"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

sabato 20 luglio 2019

... per uno spettacolo teatrale magico


Rieccomi con il seguito del primo post, che potete trovare qui. Era la prima volta che il mio Diavolo usciva da quel di Trezzo sull'Adda, ed è stato davvero emozionante assistere allo spettacolo nel cortile cinquecentesco del castello, dotato di un bellissimo porticato e di una scalinata. Si è atteso che calasse il buio, quindi lo spettacolo è iniziato una mezz'ora più tardi. Inutile dirvi che ero in fibrillazione anche perché il pubblico era numerosissimo, e ogni volta è "come la prima volta".

Gli attori della compagnia di TeatrOK sono stati bravissimi, e in modo particolare il primattore, ovvero Dave Coal, che ha superato se stesso: era come se lo spirito di Bernabò si fosse impadronito di lui, per quanto era naturale e fluido nella parte. Tutto è stato perfetto, e anche due piccoli incidenti in scena sono stati agevolmente gestiti. Le luci si sono accese e sono variate di colore al momento giusto, e la musica era fluida e senza intoppi.

Come vi dicevo, la rappresentazione si è svolta all'aperto, e a un certo punto, verso la fine del dramma, si è levato un vento tempestoso. Ha scompigliato i mantelli e le ciocche, e fatto tremare le fiammelle del candelabro, e oscillare lo stemma con il biscione visconteo le cui borchie brillavano, colpite dalla luce delle fiammelle. Era come un effetto speciale o, meglio, come se messere in persona volesse esprimere la sua soddisfazione per la rappresentazione di cui era protagonista.

Eccovi alcune foto che pubblico qui, insieme con il passaggio tratto dal copione, anche per conservarle su questo blog fintanto che avrà vita. Sulla mia pagina Fb potete invece trovare un video preparato da TeatrOK con le immagini salienti sottolineate dalla bellissima musica.


Bernabò Visconti: Nessuno avrebbe osato far proprio il simbolo del diavolo. Solo noi Visconti potevamo. Noi, che siamo la sua progenie, dove il parente ammazza il parente, come i serpenti che si azzannano tra loro, a morte, nelle loro tane oscure.


Voce fuori campo:
Biscia nimica di ragione umana,
che 'l verno, quando l'altre stan sotterra,
tu vai mordendo e faccendo guerra,
mancata t'è la tua speranza vana!


Primo legato papale: Spero che avrà rispetto dell’abito che indossiamo. Siamo inviati del Papa.
Secondo legato: Sapete che quell’uomo non ha rispetto per nessuno, e che si diverte soprattutto a tormentare i preti. Diede ordine di legare un ambasciatore di sua Santità a una graticola a forma di botte, e lo fece bruciare lentamente tra atroci tormenti.


Bernabò Visconti: Allora? Sposerai mia figlia Caterina sì o no? T’avviso, tra poco il veleno comincerà a fare effetto, sentirai atroci dolori e comincerai a emettere schiuma dalla bocca. E allora sarà troppo tardi anche per reggere una penna!

Maffiolo: Mio signore, fu la ragazza a provocarmi. Mi passava davanti, mi sorrideva e con una scusa si appartava con me. Mi seguì senza opporre resistenza, e fu lei stessa a concedersi…
Ambrogiola: Bugiardo!



Giovannola: Abbiate pietà! Sono ormai sette mesi che Bernarda è rinchiusa nella rocca di Porta Nuova, e tenuta a pane e acqua. È ridotta a uno scheletro, non sopravvivrà a lungo.
Bernabò Visconti: Non potevo passar sopra a una cosa del genere. Ho fatto la cosa giusta. Le mie donne devono comportarsi come principesse, dalla prima fino all’ultima. Non potevo nemmeno farla giustiziare, era pur sempre una Visconti.



Bernabò Visconti: Tu… tu, figlia mia, sei già qui... da me… No, no!

L'astrologo di corte: Mio signore, è giunto vostro nipote Gian Galeazzo, conte di Virtù e signore di Pavia. Egli sta viaggiando verso il santuario del Sacro Monte di Varese con un seguito per compiervi un pio pellegrinaggio. Ha mandato a riferire, qui alla Ca’ di Can, che sarebbe lieto di salutarvi, dopodiché proseguirà il cammino.


