"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

lunedì 12 ottobre 2020

Il Cavaliere ha conquistato un dominio

 Da qualche giorno il mio blog Il Manoscritto del Cavaliere ha un dominio tutto suo e la parola mi fa impressione perché comunica una sensazione di potere. 


Sir Galahad, the Quest for the Holy Grail
di Arthur Hughes (1870) Walker Art Gallery di Liverpool

Essa deriva da “dominus” che presso gli antichi Romani significa “signore, padrone”, anche nell’accezione del “padrone di casa”. Nella forma latina, è usato talvolta per indicare il magistrato o in genere la persona che ha l’incarico di inquisire o il potere di decidere in un procedimento e similari. Addirittura, l’ultimo periodo dell’impero è conosciuto come Dominato o Tardo Impero (284-476 d.C.), a contrassegnare un periodo caratterizzato dal dispotismo, dove l’imperatore disponeva dell’immenso territorio come un padrone incontrastato: un “dominus”, appunto.

Dopo il mio breve excursus – perdonatemi, tutte le scuse sono buone per ripassare in vista del temibile esame di Storia Romana! – converrete comunque che “dominio” ha un suono imponente e vagamente minaccioso. Niente paura: ho semplicemente acquistato un infinitesimale indirizzo nella rete e dunque il blog “Il Manoscritto del Cavaliere” ha perso l’estensione “blogspot” ed è diventato:

ilmanoscrittodelcavaliere.it 

Per voi lettori e commentatori del blog non cambia nulla – almeno spero! - perché verrete indirizzati automaticamente al nuovo “territorio” anche digitando il vecchio indirizzo. In quest’operazione di reimpostazione, tra misteriosi ipv4 e ipv6 e manovre incomprensibili, mi ha aiutato mio figlio Stefano, arruolato a viva forza e incatenato alla tastiera fino a che non avesse espletato il suo compito.

Inoltre, memore del grandissimo lavoro in cui è stata impegnata Grazia Gironella per Scrivere Vivere, ho preferito non cambiare la piattaforma di blogging rimanendo su Blogger anziché effettuare il trasferimento su Wordpress. Non ho il tempo né la forza necessari per affrontare una simile battaglia, e al momento preferisco continuare a meditare accanto alla fiamma del focolare con la spada posata sulla parete... sebbene ultimamente Blogger abbia cambiato l'interfaccia e mi stia facendo impazzire con l'inserimento delle immagini che vanno dove vogliono loro.

Si tratta però di un piccolo ma importante cambiamento, anche a livello simbolico, e vorrei spiegare come si sono manifestate queste mie smanie espansionistiche.

Sto mettendo in campo alcune iniziative promozionali per dare maggiore visibilità al mio ultimo romanzo I Serpenti e la Fenice, grazie a un consulente di marketing che ha aperto veri squarci di luce abbagliante nel mio mondo di tenebra e profonda ignoranza. Non sono mai stata capace di promuovermi, ma ho deciso di provare a farlo, e, anche se non dovesse succedere nulla, perlomeno avrò imparato qualcosa. Di autopromozione per l’autore indipendente ha parlato anche Marco Freccero nel suo articolo che potete trovare qui.

Tra i consigli più sorprendenti e inaspettati del mio consulente, oltre a puntare sull’immancabile Amazon, c’è stato quello di investire maggiormente sul blog.

Il mio blog Il Manoscritto del Cavaliere è stato sempre importantissimo per me e, pur tra mille impegni e difficoltà anche di salute, non ho mai pensato di chiuderlo. Non sempre sono stata costante, soprattutto da quando ho iniziato gli studi universitari, e alle volte mi sono fatta prendere dall’ansia causa le famose scadenze da blogger che tutti voi ben conoscete e di cui abbiamo parlato ampiamente.

Sin da subito, l’ho concepito come una sorta di rivista con dei veri e propri articoli, anche se i contenuti si sono evoluti nel tempo, passando da consigli e tecniche di scrittura a qualcosa che si è indirizzato sull’arte e soprattutto sulla Storia di cui sono ghiotta. Scrivere articoli del genere costa molto tempo e fatica: soltanto compulsare i saggi e gli articoli porta via alcune ore, per non parlare della scrittura e della ricerca iconografica che non è una belluria, ma un vero contenuto. Oltretutto Il Manoscritto del Cavaliere ha una dinamica curiosa: gli articoli meno commentati sono spesso i più letti.

Ciò premesso, voglio bene al mio spazio virtuale, ma in termini di visibilità e di vendite non ho mai pensato che fosse così rilevante. Invece mi è stato detto che il blog o sito è più importante delle varie attività su tutti i social messi insieme. Addirittura, che se dovessi scegliere un spazio da curare, di privilegiare senza dubbio il blog.

