"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

domenica 18 aprile 2021

La serie televisiva "Leonardo": è la fiction, bellezza!



"Leonardo" e "I Medici"

La serie televisiva sulla vita del genio rinascimentale Leonardo da Vinci si è appena conclusa con la puntata andata in onda martedì scorso sulla Rai. Questa co-produzione internazionale ha voluto narrare una gran parte dell'esistenza di questa figura straordinaria del Rinascimento a partire dalla sua infanzia fino al 1506. Leonardo (Aidan Turner) si trova a Milano dove viene arrestato perché accusato dell'avvelenamento dell'amica e modella Caterina da Cremona (Matilda de Angelis). Incaricato di indagare sulla sequenza di eventi che hanno portato all'atto criminoso è il giovane e ambizioso Ufficiale del Ducato di Milano, Stefano Giraldi (Freddie Highmore). Se fosse provata la sua responsabilità, o se rilasciasse una piena confessione in tal senso, Leonardo sarebbe impiccato per la morte della donna. E quindi, negli interrogatori, riemergono i ricordi e le memorie del genio a partire dalla sua nascita illegittima dal notaio ser Piero da Vinci...
 
All'epoca avevo visto le due stagioni de “I Medici” e avrei voluto scrivere un post per enumerare la sequela di assurdità e di comicità involontarie sia in termini di casting che di sceneggiatura, anacronismi ed elementi fuori contesto; purtroppo il tempo non c’era stato, anche se l’uscita della prossima stagione mi permetterà di rimediare. Per quel che vale, vorrei ora scrivere la mia modesta opinione su "Leonardo" senza spoilerare in quali termini si risolve il giallo attorno a cui è stata imperniata pressoché l'intera vicenda. 


Una Rai di altri tempi

Non è la prima volta che la Rai affronta un mostro sacro come Leonardo da Vinci, il che equivale ad avvicinarsi ai fili dell’altra tensione. Chi appartiene alla mia generazione ricorda “La vita di Leonardo da Vinci” del 1971, dove il ruolo di Leonardo veniva rivestito da Philippe Leroy, di cui potete vedere qui una scena. 

Il suo genio sfolgorava attraverso le opere d’arte, la progettazione delle macchine, i disegni anatomici e le riflessioni scientifiche, e nello stesso tempo appariva come una figura enigmatica e schiva. La narrazione di questa esistenza straordinaria per genio, e nello stesso tempo inafferrabile come uomo, veniva condotta servendosi di un escamotage: la figura del lettore contemporaneo, il garbato attore Giulio Bosetti, che si muoveva tra le varie scene leggendo i documenti, gli scritti e le testimonianze dell’epoca, quale osservatore invisibile e nostro alter ego.

Era una Rai d’altri tempi e con un andamento televisivo lento, siamo d’accordo, anche se a me non dispiacerebbe che queste nuove fiction assolvessero anche una dimensione educativa; perché imparare qualcosa di attestato storicamente, senza piegare la realtà a nostro uso e consumo, è uno degli obiettivi di un servizio pubblico - a meno che, come si discuteva in tempi recenti, non vogliamo inzuccherare il passato perché troppo turbati dalla sua brutalità. Nella produzione Rai degli anni ’70 infatti la televisione si proponeva di intrattenere e istruire al contempo, dato che non c’erano le opportunità odierne di istruzione e informazione a parte la radio, i giornali, i libri e la televisione. Un buon esempio del calibro di questa televisione era “Non è mai troppo tardi” del maestro Manzi che insegnava a leggere e a scrivere a una popolazione nel dopoguerra dove il tasso di analfabetismo era molto elevato. In questo modo la Rai aveva avvicinato al grande pubblico i romanzi classici attraverso sceneggiati di qualità come “La figlia del capitano”, “I fratelli Karamazov”, “La freccia nera” e interpretati da attori teatrali di vaglia.