Gian Galeazzo: Io, Gian Galeazzo Visconti, rendo noto con la presente lettera a voi, nobili signori d’Europa, che mi sono visto costretto ad arrestare mio zio Bernabò e tutta la sua stirpe. Da tempo, infatti, egli intesse losche trame, congiurando per la nostra morte continuamente e in molti modi

Bernabò Visconti: E la mia stirpe sta per essere sradicata dalla terra, come nell’anatema che mi lanciò quel frate, cui feci inghiottire la bolla di scomunica: “Per tutto questo Dio alla fine ti distruggerà, e strapperà te e le tue radici dalla terra dei viventi.”

Gli attori escono per ricevere i meritati applausi! 
Alla prossima: a Trezzo sull'Adda l'8 e il 9 settembre!



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20 commenti:

  1. Felice che il successo si stia lentamente, ma in modo inevitabile, "allargando" sempre di più :)

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    1. Grazie, Marco, e speriamo che questo "allargamento" prosegua anche in futuro. Con il passaparola si fanno i miracoli! :)

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  2. Che bella soddisfazione vedere che lo spettacolo di Bernabò allarga i suoi confini. Il vento è stato un ulteriore effetto speciale, forse il "diavolo" Bernabò che respirava?

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    1. Sono veramente grandi soddisfazioni, e la risposta del pubblico ogni volta è molto calorosa. Eh, chi può dire che cosa fosse quel vento? Sicuramente non era casuale. ;)

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  3. Molto suggestive le foto. Leggendo le citazioni del testo, mi viene da pensare che se il testo finisce nelle mani di qualche autore televisivo ti propone di trarne qualcosa in stile "Game of Thrones".

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    1. Pensa che un paio di autori di romanzi storici sui Visconti avevano impostato una conferenza sui loro libri proprio nello stile di "Games of Thrones"!

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  4. Complimenti Cristina, ormai anche il vento corre ad applaudirti. Meriti davvero queste gioie e soddisfazioni, peccato solo non esserci stata.

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    1. Fa un effetto davvero straniante ascoltare gli attori mentre pronunciano quello che hai scritto tu, specialmente la sera del debutto. Un po' come se qualcuno realizzasse un film dai tuoi libri. :)

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    2. Ti garantisco che in pochi possono dirlo e sono felicw tu sia tra loro

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    3. Sei davvero cara, Nadia. Approfitto per dirti che ho terminato il tuo romanzo "Il giardino viola". ;) Seguirà recensione su Amazon in agosto.

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  5. Complimenti vivissimi, dalle immagini sembra un bel spettacolo.

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    1. Come puoi immaginarti io sono di parte... ;) ma per fortuna è sempre stato molto apprezzato anche dal pubblico.

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  6. Bella questa intrusione del vento in scena, mi sembra un soffio di vita e di riconoscimento simbolico. Mi sono segnata la data di settembre, ma sono abbastanza lontana... vediamo come va. :)

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    1. Avevamo un po' di timore che si mettesse a piovere proprio alla fine, e quando è finito lo spettacolo in effetti ci sono state delle raffiche di vento fortissime che abbattevano i cartelloni dello stand dell'edizione Meravigli. Comunque ho imparato che vento e temporali sono modi per esprimere la "sua" contentezza. :)

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  7. Insomma ormai una vera e propria tournée!
    È una cosa bellissima, e posso solo immaginare quanto la storia si dipanasse fluidamente incorniciata in un ambiente come quello. Insomma, sono felicissima che tu ne riceva questa enorme soddisfazione.
    Avanti sempre così! :)

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    1. Si tratta di uno spettacolo concepito anche per un qualsiasi teatro al chiuso, ma è indubbio che una cornice storico-architettonica del genere dà valore aggiunto. A Trezzo sull'Adda ci sono solo imponenti rovine del maniero: avevamo pensato di farlo anche là, anziché nel piccolo teatro della Società Operaia, ma c'è sempre l'incognita del tempo. Grazie mille per l'incoraggiamento! :)

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  8. grazie Cristina per il bel dramma che ci hai regalato....quindi...a presto direi :)

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    1. Grazie a te per il tuo impegno e la tua splendida interpretazione. :) Questo spettacolo mi sembra che "cresca" ogni volta, come se non fosse più "mio", in un certo senso...

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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