"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

domenica 19 aprile 2020

Il Caffè della Rivoluzione: Acconciature e parrucchieri... ieri, oggi e domani / 42




Riaprono anche i battenti de Il Caffè della Rivoluzione con un cigolio sinistro, visto che i cardini sono un po' arrugginiti. A mia discolpa posso soltanto portare i miei problemi di salute, in parte superati, i miei numerosi impegni e, com'è ovvio, la situazione emergenziale che ci siamo trovati ad affrontare dall'oggi al domani. I miei rivoluzionari sono stati molto contenti di rivedermi, anche perché ho ripreso in mano i miei romanzi che hanno loro come protagonisti, sia per rileggerli sia per proseguire nella stesura.

Molto spesso questa rubrica ha un aggancio con la quotidianità, e di recente uno degli argomenti più gettonati  è relativo alle nostre capigliature che, bene o male, stanno andando fuori controllo. A meno di non avere un parrucchiere professionista in famiglia, ognuno di noi sta avendo grosse difficoltà con lunghezze, tinte, crescite, e tagli che ormai richiamano le improbabili fogge nei telefilm di fantascienza degli anni '70. Colta da un impeto nostalgico, ho perfino pensato di usare la scodella e farmi tagliare i capelli come usavano fare i miei genitori, poi ho soprasseduto in attesa di tempi migliori.

E nel Settecento?

Ebbene, l'arte dei parrucchieri raggiunge l'apogeo, e del resto il concetto di "alla moda" ("à la mode"), così come la conosciamo oggi, nasce in quell'epoca in omaggio alla modernità. All'inizio del secolo per la verità i capelli sono bassi e sobriamente raccolti come nel caso di Madame de Pompadour, favorita del sovrano Luigi XV e protettrice di scrittori e artisti. Potete ammirarla qui nel ritratto di François Boucher del 1756, mentre è seduta e dispiega un magnifico vestito. Ha delle roselline sul capo, ricamate sull'abito e collocate sul pavimento, e un cagnolino ai piedi. Delizioso questo quadro, non è vero? Io amo alla follia il Settecento!

Dopo il 1770, copricapi e acconciature diventano sempre più voluminosi e abbondanti, al punto che le donne in carrozza devono stare piegate in due, se non addirittura inginocchiate per non rovinare l’opera del parrucchiere. Anche le altezze delle porte sono appena sufficienti per far transitare questi monumenti ambulanti del capello, e del cappello. Alle volte i parrucchieri, che diventano una categoria ricercatissima, devono usare una scala a pioli, uno sgabello o una sedia per raggiungere la sommità delle loro opere, come in questa caricatura. Del resto tutti i secoli hanno le loro esagerazioni, e noi non facciamo eccezione!

Si inventano persino delle "pettinature a molla", cioè regolabili in altezza. Quando si tocca una molla le acconciature si riducono di circa 30 cm, permettendo sia di varcare una porta bassa sia di salire in carrozza. Siccome le nonne delle fanciulle si lamentano di queste esagerazioni, richiamando le pettinature semplici e raccolte della loro giovinezza, vengono chiamate giustappunto grand-mere (nonna)! Non appena la nonna gira le spalle alla nipote, quest'ultima tocca la molla della sua grand-mere e, oplà,  l'acconciatura si rialza come per magia. Mi piacerebbe avere la macchina del tempo e andare a vedere con i miei occhi questa meraviglia.

Il lutto per la morte del re frenò per qualche tempo una nuova moda che riguardava un'acconciatura assai ridicola, denominata pouf dei sentimenti. In tale acconciatura si introducono le effigi delle persone o delle cose più care, come per esempio come l'immagine della propria madre o del proprio canarino, per tenerle sempre con sé, il tutto guarnito da una ciocca di capelli del padre e dall'amico del cuore. Un'usanza che a me ricorda, sia pure alla lontana, la possibilità recente di trasformare in un diamante le ceneri del defunto...

Com'è ovvio i parrucchieri diventano una categoria importantissima, al punto che molti di loro si danno arie come se fossero marchesi o conti. Nel 1777 si rende necessario moltiplicare il loro numero e viene promulgato un atto in cui si accolgono altri 600 coiffeur alla corporazione dei maestri barbieri-parrucchieri. La bellezza bruna ricade nel discredito, e molto apprezzate sono le donne bionde e con gli occhi azzurri; la moda riabilita persino i capelli rossi che, da sempre, sono considerati con sospetto.