La fiction "Leonardo"

Veniamo alla fiction dei giorni nostri, poiché nei titoli di coda di “Leonardo” si annuncia che la narrazione è ispirata da fatti reali. 

a. La prima faccia della medaglia: l'esistenza stessa di Leonardo

L'esistenza di Leonardo non fu per nulla avventurosa. Ebbe una vita irrequieta ed errabonda, come molti del resto, dovendo spostarsi da una corte all’altra per mettersi al servizio dei signori, in un’epoca dove l’Italia era territorio di invasioni e cambi continui al vertice del potere. Uno dei periodi più fecondi fu la sua permanenza alla corte di Ludovico Sforza detto il Moro, signore di Milano, dove ebbe modo di dipingere "L'Ultima Cena", opera celeberrima che potete vedere sotto. Non sempre la sua Firenze lo comprese e lo apprezzò, e a Roma fu persino accusato di negromanzia. Ci sono delle zone d'ombra mai chiarite, come un'accusa anonima di sodomia nel 1476, insieme ad altri due giovani, quando si trovava ancora a Firenze, che poi fu lasciata cadere. Incontrò personaggi loschi come Cesare Borgia, figli del loro tempo. Tutto sommato, però, non ebbe una vita "sopra le righe" quale fu il caso di Benvenuto Cellini oppure di Caravaggio che si macchiò di omicidio a seguito di una rissa, episodio tutt'altro che isolato; ma fu più che altro uno studioso incessante della natura e della realtà, mosso da un'inquietudine più interiore che esteriore


L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci (1494-1498)
refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano.


b. La seconda faccia della medaglia: la storia gialla inventata

Ora, chi non conosce, conosce soltanto a grandi linee, o non ricorda bene la vita del genio fiorentino, dà per scontato l’evento criminoso attorno a cui ruota tutta questa nuova produzione. Secondo le parole dell’attrice che interpreta Caterina da Cremona, infatti, si è voluto aggiungere la storia gialla per rendere più vivace e appassionante la trama, che avrebbe corso il rischio di trasformarsi in una “rottura di palle”. 

Per carità, anch'io nella mia attività di autrice di romanzi storici mi sono scontrata più volte con l'esigenza di coniugare le fonti con scene scaturite dalla mia immaginazione, che si possono e si devono inserire per rendere la lettura più piacevole e anche per fare riflettere. Nel mio ultimo romanzo I Serpenti e la Fenice, per esempio, Maximilien Robespierre rivela un volto nascosto molto lontano da quello che ci mostrano le pagine di storia, e soprattutto dalla versione dei suoi detrattori.

Si tratta dell’eterno dilemma dell’autore di questi generi narrativi, che assillò penne ben più eccelse della mia, a cominciare da Manzoni: fino a quale punto è lecito inventare e fino a che punto occorre rispettare le fonti? A questa domanda di solito rispondo: puoi entrare nei cosiddetti coni d’ombra della storia, e inserire tutto ciò che non è stato, ma avrebbe potuto essere tale. In altri termini, bisogna lavorare sulla credibilità delle persone e delle situazioni frutto della fantasia dell’autore, interpretarle in modo preciso e nello stesso tempo offrendo una nuova prospettiva. 

Qual è il problema di “Leonardo” allora? Il problema è che un arresto e un'indagine per omicidio sono fatti talmente gravi che sarebbero emersi in qualche modo dalle fonti. Diverso sarebbe stato se gli ideatori avessero attribuito il fatto delittuoso a un allievo, o a un personaggio di contorno, assegnando a Leonardo il ruolo di investigatore. Oppure, per onestà intellettuale, bisognerebbe specificare che la storia gialla è un'invenzione proprio per fugare ogni dubbio e lasciare lo spettatore libero di godersi la fiction (che tra l'altro ho trovato soporifera). O, ancora, invece di intitolarlo "Leonardo" avrebbero potuto scrivere "Le meravigliose avventure del pittore Pinco Pallino". Ah, già, però il marchio Leonardo è più attraente di Pinco Pallino. 

E infatti lo scontro tra questi due aspetti a.b. si fa assoluto negli ultimi venti minuti, come se lo spettatore stesse assistendo a due storie appartenenti a due personaggi diversi, quello reale e quello inventato, che se le danno di santa ragione. La sensazione di scissione del mio io durante la visione dell'ultima puntata è stata totale, divisa com'ero tra l'irritazione per il grado di libertà che si erano presi e l'ammirazione per lo scioglimento della trama gialla che in pochissimo tempo si è fatta frenetica e piena di colpi di scena.


