"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

martedì 5 ottobre 2021

Una casa per 300 orfanelli

Foto: Pixabay


Torno a parlarvi di libri e letture con immenso piacere, scegliendo un titolo un po’ strano, a metà tra un romanzo vittoriano e un giallo di Agata Christie. Voglio infatti condividere con voi la mia felicità per un’impresa non facile, ma portata a buon fine!

Quanti sono i miei libri? 

In casa mia ci sono qualcosa come milleottocento libri cartacei, una cifra approssimata per difetto. La maggior parte (due terzi) appartiene alla narrativa, quindi si tratta romanzi, raccolte di racconti, sillogi poetiche, alcuni testi teatrali; la rimanenza sono saggi oppure libri d’arte, testi in inglese, dizionari. Non dico di averli letti tutti, e soprattutto i libri d’arte li ho soltanto sfogliati o letti in parte. Vi sono libri ovunque: nel mio studio, in sala, persino in camera da letto matrimoniale e di mio figlio, che si è visto assegnare d’ufficio la sezione con i romanzi di fantascienza e fantasy, e che ha brontolato parecchio per l’invasione dei suoi sacri spazi. Per qualche tempo ho persino accarezzato l’idea di montare degli scaffali nel corridoio restringendo però di molto il passaggio.

La collezione di Giuseppe Pontiggia

A più riprese mi è venuta in mente l’immensa collezione dello scrittore Giuseppe Pontiggia. Si trattava di ben trentaseimila volumi che riempivano ogni spazio utile di casa sua con testi antichi, opere di pregio, dizionari, saggi ed enciclopedie, libri scolastici, romanzi. Li aveva disposti ovunque, persino in bagno, trasformando la sua casa in un’immensa tana di carta. Oggi sono conservati presso la biblioteca nazionale Braidense alla sede di Vigevano. Nel 2005 infatti la Fondazione BEIC (Biblioteca Europea di Informazione e Cultura) ha acquistato il Fondo dello scrittore e saggista evitando che finisse all'estero.

Per questo scrittore com’è ovvio si è trattato di un enorme investimento in termini economici e di spazio, ma che difendeva con queste parole, che traggo dal sito della BEIC: “Che bisogno hai di tanti libri intorno? Quando ti servono non puoi consultarli altrove?" “Ma per chi abita al mare non importa starsene chiuso in casa: sente che il mare è lí e che se vuole può entrarci dentro». Un vero e proprio oceano di libri, in cui tuffarsi a piacimento.” Insomma, un po’ come il deposito di zio Paperone dove vi si tuffa con voluttà. Non sono arrivata ai livelli di Pontiggia, che aveva anche edizioni rare, ma so di avere una collezione di tutto rispetto.

I libri sono come le ciliegie 

A un certo punto, però, mi sono accorta con sgomento che avevo qualcosa come 300 libri da leggere. A mia parziale giustificazione devo dire che non li avevo comprati tutti, ma mi erano arrivati causa svuotamenti di case di parenti defunti oppure da persone in fase di trasloco che non potevano portarli con sé. Oppure ho voluto accoglierli in casa perché si minacciava di buttarli via o di stiparli in cantine maleodoranti dove la carta avrebbe assunto il caratteristico odore di muffa che nessuno può più togliere. Se c’è una cosa che mi dispiace è annusare o maneggiare libri puzzolenti e dunque rovinati: ho una biografia di Antoine de Saint-Just edizioni dall’Oglio che mi serviva per scrivere il mio romanzo “I Serpenti e la Fenice”, acquistata su ebay perché del tutto fuori catalogo e che, nonostante un sacchetto di contenimento con deodoranti potentissimi, a distanza di tempo ancora olezza in modo sgradevolissimo.

Ora, secondo me si è sparsa la voce tra questi libri-senzatetto che c’era un posto dove sarebbero stati ricoverati, perché continuavano a piombarmi in casa sacchi e sacchi di questi libri, provenienti dai posti più svariati, così dovevo fare continuamente spazio per sistemarli. Da una parte ero contenta perché assicuravo loro un posto all’asciutto, d’altro canto casa mia si è ingolfata di questi volumi, collocati su scaffali separati, oppure inseriti tra gli altri a seconda dell’edizione. Continuavo a scrivere elenchi su elenchi, barrando quelli che riuscivo a leggere, ma a un certo punto ho perso completamente il controllo e questi libri extra hanno vissuto allegramente e in preda all’anarchia bakuniniana e azzuffandosi con gli altri libri veterani, oppure nascondendosi in anfratti tutti loro o in doppie o triple file.


Biblioteca di Praga. Foto: Pixabay.