Perché? Per costruire il cosiddetto brand.

In altre parole, Il Manoscritto del Cavaliere costruisce, o dovrebbe farlo se lo gestissi meglio di quanto io faccia ora, a rispecchiare quello che sono come autrice, oltre che come essere umano, e a comunicarlo in maniera più efficace. Com’è ovvio, il nome del mio blog ha subito voluto giocare sull’assonanza con lo pseudonimo.  
Però molti autori affermati sono identificati immediatamente con una sorta di marchio di fabbrica, che porta alla mente i loro libri e il genere che trattano: un nome per tutti, J.K. Rowling. Tutto questo è molto interessante, ma non ci avevo mai pensato in maniera consapevole e mirata.

Bene, dopo avervi comunicato questa novità, vi lascio con il mio dipinto a colori acrilici, ispirato a un dipinto a olio di George Frederick Watts e che rappresenta Sir Galahad, dove avevo inserito un particolare nuovo. Con questo dipinto avevo timidamente inaugurato il blog nell'ormai lontano dicembre 2012.

***

E voi come avete concepito il vostro blog e come si è evoluto nel tempo? 


Con quale "brand" vi piacerebbe essere immediatamente identificati?

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28 commenti:

  1. Ho adottato il dominio nel 2012 dopo due anni che avevo un blog. I risultati non sono stati immediati ma nel giro di pochi mesi mi trovai a raddoppiare le visite uniche. Al momento il novanta per cento del traffico sul mio blog arriva dai motori di ricerca e spesso vecchi post ripendono vita trovandosi ia primi posti della SERP. Il dominio non è il solo fattore che aiuta nell'indicizzazione ma di sicuro non penalizza. Non potrei mai tornare indietro. Il prossimo passo è il passaggio a Wordpress ...

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    1. Ti ringrazio molto per aver condiviso la tua esperienza, Ferruccio. :) Sì, in effetti ci vuole tempo e pazienza per toccare con mano i risultati di queste iniziative. Pensa che, pur con blogspot, ogni tanto arriva da me qualche nuovo lettore per vie traverse. Un esempio eclatante è un vecchio post sugli sceneggiati Rai dove era approdato persino un collega cercando in rete "Il segno del comando". Spero dunque che con il dominio si incrementino la visibilità e le visite! A presto.

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    2. Pensa che io grazie al gioco a quiz di Gerry Scotty, soltanto pochi mesi fa, ho avuto il blog in crash e la mattina dopo ho rilevato quasi 10.000 visitatori unici, tutto per un post su Melville che parlava di Starbucks, visto che il quiz chiedeva chi fosse quest'ultimo.

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    3. Dev'essere una sensazione sconvolgente avere 10.000 visite in un botto dopo il quiz... è proprio vero che le vie della rete sono infinite. Allora ben presto verrò a curiosare sul tuo blog e a far parte dei tuoi visitatori. ;)

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  2. Ottima mossa.
    Il blog sì, è uno dei tasselli più importanti per promuovere il proprio marchio. Poi ci sarebbe anche da spendere tempo ed energie sulla newsletter, un altro elemento essenziale (forse più importante anche del blog). Ma un passo alla volta si arriva ovunque! :)

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    1. Marco, hai proprio centrato in pieno un altro degli argomenti cardine per l'autopromozione che non avevo mai considerato in passato: la newsletter. Il problema è come impostarla e quali contenuti proporre, al di là del fatto che com'è ovvio dovrebbe di nuovo rispecchiare te come autore e il tuo blog. Insomma, c'è molto lavoro da fare, ma come dice il proverbio "chi ben comincia è a metà dell'opera". :)

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  3. Brava Cristina, indubbiamente un dominio dà un'aria più professionale a un blog, cosa che si riflette anche sull'immagine di sé come autori. Io non mi sono ancora posta il problema, ma prima o poi mi toccherà farlo.

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    1. Grazie mille, Maria Teresa. Per quanto mi riguarda, ci sono tanti aspetti da migliorare. Tutti insieme concorrono a tracciare un'identità più definita e "autorevole", se mi passi il termine. Pensa che una volta non mettevo nemmeno la fotografia. :)

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  4. Ottima scelta, tutti i blogger che lo hanno fatto (io ancora no ma mai dire mai) mi hanno raccontato di aver aumentato le visite in poco tempo.

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    1. Anche tu mi confermi che il dominio è senza dubbio un miglioramento, Nick. Sarei molto contenta di ricevere nuovi visitatori, pensa che a breve raggiungerò la cifra di 600 articoli pubblicati. Insomma, le proposte di lettura sono tante e diversificate!

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  5. Insomma, sei una donna dominatrice :-D
    Scherzi a parte, il mio blog è cambiato molto nel tempo e infine il suo unico argomento è... me stesso. Quindi il mio brand sono io e non saprei quali altre parole usare.