Infiocchettamenti, in ordine sparso 

Come ne "I Medici" ho notato molte edulcorazioni della realtà, e un linguaggio e comportamenti poco plausibili e molto contemporanei - sempre per rendere il tutto più appetibile (fateci sognare!): 

. Il casting: al solito mi chiedo perché non scelgano degli attori il cui aspetto fisico abbia un minimo di aderenza storica (come nel caso di Ludovico il Moro, qui = trovate le differenze). Capisco che anche l’occhio voglia la sua parte, ma sarebbe meglio scegliere attori di aspetto attraente, ma più rispondenti alla realtà. E, mi dispiace, ma Niccolò Machiavelli con la barba (e il dito sulle labbra, con aria scaltra e appunto machiavellica :D) non si poteva guardare.

. Le età: Leonardo era un giovinetto quando dipinse nella bottega del Verrocchio il famoso angelo a sinistra ne “Il Battesimo di Cristo”, che potete vedere qui, così bello che secondo Giorgio Vasari il maestro, avvilito, non volle più toccare un pennello. Il suo allievo Giacomo Caprotti, detto Salaì, era un bambino quando Leonardo lo accolse nella sua bottega, mentre i due sembrano subito coetanei. Andrea Verrocchio (Giancarlo Giannini), il maestro che lo prese a bottega, è troppo vecchio.  Nella fiction il nipote di Ludovico il Moro muore da ragazzino, quando invece fece in tempo a sposarsi con Isabella d’Aragona e ad avere ben quattro figli, passando a miglior vita a venticinque anni. Insomma, c'è parecchia approssimazione.
 
. Società a e mentalità: Molte scene presentano delle situazioni che non sono credibili in una società di fine Quattrocento o inizio Cinquecento. Per esempio la presentazione del quadro “Il Battesimo di Cristo” sembra un vernissage e ci mancavano soltanto i camerieri con il finger food sui vassoi. Addirittura arriva a Firenze Ludovico il Moro – quello che è diventato biondo, e che a quanto pare ha tutto il tempo di farsi un viaggetto – che invita Leonardo a Milano con una frase sussurrata sullo stile “Ti farò un'offerta che non potrai rifiutare” come un nell’imitazione di un mafioso. È noto che fu Leonardo a scrivere poi a Ludovico inviando una sorta di curriculum vitae ed enumerando tutto quello che avrebbe potuto ideare per il signore di Milano, incluse macchine da guerra e fortificazioni. Beatrice d'Este, la moglie di Ludovico, cinguetta in pubblico al marito: "Tesoro!" e lui le risponde con un "Amore mio!". Nel palazzo di Ludovico Sforza tutti bighellonano nei corridoi mezzi vuoti come se non avessero nulla da fare, e ogni tanto incontrano un valletto con un vassoio e una coppa di vino (avvelenato). In una scena Leonardo bacia in pubblico un attore, che poi si rivelerà una spia dei francesi e verrà giustiziato per questo; tuttavia la sodomia era un vero reato e per questo atto plateale i due uomini non l’avrebbero certo passata liscia. 

***

Insomma, non voglio fare la saputella come il mio solito, ma potrei continuare ancora a lungo nell'enumerazione di queste stranezze di cui ho perso il conto. Però vorrei chiedervi se avete visto la fiction e che cosa ne pensate.

Anzi, corre voce che vogliano girare una fiction su Dante. Secondo me faranno un'avventura di sparatorie e inseguimenti e Beatrice, la donna amata, diventerà una Bond girl, anzi pardon, una Dante girl. 


