue emozioni sono state deturpate in qualche modo. Comunque l’aspetto è così dolce. Non potrei credere che un visino così dolce possa essere violento nei gesti e nelle intenzioni …
    Clara Ciulla

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    1. Ciao Clara, grazie mille per il tuo nuovo commento. Senz'altro il tipo di vita che hanno fatto queste persone li ha devastati anche mentalmente, come dicevo anche sopra. Si sono trovati a prendere delle decisioni in fretta e in circostanze emergenziali, quindi non possiamo dare dei giudizi troppo avventati su alcuni aspetti del loro operato. C'è anche da dire che una nazione assalita da potenze esterne, e con una controrivoluzione interna che accende focolai e rivolte, sprofonda molto rapidamente nella paranoia e nel sospetto.
      Su una cosa dissento del tutto dal tuo commento, però: un bell'aspetto non è garanzia di bontà, come un viso brutto non equivale a essere una persona cattiva. In poche parole, l'abito non fa il monaco 😉, inteso proprio come bellezza esteriore.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

IL MIO ULTIMO LAVORO

Il Fuoco di Prometeo

Parigi, 1790. Alla vigilia delle nozze di Camille, Maximilien Robespierre incontra la futura sposa dell’amico e vorrebbe impedire il matrimonio. Ma accade l’impensabile e i sentimenti dell’Incorruttibile cambiano in maniera radicale. Si scatena dunque tra i due uomini una lotta feroce, riflesso della violenza crescente di una Francia sconvolta dalla rivoluzione. Tra insurrezioni di popolo, rivolte interne, guerre contro le potenze europee, i maggiori leader politici – Robespierre, Danton, Marat, Saint-Just – cercano disperatamente di arginare il caos ed evitare che la nazione sprofondi nella guerra civile. Tuttavia, nel groviglio avvelenato delle loro esistenze, gli enigmi del passato continuano a ripresentarsi, e pretendono a gran voce di essere risolti. Perché Robespierre continua a sognare un cavaliere templare di nome Jacques? Emerge così un’incredibile “storia altra”, dove nessuno è come appare e dove la verità andrà oltre ogni possibile immaginazione.

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