"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

martedì 4 maggio 2021

Lettura dell'“Inferno” di Dante, audiospettacolo... a tinte forti





Ieri sera mi sono calata – è il caso di dirlo! – nei primi gironi dell’Inferno dantesco grazie alla voce di Matteo Carabelli e Daniele Santisi, e partecipando all’evento a cura della Arcus Compagnia Teatrale dell’Università degli Studi di Milano. I canti I-VII dell’Inferno sono stati letti in diretta e integralmente da Matteo e Daniele, che hanno interpretato con grande maestria e padronanza tecnica i personaggi di Dante e Virgilio, e le figure che i due poeti incontrano nella loro discesa agli inferi come Caronte, il collerico e anziano traghettatore di anime, il concittadino Ciacco posto nel girone dei golosi oppure Pluto “il gran dimonio” dalla voce chioccia.

Seguendo il consiglio degli organizzatori, ho spento le luci della stanza, mi sono seduta in posizione rilassata ma attenta e ho tenuto gli occhi chiusi durante la lettura, in modo che la vista non fosse distratta e che l’ascolto fosse davvero immersivo in quelle tenebre infernali. Questa esperienza mi ha ricordato per alcuni versi il percorso Dialogo nel Buio che ebbi occasione di fare anni fa nell’Istituto dei Ciechi di Milano: si tratta di un percorso sensoriale completamente al buio in vari ambienti chiusi con l’ausilio di accompagnatori non vedenti, cui si aggiunge, a differenza dell’Inferno, anche l’esperienza olfattiva e tattile.

Il fatto di essere isolati durante la lettura permette di far scaturire le scene nella propria immaginazione, a riprova che la mente è il laboratorio più potente, e vi assicuro che si tratta di un’esperienza davvero forte (un paio di volte ho sussultato per lo spavento). La voce via via sussurrante, concitata, incisiva per caratterizzare i vari momenti descrittivi del paesaggio infernale, o dell’incontro con le anime dei dannati, mi ha fatto agghiacciare il sangue nelle vene. L’uso di una musica appropriata, ma non invadente, ha contribuito ad aumentare il senso di angoscia e disperazione espresse dal verso dantesco - le famose terzine incatenate. Proprio per questo motivo l’audiospettacolo, della durata di poco più di un'ora, non è adatto ai bambini che potrebbero rimanerne impressionati.

Essendo rara una lettura integrale dei canti danteschi, è un’occasione da non perdere dato che solitamente si leggono alcuni canti famosi come per esempio il Canto V con gli sfortunati amanti Paolo e Francesca. A mio parere non importa prepararsi a priori sul contenuto di ciascun canto: io non conoscevo per niente alcuni episodi ma mi sono lasciata trasportare dalla sonorità delle parole e del ritmo lasciando da parte la mia onnipresente tendenza a voler capire subito ogni cosa.

L’audiospettacolo è gratuito e aperto a tutti, non solo agli studenti dell’università… e io vi consiglio vivamente di partecipare a questa esperienza! Matteo e Daniele hanno chiesto di far girare sui social la notizia di questa iniziativa, così ho pensato di scrivere questo articolo per il blog. Basta scrivere una mail all’indirizzo che potete trovare nella locandina, e vi verrà inviato il modulo in quanto i posti sulla piattaforma zoom sono “limitati” a cinquecento. Il link che riceverete sarà valido anche per i successivi appuntamenti. Il prossimo appuntamento è

il 10 maggio alle ore 21:10 
con i canti VIII-XIV


Per chi sta seguendo le letture dantesche segnalo anche su Raiplay:

. i “Vespri Danteschi” letti dalla limpida voce di Lucilla Giagnoni ed evidenziati da una nobile gestualità. Se volete avere subito una prova della sua bravura, anche nella trasformazione della fisionomia, cercate il canto XXX dell'Inferno con il conte Ugolino.

. “Sermonti legge Dante” del professor Vittorio Sermonti che ai Mercati Traianei di Roma legge e commenta i canti della "Commedia". Questa è una visione utilissima per chi stia studiando il poema in modo approfondito e voglia apprendere anche notizie storiche, culturali, politiche, allegoriche e religiose di cui è impregnata la "Commedia".


***

E voi avete mai sperimentato qualcosa di simile, in un’esperienza che vi ha colpito e particolarmente impressionato?


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14 commenti:

  1. In questo periodo di forzata reclusione per noi e chiusura immeritata per i teatri, ce ne sono state diverse di iniziative del genere. Quella che racconti tu sembra particolarmente riuscita. Personalmente non ho mai seguito iniziative del genere perché, ahimé, per essere coinvolto necessito di essere presente fisicamente (infatti spero che la reclusione forzata finisca presto...)

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    1. Di recente tra le altre cose ho seguito un paio di visite guidate online a Palazzo Reale di Milano con la piattaforma zoom. I titoli erano "Le signore dell'arte" su pittrici donne (alcune poco conosciute, altre di più come Artemisia Gentileschi); e una su "Divine e Avanguardie" sulle pittrici russe a inizio Novecento che non potevo assolutamente perdermi. Le visite sono state davvero ben fatte e interessantissime, e ho ricevuto un buono sconto per il biglietto con futura visita in presenza (se mai si farà). Certo, non è la stessa cosa perché poi ti rimane sempre la voglia di rivedere quei quadri, come se fosse mancata una parte della fruizione. In effetti ci sono vantaggi e svantaggi, è stato quantomeno interessante come nuova esperienza.