Share:

26 commenti:

  1. Dopo I Medici ho deciso che avevo sofferto abbastanza e mi sono astenuta. Devo dire che al contrario di quello che hai scritto, Leonardo ha avuto una vita abbastanza avventurosa per ricavarne cento di fiction. Certo, magari non come indagato per omicido, ma come ha fatto Malvaldi è ottimo come detective. Più che altro mi fa tristezza questo Leonardo dimesso e vestito di scuro, quando le fonti ce lo presentano come un uomo sempre alla moda, anima delle feste milanesi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti Leonardo sarebbe stato perfetto come investigatore, con la sua capacità di osservazione e il suo acume, ma di un delitto commesso da altri. Come hai giustamente notato, anche i vestiti sono sbagliati (del resto erano tali anche ne I Medici, che sembravano vestiti a lutto): gli abiti medievali e rinascimentali erano coloratissimi, che definiremmo chiassosi per i nostri gusti. Sul blog avevo scritto una recensione su un saggio "La moda", tema che mi ha sempre affascinato dove avevo letto che tutti quanti, compresi gli uomini, avevano abiti molto variopinti: http://www.ilmanoscrittodelcavaliere.it/2014/01/se-labito-fa-il-monaco-un-saggio-sulla.html
      Oltretutto Leonardo era una persona solare ed estroversa, atletico e affascinante, mentre nella fiction è tutto il contrario!

      Elimina
  2. Con me sfondi una porta aperta, io sono fra i pochi che quando si parla de "Il gladiatore" sospiro tristemente mentre ascolto commenti che in genere parlano di "bel film storico" quando in realtà ci sono una serie paurosa di inesattezze, drammatizzazioni ridicole e eventi che vengono rappresentati in modo estremamente diverso da come si sarebbero svolti ai tempi dell'antica Roma... Gli sceneggiati Rai e soprattutto mediaset da tempo ho smesso di guardarli (ma anche certe fiction estere non è che siano migliori, eh!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho guardato "Leonardo" per curiosità, ma mi sono rifiutata di sorbirmi la pubblicità e finire la visione di ogni puntata a orari notturni. Infatti ho visto tutto su Raiplay: perlomeno posso dire di non avere perso ore di sonno, anche perché era molto soporifera! Mi sa che eviterò di perdere ulteriore tempo con le prossime fiction. ;)

      Elimina
  3. Ne ho visto solo la pubblicità e già mi era bastata per avere l'impressione della truzzata stile fiction con sprazzi di soap opera e leggere il tuo post me lo ha confermato. Non sopporto queste modernizzazioni gratuite (linguaggio [come avevi anche scritto nell'intervista che ti avevano fatto Luz e Marina], stile, modo di comportarsti) e tutto perché sennò "viene una palla", come ha condensato la nostra italica attrice.
    Posso anche capire certe concessioni, ma veramente a me sembra che facciano tutto uguale. Potrebbe essere una storia nell'antica Roma, nella Germania nazista, tra i Vichinghi, così come tra i moderni squali della finanza, che lo stile sarebbe (ed è) sempre quello. Se almeno non volessero darsi una patina dorata fingendo di parlare di personaggi famosi e poi invece tali personaggi sono solo dei pretesti per fare più o meno la solita solfa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il linguaggio è l'aspetto che mi disturba di più in queste fiction, oltre a situazioni che rispecchiano chiaramente i nostri tempi. Per esempio, ne "I Medici" mi davano molto fastidio queste fanciulle altolocate che se ne andavano in giro per Firenze da sole e si sbaciucchiavano negli androni alla luce del sole. Beh, mi dispiace, ma le fanciulle altolocate venivano tenute sottochiave dalle famiglie perché costituivano una preziosa merce di scambio e dovevano arrivare illibate al matrimonio, o almeno si provava a farlo. Quindi quando uscivano era soltanto per andare a Messa e accompagnate dalle loro sorveglianti. E poi ci sono tantissimi particolari che mi irritano, come la questione dei capelli e delle pettinature (so che sono fissata!): le fanciulle da marito avevano i capelli sciolti, ma NON le donne maritate che, al contrario, dovevano coprire bene i capelli sotto il velo o la cuffietta, oppure annodarli. I capelli erano un segnale ben preciso di disponibilità sessuale, cioè segnalavano se eri da maritare o meno. Invece in queste fiction ci sono tutte queste donne sposate che vanno in giro con le chiome al vento, grrr.
      Come hai detto, dà fastidio che queste fiction abbiano delle pretese di veridicità, almeno fossero onesti e scrivessero che il tutto è molto liberamente inventato.