Ad ogni modo con l'avvento del re Luigi XVI, poi ghigliottinato durante la rivoluzione, si torna alla  semplicità anche nelle acconciature, che per le donne sono leggere e portate in avanti. Eccezione alla regola è la regina Maria Antonietta, che lancia pettinature una più stravagante della precedente, e che sono subito imitate dalle dame di corte, proprio come oggi accade con gli influencer e i loro seguaci. In un post precedente sullo stesso argomento, "Quel veliero sulla testa di Maria Antonietta" (qui il link), avevo inserito un'immagine della regina con il famoso veliero in testa.

Nei primi anni della Rivoluzione, tutto cambia ancora una volta, a partire dalle acconciature, spesso ispirate alle donne dell’antica Roma, e diventa molto sobrio, a volte addirittura severo. Ecco il ritratto di Eleonore Duplay, considerata all'epoca la fidanzata di Maximilien Robespierre. Io la trovo molto graziosa, e con qualche ritocco potrebbe passare per una ragazza dei giorni nostri. Esprime una semplicità rigenerante dopo tante esagerazioni.

Comunque voi la pensiate, ce n'è per tutti i gusti per ispirarci alla ricerca del taglio perfetto, o della giusta piega per i nostri capelli... in attesa che riapra il nostro parrucchiere o barbiere di fiducia!

***

E voi, come trovate queste pettinature e come ve la state cavando in questo periodo? 

***

Fonte testo:
Guida pettegola al Settecento francese di Francesca Sgorbati Bosi - Sellerio editore

Fonte immagini:
Ritratto di Madame de Pompadour ed Eleonore Duplay: Wikipedia
Caricatura: baroque.it


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19 commenti:

  1. Le pettinature "acrobatiche" del XVIII secolo le ho sempre trovate simpaticamente kitsch. Sai, quelle cose che sono talmente, ridicolmente, compiaciutamente esagerate, che ti stanno simpatiche proprio per la loro esagerazione (tipo certe persone che fanno discorsi "incredibili", ma solo il modo in te lo raccontano te le rende simpatiche, anche se sai benissimo che la metà di quel che dicono è chiaramente inventato ;-)
    Ecco, diciamo che in questo periodo mi farebbe piacere scambiare due parole con una di queste persone (ne conosco un paio), persone che nell'esagerazione hanno il loro fascino, come queste acconciature settecentesche. Parlare con loro mi farebbe dimenticare per un attimo il particolare momento che viviamo.

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    1. "il modo in CUI te lo raccontano"

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    2. Grazie del bellissimo e articolato commento, Ariano. Mi hai fatto venire in mente il vecchio film "Big Fish" dove il protagonista le spara davvero grosse, eppure è molto simpatico. Un po' come appunto certi pescatori che esagerano la dimensione del loro pesce. ;) Probabilmente uno degli obiettivi della moda è stupire a tutti i costi, pettinature comprese. Anche Lady Gaga, per esempio, potrebbe entrare a buon diritto nel novero delle dame settecentesche.

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  2. Adoro il periodo delle parrucche sotto Re sole. Attualmente sono un po' in crisi e spesso li lego, sino davvero lunghi, ultimo taglio fine settembre, poi ho continuato a rimandare indecisa su come farlo e poi trac non è più stato possibile fare nulla. Da quando si è rotto il phon nuovo sembro cugino Itt ma mi sto abituando anche a questo.un caro saluto Cristina

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    1. Oh, sì, anche il re Sole e i suoi cortigiani sono affascinanti con quelle parrucche lunghe e piene di boccoli, come nella serie tv "Versailles". Era proprio la moda dell'epoca, infatti ho visto anche ritratti di olandesi e inglesi che le portavano così.
      Io non ho ancora i capelli così lunghi da poter fare la coda... Un caro saluto anche a te e a presto! (Come sta la mamma?)

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  3. Le acconciature del '700 sono incredibili, quasi come certe sfilate di moda dei giorni nostri, erano acrobatiche le acconciature, ma acrobati coloro che riuscivano a portarle, secondo me. La moda, però, si sa detta legge...
    Io preferisco la semplicità comunque, bellissima la fidanzata di Robespierre, potrebbe essere davvero una ragazza dei nostri giorni. Io per ora ho usato la tintura del supermercato per fare il colore, ma il taglio non l'ho toccato, i miei capelli sono cresciuti parecchio, aspetto di poterli tagliare dal parrucchiere, quando sarà possibile. Certo che i calvi sono avvantaggiati in questa emergenza... 😉

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    1. Acrobatiche è la parola giusta, doveva essere difficile mantenere il tutto in perfetto equilibrio e certamente occorreva tenere collo e testa dritti. :)
      Confidiamo appunto in una riapertura celere dei parrucchieri. Al momento me la cavo con lo spray per coprire la crescita, ma lo risparmio per quando devo fare i collegamenti a distanza.