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    1. Ahahahah, figurati che come iconografia ho cercato "imperatrice" e mi venivano fuori tutte donne dotate di frustino e accessori in pelle nera. :D
      Mi ricordo che avevi scritto un post dedicato a come fosse cambiato il tuo blog, chiedendo il nostro parere. Penso che sia normalissimo che un blog si modifichi. Non è un sito aziendale statico, ma qualcosa che bene o male parla di noi e delle nostre esperienze. Per esempio a me piace molto scrivere anche degli articoli sui miei esami universitari per tenerne traccia e farmi quattro risate (a posteriori).

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  6. Molto bello il tuo dipinto, sei brava! Capisco le tue perplessità a passare da blogspot a wordpress. Ora che il traghettamento è avvenuto, apprezzo molto gli strumenti wp, ma non so se valesse la pena di fare questa rivoluzione, tra dominio e piattaforma. Lo dico in particolare adesso che ho fatto il rinnovo dello host, Siteground, un vero salasso... :(

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    1. Ti ringrazio molto! Una delle attività che vorrei riprendere una volta uscita dal tunnel universitario è proprio quella di disegnare e dipingere. La trovo rilassante e divertente come poche, e secondo me contribuisce per vie traverse ad arricchire anche la scrittura.
      Grazie per aver condiviso il tuo parere a proposito di wp, al momento io mi sono limitata ad acquistare l'indirizzo nuovo con un modico abbonamento annuale. ;)

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  7. Tu hai un brand fortissimo. Meriteresti di fare una rivista o delle pubblicazioni di saggistica. Devo dire che secondo me hai fatto bene a rimanere su blogspot. Così per non utenti storici non cambia niente

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    1. Sei sempre gentilissima, Tenar. Hai ragione, non avevo pensato ai non utenti storici, che comunque possono approdare ugualmente sul mio blog per cercare articoli e curiosità. Ci sono stati articoli, indietro nel tempo, che hanno suscitato moltissimo interesse come per esempio il post sulle bevande medievali. Prosit!

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  8. Sei una dominatrice ora dunque! :D
    In effetti penso anche io che un blog sia importante per uno scrittore anche perché è solo lì che puoi vedere come scrive. Sui social è ben difficile.

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    1. :D :D :D Come dicevo ad Ariano, la cosa può apparire losca. Eh, che cosa non si farebbe per vendere un paio di copie in più...
      Sì, i social sono carini e spesso utili, io non li demonizzo e nemmeno ne faccio un uso sfrenato. Il blog è un modo molto diverso di comunicare: è uno spazio flessibile che si può adattare secondo le proprie esigenze e i propri interessi. Da privilegiare assolutamente!

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  9. Cara Cristina, mi piace questa scelta e tutto ciò che l'ha ispirata.
    In pratica, tutto ciò che hai potuto imparare da questo consulente si concretizza, credo, nella parola "storytelling". Un concetto molto bello e affascinante che ho cominciato a conoscere più compiutamente durante il lockdown, quando ascoltavo le lunghe conferenze di Baricco su questo argomento.
    Se effettivamente un blog riveste questa importanza e assume questo valore, allora è la vetrina del tuo storytelling, di quell'elemento percepito da chi qui naviga, che coglie l'insieme di quello che sei, che conosci, che racconti. Ed è assolutamente vero, Il Manoscritto del Cavaliere crea proprio questo effetto.
    Complimenti anche per quel delizioso disegno. :)
    Il mio blog è nato e continua a essere come un insieme di argomenti vari che hanno in comune il raccontare qualcosa. L'ho voluto perché adoro scrivere e confrontarmi, ma mi sono sforzata di dargli un'identità e ho scelto quello che mi affascina di più: recensioni, libri, narrazione, curiosità, ma anche il mio amato teatro, la scuola. Una summa di quello che in definitiva sono.
    Se dovessi pensare a un blog che come il tuo rappresenti il mio brand, non credo che Io, la letteratura e Chaplin si presterebbe a esserlo. Immagino qualcosa di più circoscritto, uno stile meno "vario". Insomma, esattamente come il tuo blog, che è fedele al nocciolo duro che lo ha ispirato: il Medioevo, la Storia.