 
Il metodo della signora Marie Kondo

Qualche tempo fa ebbe molto successo una signora giapponese che proponeva una serie di tecniche su come sbarazzarsi del superfluo in casa, svuotando armadi, cassetti, bauli, cantine, soffitti, e chi più ne ha più ne metta, per arrivare a una casa ordinata e felice con pochi oggetti davvero essenziali. Il suo libro si chiama “The Life-Changing Magic of Tidying Up: The Japanese Art of Decluttering and Organizing”, edito in Italia con il titolo “Il magico potere del riordino: Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita”. Condivido molte delle affermazioni esposte in alcuni articoli e video.

Per quanto riguarda i libri, Marie Kondo asserisce che bisognerebbe tenerne soltanto trenta, cioè quelli che ci hanno cambiato la vita e sono davvero importanti per noi. Ed ecco il punto che ha sollevato un vero putiferio, a parte il fatto dell’opinabilità di questa cifra (30): la sua proposta è quella di strappare le pagine più significative di altri libri che vorremmo tenere. Alla sola idea di mutilare in questo modo un libro, la mia testa ha cominciato a girare a 360° come la bambina ne “L’Esorcista” e la mia bocca a sputare chiodi e altri oggetti appuntiti . “Giammai! Prima di mutilare un libro in questo modo dovranno passare sul mio cadavere. Piuttosto me li tengo per sempre,” ho urlato in preda all'indignazione.

In effetti un conto è sbarazzarsi dell’oggetto che giace nel tuo armadio da tempo immemorabile, come un soprammobile, un vestito o altro, e non ti ricordi nemmeno più di avere, un altro è strappare le pagine di un libro con cui hai una relazione più o meno empatica. Un'azione del genere secondo me porta sfortuna, come rompere uno specchio. Non è un oggetto qualsiasi, anzi secondo me non si può neanche classificare come tale. E come fai scegliere le pagine su cui operare cotanto scempio? Metti il caso che tu strappi trenta pagine da “Il rosso e il nero” di Stendhal, poi butti nel cassone della carta i miseri resti, e dopo una settimana ti viene voglia di rileggere un altro passaggio. E poi un libro ridotto così non serve proprio a nessuno, né a me né a un potenziale altro lettore. Molto meglio operare una selezione e donare i libri alle biblioteche povere, alle case di riposo, alle scuole, alle carceri!


Biblioteca del Trinity College, Dublino. Foto: Pixabay.


Operare una selezione

Appena dopo il periodo del lockdown ho dunque cominciato a fare ordine in casa tra i miei libri, oltre che in vari altri reparti, cosa che mi frullava per la mente indipendentemente dai suggerimenti della signora Kondo. Ero spaventata dai 300 libri da leggere, come vi ho detto, perché ero sicura di due cose: in primo luogo, che non avrei mai avuto il tempo per leggerli tutti, dovendo dare delle priorità ad altri testi (per esempio a quelli universitari, che in questi anni hanno avuto la priorità assoluta). Diciamo che tenendo una media di una quarantina soltanto di questi libri l’anno (più altri dieci), ci avrei messo 7,5 anni per terminarli. In second’ordine, che non tutti questi libri mi interessavano davvero, ma forse avrebbero potuto interessare altri lettori: per esempio avevo salvato alcune opere di Bukowski, ma non è che sia andata proprio a cercarle con il lanternino. Ho quindi passato in rassegna tutti questi libri extra, arrivando a selezionarne 300, e forse anche di più. Ma a chi darli, specialmente in periodo di covid e restrizioni? Nell’attesa, li ho trasferiti tutti quanti in un armadio, sempre all’asciutto quindi, dove questi turbolenti volumi hanno ripreso a litigare furiosamente.

Donare non è facile 

Donare i libri non è per nulla facile oggi, nemmeno alle biblioteche di zona, poi col covid e la necessità della sanificazione è diventato tutto ancora più complicato. Sono stati tolti i cestoni dei libri gratuiti da molto tempo. Una volta c’era per esempio il book crossing in metropolitana, un’idea fantastica, oggi non c'è più.

Alcuni libri dunque li ha accettati una persona che è una forte lettrice, ma ne ha presi circa dodici, quindi pochi. Non ho provato a contattare la biblioteca di Cinisello Balsamo, perché da anni è in corso una specie di guerra fredda ai livelli di USA-URSS cui non accenno. Ho provato a contattare la biblioteca di Cusano Milanino con cui sono in ottimi rapporti, ma anche lì mi hanno detto che accettavano soltanto un massimo di dieci libri alla volta, e che non dovevano avere più di cinque anni i romanzi, o più di dieci anni i saggi; e per giunta che non dovevano avere le pagine ingiallite.