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  4. Davvero molto attuale il look della Duplay nel quadro; mi piace anche la sua espressione, mite e acuta al tempo stesso. Chissà com'era in realtà.

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    1. Sul suo conto ho letto testimonianze contrastanti: alcuni dicevano che era una virago, e così viene rappresentata nel film "Danton" di Wajda; altri che era mite e piuttosto incolore. Si tratta di uno dei personaggi dei miei romanzi, ed è una ragazza da marito. :)

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  5. Oddio, questa cosa della molla è assurda!
    Ah, i miei capelli... In questo periodo ne ho perso totalmente il controllo, sono un disastro più del solito. Non li avevo così lunghi dall'estate dopo la maturità.

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    1. Quando ho letto la questione della molla mi sono ribaltata dal ridere.
      Anche per gli uomini è difficile mantenere in ordine la capigliatura, in casa ho proposto di usare la macchinetta su marito e figlio, ma al momento resistono... ;)

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  6. §Interessantissimo questo post! E' vero, la fidanzata di Robespierre è abbastanza attuale.
    Io non vado dal parrucchiere da mille anni e dunque non ho problemi! :D

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  7. Mi è mancato tantissimo il caffé della Rivoluzione. Per certi versi è stata anche una rivolta alla parrucca, quella. Qui che la caviamo con le ciocche rosa. Tanto sono a casa, mi vedono i miei alunni in videoconferenza ma si divertono a trovarmi rosa...

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    1. Mi hanno fatto molto piacere le tue parole su questa rubrica. Le parrucche del Settecento dovevano essere fastidiosissime, e comunque erano il felice condominio dei pidocchi. ;)
      In questa situazione, si cerca di trovare il lato ironico delle cose!

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  8. Post davvero curioso e come sempre molto interessante. Anch'io mi sono sempre lasciata incantare dalle acconciature di quel Settecento francese che ha segnato un'epoca. Mi colpisce la bellezza della Pompadour, la cui sobrietà preferisco alla moda successiva, ma più di tutto mi piace la compostezza della giovane compagna di Robespierre, nella quale vedo una sobrietà diversa, in forte contrasto, voluto, con le appariscenti stravaganze della classe nobile. Il mio incanto verso le stravaganti acconciature sta nell'immaginarle su un palcoscenico, accessori di un qualche lavoro su Casanova magari, chissà. Se le guardo dal punto di vista della Storia, le trovo veramente esagerate, un vezzo oltretutto tipicamente francese. In Inghilterra per dirne una, una cosa del genere non arriverà mai. Colpisce anche come tutto questo mondo così immaginifico e straordinario sarà spazzato via da una rivoluzione terribile.
    I miei capelli, che come scrivi bene stavano diventando come quelle acconciature degli anni Settanta (li porto molto corti da anni, quindi immaginerai come stessero crescendo) sono stati rieducati dalla "macchinetta" tosa-cranio di mio marito. Ci siamo messi io e lui di buona lena la scorsa domenica e ci siamo spuntati i capelli a vicenda. Devo dire che su bassette e base è stato fatto un ottimo lavoro. :)

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    1. Ti ringrazio moltissimo per questo articolato commento, una vera e propria coda al mio post! :) Sulla moda inglese assai più sobria hai perfettamente ragione, sto proprio scrivendo un articolo accademico su Maximilien Robespierre per completare un esame di cui ho svolto l'esame orale parziale. L'esame è stato naturalmente online, con una parte esilarante e l'altra di puro stress, ma è andato benissimo. Ne parlerò quando avrò completato il tutto, senza fare nomi e cognomi per correttezza. Comunque nel mio articolo c'è una parte iconografica che si concentra sulla moda dell'epoca e la moda inglese risulta molto più semplice e lineare. Per quanto riguarda le parrucche, mi viene sempre in mente il film "Amadeus" con le divertenti parrucche rosa!
      Di recente ho spuntato i capelli a mia mamma (88 anni) che porta i capelli molto corti, mi sono ingegnata ma ho soltanto lavorato sui ciuffetti. Il risultato sembra soddisfacente.

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  9. Sono felice di sapere che i tuoi problemi di salute si sono almeno in parte risolti. L'augurio è che si risolvano del tutto felicemente molto presto.

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    1. Grazie, Nick. Domattina devo fare una risonanza magnetica alla testa. Vado molto a giorni, a volte non so che cosa pensare. Quel che è certo è che, dovendo fare delle autodiagnosi, mi sento di tutto, dal morbo della mucca pazza alla narcolessia. :(

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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