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    1. Carissima Luz, ti ringrazio di cuore, sono davvero fortunata ad avere una commentatrice del tuo calibro: sei sempre molto attenta nella lettura e dai valore aggiunto con le tue osservazioni. Sì, penso anch'io che la parola "storytelling" si presti bene al saper comunicare un contenuto, e credo che l'efficacia comunicativa si riferisca anche alla professione di insegnante che ben conosci. Quante volte mi sono imbattuta in docenti perfettamente padroni della materia e che al contempo non riuscivano a comunicarla ai loro studenti: la loro esposizione era stentata e arida, come se avessero timore di condividere il loro sapere o ne fossero gelosi.
      Baricco, che tu menzioni, è un grande affabulatore televisivo. Lo ricordo in una trasmissione di moltissimi anni fa dove presentava dei libri: grazie a lui ho letto autori di vaglia pressoché sconosciuti - letteratura russa, nordica... Non lo apprezzo altrettanto come scrittore, però. Secondo me la sua prosa ha qualcosa di preso in prestito, come se contenesse un'eco di grandi classici. Però ammetto di aver letto soltanto due lavori suoi.
      Il tuo blog "Io, la letteratura e Chaplin" ti rispecchia molto bene, a partire dal nome! Cerco di leggere ogni articolo che scrivi perché sono tutti molto interessanti e regalano sempre un arricchimento. Ecco, se dovessi immaginare un blog che crei un tuo brand ex-novo, penserei senz'altro a qualcosa molto incentrato sul teatro... attività comunicativa per eccellenza. :)

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  10. Credo che questo blog fosse per te un'ottima vetrina come autrice (anche se si vede che è nato più che altro per passione), però avere un dominio proprio, aldilà dei contenuti, dà proprio di per sé un'aria più professionale. Comunque mi fa piacere che per noi lettori non cambi nulla, perché il mio livello tecnologico è bassissimo. :-(

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    1. A chi lo dici, cara Simona! ;) La cosa che più mi destabilizza in questi cambiamenti tecnologici è non sapere che cosa sto facendo. Pensa che nel cambiare codici e indirizzi vari, continuavo a chiedere a mio figlio: "Ma che cos'è ipv4?! E che cos'è ipv6?!" e l'ho tormentato fino a quando non è andato a cercare la spiegazione, sbuffando come una ciminiera. Il risultato è che ora ne so quanto prima, ma almeno mi sono "informata".

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  11. Il mio blog è nato sia come vetrina promozionale dei miei libri sia per continuare dei discorsi iniziati da altre parti.
    Se ci penso, faccio un lavoro immane in questo senso per il brand, basti pensare alla "serie del Quotidiano" uscita tra aprile e giugno, ma onestamente a livello di vendite il risultato e poco o meglio nullo. Per cui sì, in teoria ci credo anche a quello che ti ha detto l'esperto di marketing, ma gli darò ragione solo quando qualcuno mi dirà di aver ottenuto risultati concreti.
    Le parole contano solo per le persone che danno loro un valore.

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    1. Il lavoro per promuoversi è davvero immane, e stando alle esperienze altrui ci vuole molto tempo e pazienza per avere dei risultati visibili. Non per niente ci sono i reparti promozione & sviluppo nelle case editrici, o meglio c'erano... con la situazione drammatica tra poco spariranno anche i reparti editoriali. Io ho deciso comunque di provare per non lasciare nulla di intentato.

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  12. Complimenti per il dominio! Mi ero persa questo tuo post, quindi eccomi a recuperarlo. Quindi il blog è importante per la costruzione del brand, il tuo blog è molto professionale Cristina con contenuti sempre molto approfonditi.
    Per la promozione fai bene, è un lavoro importante da realizzare.
    Riguardo al mio blog, io non faccio granchè per valorizzarlo aimè...

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    1. Come diceva qualcuno: "Un piccolo passo per me, un grande passo per l'umanità", ahahah! Scherzi a parte, anche le cose minime si spera concorrano a formare un mosaico più completo. Anch'io penso di essermi persa la tua intervista sul blog di Maria Teresa, quindi dopo vado a recuperarla.
      Ci vuole tantissimo tempo per arricchire i nostri contenuti virtuali: ci sono dei giorni in cui tra una cosa e l'altra non so da che parte girarmi, altro che blog e promozione! ;)

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  13. Ciao Cristina 🎈MAGNIFICO CAVALIERE DI ORME UMANE🎈ESSENZE INDISPENSABILI PER VOLARE🎈GRAZIE PER LA FELICITÀ🎈ABBRACCIO DI LUCE🎈🎈🎈

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    1. Ciao Isa, grazie di cuore per il tuo commento! <3 Un abbraccio, Cristina

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QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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Un visitatore dei nostri giorni entra in una chiesa e incontra la misteriosa Donna dell’Affresco, che gli narra una storia di amore e adulterio tra due giovani nella Firenze di Lorenzo de' Medici. Siamo alla fine del Quattrocento, e la città è al culmine del suo splendore artistico e culturale. Firenze è però destinata a incupirsi con l’avvento del frate domenicano Girolamo Savonarola e della sua eresia, e lo stesso avverrà per le vicende dei due amanti. Alla fine del racconto, il visitatore comprende che quella storia antica lo riguarda molto da vicino…

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