"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

mercoledì 18 marzo 2020

# Una poesia e un'immagine al giorno. 5. Cecco Angiolieri


Mangiatori di ricotta di Vincenzo Campi (1580 ca.)
Musée de Beaux-Arts, Lione

S'i' fosse foco

S'i' fosse foco, ardere' il mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil'en profondo;

s'i' fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti cristïani embrigarei;
s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.

S'i' fosse morte, andarei da mio padre;
s'i' fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi' madre,

S'i' fosse Cecco, com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

Rime (LXXXVI), 1280-1310 ca.


Francesco Angiolieri, detto Cecco (Siena, 1260 circa – Siena, 1311/1313), è stato un poeta e scrittore italiano, contemporaneo di Dante Alighieri e appartenente alla storica casata nobiliare degli Angiolieri. La poetica di Cecco Angiolieri rispetta tutti i canoni della tradizione comica toscana. I suoi sonetti possono essere considerati la caricaturale rifrazione del Dolce stil novo: questa posizione antistilnovistica emerge specialmente nella poesia dialogata Becchin' amor, dove si narra di un'amante sensuale e meschina, con dei connotati certamente antitetici a quelli angelici della Beatrice di dantesca memoria Questa sua polemica contro i poetae novi del dolce stile, attuata con uno smodato uso della mimesi caricaturale e con uno stile tagliente e impetuoso, viene inoltre calata nei vicoli tumultuosi della sua Siena natia. Nel 1968 il cantautore genovese Fabrizio De André mette in musica il sonetto di Angiolieri nell'album Volume III:








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10 commenti:

  1. Cecco Angiolieri è la prova che il Rinascimento stava iniziando. Più che la grandezza poetica di Dante, è la libertà espressiva di Angiolieri a dimostrare che finalmente i letterati erano liberi di esprimersi. Questa poesia me la ricordo anche se sono passati tanti anni dal periodo scolastico.
    Il quadro che proponi è ugualmente molto dissacrante, ci vedo un'umanità ruspante che da un lato crea ribrezzo al pittore e dall'altro lo incuriosisce.

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    1. Penso che questa poesia rimanga maggiormente impressa di quelle di Dante o Petrarca proprio per il ritmo. Anche per il tono, che la fa assomigliare a una sorta di "attacco di malumore", che alla fine si dissolve nella leggerezza e nella canzonatura... :)
      Il quadro ritrae una varia umanità plebea, l'ho trovato molto adatto per la poesia.

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  2. Quando in letteratura arrivo a Cecco Angiolieri, i ragazzi sollevano sempre il sopracciglio in segno di interesse. Piace sempre. Eh sì che mi concedo delle letture comiche in classe che li fanno spanciare dal ridere. :)

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    1. Secondo me gli adolescenti si rispecchiano molto in una poesia come questa, che racchiude una grande energia esplosiva e una visione molto netta e senza sfumature del mondo. Esattamente come la fase particolare dell'esistenza che stanno attraversando. Quanto pagherei per assistere alle tue letture comiche in classe! :)

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    2. Sto pensando di produrre delle cose a distanza e metterle sul mio canale You Tube. Dopotutto, siamo reclusi, abbiamo molto tempo, dobbiamo essere creativi e propostivi e donarci al mondo. :)

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    3. Sarei contentissima se tu lo facessi! Non c'è momento migliore per sfruttare appieno le disponibilità della tecnologia. Su questo siamo molto fortunati rispetto ad altre situazioni del passato. :)

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  3. Ammetto che Cecco Angiolieri lo ricordo sempre con piacere per la sua irriverenza e ai tempi della scuola mi divertiva molto.

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    1. Sì, doveva essere un vero goliarda e questa poesia rimane simpaticamente impressa a tutti. :)

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  4. Terribile il quadro! E poi, la ricotta... ecco, è buona, ma mi fa una strana impressione vederla accostata a delle facce così ingorde, lei che è leggerina e delicata. ;)

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    1. Le persone raffigurate nel quadro dovevano essere proprio dei tipacci, di quelli che non vorresti incontrare la sera tardi tra il lusco e il brusco. ;) E hai ragione sulla ricotta: acuta osservazione! :)

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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