"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

martedì 7 aprile 2020

# Una poesia e un'immagine al giorno. 25. Federico García Lorca


Ritratto di signora di Gustav Klimt (1916-17)
Madrigale appassionato
Vorrei restare nelle tue labbra
Per estinguermi nella neve
Dei tuoi denti.

Vorrei restare nel tuo petto
Per dissolvermi in sangue.

Vorrei fra i tuoi capelli
D’oro per sempre sognare,
Che il tuo cuore si facesse
Tomba del mio che soffre,
Che la mia carne fosse la tua carne,
Che la mia fronte fosse la tua fronte.

Vorrei che l’intera anima mia
Entrasse nel tuo corpo minuto,
Ed essere io il tuo pensiero,
Ed essere io la tua veste bianca,
Perché tu t’innamori di me
Con passione così ardente
Da consumarti mentre mi cerchi
Senza ormai più potermi trovare.

Perché tu te ne vada gridando
Il mio nome verso i tramonti,
Domandando di me all’acqua,
Bevendo triste le amarezze
Disseminate lungo il sentiero
Dal mio cuore nell’amarti.

E intanto io penetrerò
Nel tuo dolce e fragile corpo,
Divenendo, oh donna, te stessa,
E restando per sempre in te,
Mentre tu invano mi cercherai.



Federico García Lorca fu un poeta e drammaturgo spagnolo (Fuente Vaqueros 1898 - Víznar, Granada, 1936). Voce tra le più originali del Novecento spagnolo, amico di Salvador Dalí e Louis Buñuel, partecipò ai vari tentativi modernisti, specialmente impressionisti. Morì durante i primi giorni della guerra civile, fucilato dai franchisti.

Talvolta ridotto a cantore folkloristico dell'Andalusia per raccolte come il Romancero gitano (1928), suo primo successo popolare, García Lorca in realtà superò questa posizione raccogliendo suggestioni derivate sia dalla tradizione spagnola seicentesca sia dalle moderne avanguardie. Tra le raccolte: Poeta en Nueva York (scritto tra il 1929 e il 1930 e pubblicato nel 1940); tra le pièces teatrali: Bodas de sangre (1933), Casa de Bernarda Alba (1933).
***

Fonte testo:
Per la poesia: https://aforisticamente.com/
Per la biografia: Treccani online
Fonte immagini:
Wikipedia


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6 commenti:

  1. Lorca è un esempio di linguaggio esagerato ma che sa trasmettere. Riagganciandomi al mio commento dell'altro giorno su Rimbaud, ecco nel caso di Lorca le sue immagini, le sue bizzarre analogie, le sue creative metafore, raccontano sensazioni ardenti, emozioni violente, stati d'animo che comunque tutti noi abbiamo talvolta vissuto in gioventù e che sappiamo intendere. Almeno secondo la mia personalissima opinione.

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    1. Mi sembra che la tua analisi sia perfetta, Ariano, non avrei saputo esprimermi meglio! Comunque è proprio vero che ogni poeta degno di tal nome ha una sua voce personale e inconfondibile.

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  2. Incontri inaspettati, ma che si intersecano bene tra loro.

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    Risposte
    1. Mi è tornato alla memoria questo quadro di Klimt e l'ho cercato di proposito. Ho letto, tra l'altro, che era stato rubato e poi è ricomparso non molto tempo fa per una serie di bizzarre coincidenze.

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  3. Belle, le immagini evocate dalla poesia.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie?
Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma.
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I Serpenti e la Fenice non è soltanto un romanzo storico dove l’aderenza alle fonti si illumina e si scalda al fuoco dell’immaginazione, ma il racconto di un’occasione imperdibile di redenzione e amore.

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