      Elimina
  4. Ho visto la prima puntata per curiosità e trovandola brutta e noiosa ho mollato subito. Secondo me recitata male, con attori poco credibili in quei ruoli, in primis proprio Leonardo. Quello che mi ha fatto decidere per un abbandono senza ripensamento è stato tutto questo apparato di fiction attorno alla figura del genio, soprattutto la storia di magia legata alla sua infanzia, con quella maledizione che lo avrebbe accompagnato per la vita. Ho riso molto e detto ciao. Penso sempre ai giovani studenti che, nelle interrogazioni, sparano cavolate su Leonardo perché lo hanno visto nella serie tv. Questo è il reale pericolo di simili ricostruzioni poco veritiere: che si ricordano cose errate e la cattiva informazione non forma la conoscenza e la cultura delle persone.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io l'ho trovata nel complesso soporifera e lenta, e anche delle mie amiche hanno avuto la stessa impressione: nonostante questi inserti gialli a dir poco fantasiosi, non sono riusciti nel loro intento! Purtroppo è proprio questa pretesa di credibilità a essere dannosa, perché gli studenti - e non solo - guardano queste fiction e prendono per oro colato tutto quello che vedono. Oltretutto è un prodotto che sarà esportato all'estero, e quindi che cosa impareranno mai su Leonardo? A proposito, mi è venuta in mente una sequenza dove lui scriveva a lei una lettera IN INGLESE e lei una lettera IN ITALIANO. Se non mi sono partite le pupille dalle orbite poco c'è mancato! :0

      Elimina
  5. Da appassionata della figura di Leonardo, l'ho sepre immaginato come una fucina di idee, sommerso dai fogli, con una curiositá per i misteri mondo cosí profonda, da alienarlo quasi dalla quotidianità. Qui spesso mi sembravano la famiglia media, di uno che fa più casini che trovate geniali. Nell'insieme piú guardabile dei medici (che proprio non sono riuscita), forse sarebbe stato meglio saltare l'ultima puntata. A me hanno disturbato piú di tutto le caratterizzazioni dei personaggi. Tutti sospiri e ire, stile Anna Karenina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, i Medici erano diventati una specie di "Oggi le comiche". All'inizio mi irritavo, alla fine continuavo a ridere e provavo a indovinare quello che ci avrebbero propinato. Mi ricordo che a un certo punto avevo detto a mio marito: "Sta a vedere che adesso arriva l'ostensorio stile controriforma del '600" ed eccomi accontentata!
      Così come Leonardo è stato delineato nella fiction, è l'opposto della persona che emerge dalle testimonianze dei suoi contemporanei. Sembrava un sempliciotto travolto da situazioni più grandi di lui. A me non è piaciuto per niente il personaggio di Caterina da Cremona, e ho trovato incomprensibili certi litigi tra di loro.

      Elimina
  6. Non l'ho vista, comunque ricordo la fiction su Einstein, che fu già quella parecchio atroce.
    Le parole della de Angelis spero solo non siano testuali...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sono un'esperta della vita di Leonardo, comunque molte cose balzavano già all'occhio. Non ho visto la fiction su Einstein, ma mi sa che non mi sono persa niente... ;)

      Elimina
  7. Non l'ho vista e devo dire che dopo le varie recensioni lette me ne è passata la voglia. Le ragioni sono grossomodo quelle da te elencate, tra cui in primo luogo la scarsa aderenza a fatti reali, che mi demotiva molto. Ma in linea di massima, tenuto conto di questi difetti e consapevoli della ricostruzione non veritiera, tu lo consiglieresti?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Secondo me se fosse stato un romanzo di pura fantasia su un pittore rinascimentale inesistente sarebbe stato diverso, perché, come scrivevo, mi è piaciuto molto come hanno sciolto la storia gialla. Non è stato per niente banale!
      Però nel complesso l'ho trovato proprio lento e noioso. Una mia amica ha provato a vederlo cercando di dimenticarsi che fosse la vita di Leonardo e l'ha trovato ugualmente soporifero! Zzz... :)