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  2. Bella iniziativa! Sono riuscita a iscrivermi senza problemi. Peccato avere perso il primo giorno. Lunedì sera ti penserò. :)

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    1. Sì, perché avevamo capito che era riservato agli studenti dell'università. Invece nel momento finale con applausi e domande i ragazzi hanno detto che era aperto a tutti, e anzi di fare pubblicità. Hanno detto che alla fine organizzeranno un link dove sarà possibile riascoltare le letture dei vari appuntamenti. :) Che bello, lunedì sera ci sarai anche tu. ^_^

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  3. Che esperienza incredibile! Grazie per averla condivisa e per averci invitato a seguire il tuo esempio, perché ho capito che ne vale la pena. Quello che più mi è piaciuto è l’immersione piena nell’atmosfera grazie alla bravura degli attori, ma soprattutto alla percezione sensoriale garantita dal buio e dagli occhi chiusi. Ci credo che tu ti sia suggestionata.
    L’audiospettacolo, che bella novità! Da sperimentare, assolutamente.

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    1. Secondo me è un'esperienza più unica che rara, sia perché loro sono molto bravi - hanno fatto anche dei corsi per imparare a leggere gli endecasillabi, per esempio - sia perché escludendo la vista e attivando l'immaginazione ti sembra davvero di sprofondare nelle tenebre infernali con tutti questi personaggi che "ti balzano" fuori grazie dalla potenza della voce. Figurati che quando siamo arrivati all'inizio del Canto III con la porta e le parole incise:

      «Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.
      Giustizia mosse il mio alto fattore; fecemi la divina podestate, la somma sapïenza e 'l primo amore.
      Dinanzi a me non fuor cose create se non etterne, e io etterno duro. Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate".

      la voce si è fatta sussurrante e maligna... come un film dell'orrore...

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  4. Se ho partecipato ad iniziative del genere in passato?
    Beh, anni fa, troppi anni fa per la verità quando ho trascorso un anno in provincia di Firenze (in Valdelsa per la precisione) in qualità di obiettore ci coscienza, andai a vedere uno spettacolo organizzato da una compagnia locale, su una delle novelle del Decamerone però....quindi Boccaccio e non Dante. Il regista ci chiese di assistere in determinati momenti alla rappresentazione ad occhi chiusi. Ti garantisco (e penso che puoi capire) che così la voce recitata degli attori acquistava tutto un altro valore. Sembrava di essere entrati in un altro mondo.

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    1. Capisco benissimo quando racconti che la voce degli attori acquista ben altra potenza tenendo chiusi gli occhi. L'ambiente che ci circonda funge da distrattore, non a caso dicono che la vista è il senso che usiamo maggiormente e a cui attribuiamo maggior significato. Quando avevo sperimentato il percorso di Dialogo nel Buio, dopo i primi momenti di panico assoluto avvertivo proprio gli altri sensi acuirsi e sopperire alla mancanza della vista.

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  5. Che bella iniziativa, dal post su Facebook non avevo capito bene, dopo provo a iscrivermi, grazie di averlo condiviso Cristina, con te si scoprono sempre iniziative culturali interessanti.

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    1. Sì, ho ho voluto condividere questa iniziativa perché è molto particolare e secondo me merita! Le voci dei due interpreti, due giovani studenti, si trasformano durante la lettura. All'inizio pensavo persino che non fossero loro a leggere, ma altri attori!
      Anche Grazia si è iscritta, sarà bello pensare che saremo "collegate" lunedì. ^_^

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  6. È vero, Dante ha una grandissima capacità descrittiva. Però non riuscirei semplicemente ad ascoltarlo, ho bisogno per leggerlo di note e contronote. E poi mi sono stufato di iniziare sempre da questo benedetto inferno. Non sono mai arrivato a purgatorio e Paradiso. Conosco una persona che sa la Commedia tutta a memoria. Me ne parla spesso.

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    1. In effetti dopo il collegamento c'è stato un breve dibattito e una signora ha detto di aver voluto seguire la lettura con il testo sottomano, ma più che altro perché conosceva poco o niente la Commedia. Io penso che ci voglia una vita di studio per arrivare a comprenderlo almeno in parte perché è un testo molto complesso.
      Per quanto riguarda l'Inferno, hai ragione: di solito si leggono soltanto i canti più famosi. Al liceo avevo studiato qualche canto dal Purgatorio e del Paradiso, ma ben pochi in effetti.

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  7. Cara Cristina, giungo dopo diversi giorni a commentare perché ho avuto settimane campali (un anno scolastico da dimenticare sotto diversi punti di vista). Amo questo tipo di esperienze, perché la fruizione di uno spettacolo può benissimo avvenire attraverso l'udito, mentre la vista viene sopperita come tu scrivi dall'immaginazione. È un motore potente, non c'è niente da fare.

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    1. Cara Luz, sai che ho immaginato che tu fossi molto impegnata? In generale si può salvare ben poco di questo periodo, nonostante quello che dice lo scrittore e insegnante Alessandro D'Avenia che seguo e stimo moltissimo.
      Ho seguito anche la seconda lettura dei canti VIII-XIV anche se per i primi due canti purtroppo non è stata così efficace perché c'erano dei problemi tecnici nel senso che la voce andava e veniva. Comunque questi ragazzi sono bravissimi!

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie?
Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma.
Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.
I Serpenti e la Fenice non è soltanto un romanzo storico dove l’aderenza alle fonti si illumina e si scalda al fuoco dell’immaginazione, ma il racconto di un’occasione imperdibile di redenzione e amore.

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