      Elimina
  8. Neppure io l'ho vista, ma in generale io sono una che guarda poche serie, recuperandone qualcuna quando tutti, ma proprio tutti, le hanno già viste e digerite. In secondo luogo, avevo già letto pareri poco lusinghieri in proposito, e questo tuo post mi fa capire che devo proprio tenermene alla larga. Va bene prendersi delle libertà, ma inventare dei fatti di sana pianta è tutta un'altra cosa, che personalmente gradisco poco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Più i personaggi sono conosciuti e vicini a noi, più è difficile presentarli. Però io, come scrivevo nel post e nei commenti, avrei dirottato la storia gialla su un personaggio di contorno e affidato a Leonardo il ruolo di investigatore. Altrimenti il protagonista viene davvero troppo distorto, e si corre il rischio di passare informazioni che non sono corrispondenti alla realtà, col pericolo che vengano "assimilate" come sono da persone desiderose di apprendere e che si fidano del servizio pubblico.

      Elimina
  9. Coraggiosa a veder queste cose. Io non ci riuscirei mai, già solo i trailer mi fanno accapponare la pelle. Stessa cosa per "I Medici".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "I Medici" erano proprio inguardabili, a partire dalla recitazione (se così si può definire) che era tremenda... ;) qui qualcosa si salvava.

      Elimina
  10. Ho visto solo la prima puntata, poi ho smesso, irritata proprio dall’eccesso di “immaginazione” della trama, avrei apprezzato una fiction più aderente alla storia. Rimpiango gli sceneggiati Rai di un tempo, certo così sembro vecchia...ma forse lo sono!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sai che mi sono rivista tutto il vecchio sceneggiato Rai che ho recuperato su Raiplay? Ho voluto vederlo in concomitanza con la fiction, sia per confrontare le due versioni sia per rinfrescarmi la memoria sulla vita di Leonardo. Il problema di queste nuove fiction è che sono talmente spavalde da farti venire i dubbi! Poi un conto è scrivere un romanzo, o ideare una serie tv, senza alcun aggancio a un personaggio storico, un conto è avanzare pretese di veridicità: è quello che a me personalmente infastidisce.

      Elimina
  11. In effetti è sgradevole, come spettatore, dover convivere con il dubbio: sto vedendo qualcosa di accaduto e magari soltanto ritoccato, oppure qualcosa di inventato di sana pianta? Giusto per sapere se puoi inserire le informazioni che raccogli nel tuo bagaglio o devi cestinarle subito dopo la visione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema è che queste fiction hanno un grande impatto sul pubblico, che è portato a prendersi il "pacchetto completo". Per cui un conto è dare delle interpretazioni, un altro è immettere parti davvero troppo fantasiose!

      Elimina
  12. Ciao Cristina .
    Non ho visto Leonardo ne i Medici.
    Sono un po’ prevenuto verso le fiction storiche perché il più delle volte le trovo troppo romanzate.
    Preferisco magari “perdermi” in un solo film piuttosto..infatti di questi tempi mi è venuta voglia di guardare Elisabeth 😃
    Mia moglie ha guardato una puntata e poi ha lasciato perdere ..più che altro per noia che per incongruenze storiche .
    Cosa che ha notato subito avendo una laurea in conservazione dei beni culturali e di Leonardo ne sa sicuramente più di me.
    Il discorso è sempre quello ...se uno conosce la storia approssimativamente può’ anche accontentarsi e prendere la serie per quello che è.
    Non penso che si porrà mai la questione se quello che ha visto è davvero fatto storico.
    Chi conosce la storia invece può giustamente storcere il naso.
    Ma penso che lasci pure un po’ il tempo che trova pure questo atteggiamento.
    Il cinema , la televisione hanno dei ritmi e tempi cinematografici e televisivi appunto da rispettare .
    E soprattutto devono creare un prodotto che soddisfi un pubblico medio-colto, più medio che colto😃.
    Poi alla fine mi viene anche da pensare che i libri di storia almeno quelli scolastici ..son sempre stati pallosi e se pure le fiction perseverano sta strada c’è ne da star freschi poi sui risultatI che si ottengono.
    Ti ho lasciato un commento in risposta al tuo pure sull’altro post sulla Cancel Culture.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max, bentornato!

      Se tua moglie ha una laurea in conservazioni in beni culturali, vedere "Leonardo" doveva essere una vera sofferenza! Perché uno deve soffrire, quando invece dovrebbe emozionarsi - in senso buono - e divertirsi? :) Comunque non era tutto da scartare, ci mancherebbe, e mi è piaciuto come sono state trattate alcune figure storiche come per esempio Cesare Borgia, o altre situazioni pittoriche.

      Al di là di quello, "Leonardo" era anche noioso in generale, quindi oltre a non essere curato non era nemmeno avvincente come fiction televisiva. Io l'ho trovato molto soporifera. Mio marito si è addormentato tre volte nel corso di una puntata, con il rischio di cadere dalle sedia! XD Questo è un parere non soltanto mio, ma anche di molti amici e amiche che hanno provato a vederlo semplicemente come una bella storia. Poi, come scrivevo nel post, si è ravvivato moltissimo nell'ultima puntata, e lo scioglimento dell'arcano mi ha convinto e mi è piaciuto davvero.

      Grazie di avermi avvertito sul commento all'altro post, non so come mai ma non mi arrivano le notifiche via mail quando lasci un commento, cosa che invece accade con gli altri commentatori. Mumble, mumble.

      Elimina
  13. Io ho seguito parte della prima puntata, rendendomi conto delle numerose falsità e inesattezze, ho mollato. Non le reggo certe produzioni televisive. Mi suonano vuote di senso, non suscitano attrazione alcuna. Voglio condividere questo post e farlo leggere a un amico intenditore di Leonardo che la pensa esattamente come te. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Confesso che speravo in qualcosa di meglio dopo aver visto I Medici, ma è stata una delusione. Mi chiedo se non sono troppo legata al ricordo delle produzioni Rai degli anni '70, che comunque ritengo fossero di ben altra levatura e cura filologica.
      Grazie di cuore per aver segnalato il mio articolo al tuo amico, ho visto anche il post su fb. :)

      Elimina

- Per inserire immagini nei commenti usate questa sintassi: [img]URL_Immagine[/img]
- Per inserire video nei commenti usate questa sintassi: [video]URL_Video[/video]
Sono supportate immagini in JPG, PNG e GIF e video di Youtube e Vimeo.

Subscribe

* indicates required

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MENSILE...

... e riceverai in regalo tre racconti storici!

QUALCOSA DI ME

QUALCOSA DI ME
Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

La Fiamma e la Rosa

Un visitatore dei nostri giorni entra in una chiesa e incontra la misteriosa Donna dell’Affresco, che gli narra una storia di amore e adulterio tra due giovani nella Firenze di Lorenzo de' Medici. Siamo alla fine del Quattrocento, e la città è al culmine del suo splendore artistico e culturale. Firenze è però destinata a incupirsi con l’avvento del frate domenicano Girolamo Savonarola e della sua eresia, e lo stesso avverrà per le vicende dei due amanti. Alla fine del racconto, il visitatore comprende che quella storia antica lo riguarda molto da vicino…

Post più popolari

AVVISO AI NAVIGANTI

I commenti sono benvenuti e si può scegliere la modalità Anonimo se non si possiede un account. Raccomando di firmarsi sempre con nome o nickname, in caso contrario saranno rimossi. Grazie a tutti per la comprensione.

POLITICA DEI COOKIE

Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti, per offrire un migliore servizio ai lettori. Se decidi di continuare la navigazione, significa che accetti il loro uso. Per maggiori dettagli leggi la seguente pagina informativa.
Dal 25 maggio 2018 è entrata in vigore la normativa europea sulla privacy che impone ai visitatori di essere avvisati, tramite una specifica notifica, dell'uso di determinati cookie di Blogger e Google. Per maggiori dettagli sull'aggiunta leggi anche la seguente pagina informativa di Google.