Naturalmente tutti i miei libri da donare erano vecchiotti, anche se in ottimo stato. Ho fatto una ricerca su internet e ho trovato una sorta di magazzino-deposito di Milano che accettava libri anche vecchi e poi li avrebbe smistati ai luoghi preposti come scuole, carceri ecc. Per me era davvero l'ideale. Ho scritto una mail prima delle vacanze estive, ma non mi hanno mai risposto. Ho poi trovato altri indirizzi di associazioni di volontariato, e me li sono annotati riproponendomi di chiamarli per capire le modalità di consegna.

Biblioteca di Seoul. Foto: Pixabay.

 

Il marito problem-solving

Ancora una volta mio marito è stato determinante, dovete sapere infatti che Ruggero parla anche con i muri, e quindi conosce un sacco di persone nel quartiere. Ha fatto amicizia con la simpaticissima farmacista nella farmacia comunale sottocasa, e quindi parlando del più e del meno è venuta fuori la questione dei libri.

Allora lei ha proposto di prenderne un campione, che li avrebbe portati alla Biblioteca di Limbiate per vedere se facevano al caso loro. Abbiamo saputo che i libri andavano bene e potevano essere accettati, così abbiamo cominciato a trasportare sacchi e sacchi di libri in farmacia, e poi si sarebbe premurata lei di portarli con la sua auto, previa selezione di alcune opere che magari potevano interessarle essendo anche lei una forte lettrice (tra lettori ci si capisce al volo, altro che Marie Kondo). Ho regalato alla farmacista una copia del mio romanzo "Il Pittore degli Angeli" per sdebitarmi, e sono curiosa di sapere le sue impressioni.

Tra l’altro pensavo che questa biblioteca di Limbiate fosse povera e avesse pochi libri, invece a quanto pare è grandissima ma ne prende anche altri, e fa parte del consorzio di prestito Monza-Brianza. Che bellezza! Io non chiedevo di meglio! Per me il pensiero che questi libri orfanelli avrebbero avuto una nuova casa, e nuovi lettori, mi ha reso la persona più felice del mondo, neanche se Ruggero mi avesse regalato un anello col diamante. E quindi l'impresa è stata condotta in porto con molta buona volontà e soprattutto grazie all'amore per i libri.


Biblioteca di Limbiate. Fonte: Facebook


***

E voi come siete messi a libri in casa? Come risolvete il problema del sovraffollamento di libri o altri oggetti? 


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19 commenti:

  1. Bellissimo gesto, hai dato una "seconda chance" ai tuoi libri meno "importanti".
    A casa mia un po' di sovraffollamento libresco c'è, infatti da un po' di tempo sono passato al digitale, non perché impazzisca per gli ebook, ma solo per evitare ulteriori accumuli di volumi cartacei laddove c'è già il pienone.

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    1. Mi piangeva il cuore di buttarli nel cassone della carta, sarebbe stato proprio un peccato!
      Anche una mia amica è passata con decisione agli ebook perché non ha più spazio in casa per via dei moltissimi libri. Ha già disposto per una donazione a una biblioteca di montagna quando non ci sarà più (non avendo figli).

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  2. Ma davvero Marie Kondo consiglia di strappare le pagine dei libri da conservare e poi buttare il resto? Assurdo, non ho letto il libro ma avrei avuto la tua stessa reazione: giammai!
    È una cosa senza senso, se ci si vuole disfare dei libri bisogna lasciarli intatti. Avevo i tuoi stessi problemi, volevo disfarmi dei miei libri ma non sapevo come fare, le biblioteche non li volevano per la questione Covid, poi ho trovato un negozio di Bologna che vende libri usati, romanzi, fumetti, cd musicali e dvd. Ho portato lì una serie di libri e fumetti che volevo eliminare dalla mia casa (ma donando loro una seconda vita) li ho regalati ma mi hanno voluto dare comunque un buono da spendere presso il loro negozio. Ora acquisto quasi solo eBook per evitare ulteriori accumuli che poi tutto sommato ora prediligo nella lettura.
    Complimenti a tuo marito che è stato così bravo a trovare la farmacista lettrice che ti ha portato a quella biblioteca!

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    1. Sì, esatto! Sono andata a ricontrollare l'informazione sulla proposta di Marie Kondo prima di pubblicare il post, ma mi ricordavo perfettamente questo dettaglio dei libri da strappare. Un libro mutilato è una cosa assurda, non è un oggetto qualsiasi. Brutto o bello che sia, bisogna lasciarlo integro perché altri ne possano godere: non ci vuole molto a capirlo!

      Mi ricordavo infatti che avevi scritto anche tu un post sul problema dei libri. La biblioteca di Cinisello Balsamo dove abito è elefantiaca, ricca e schizzinosa (da anni), non vogliono libri usati nemmeno per regalarli agli utenti in quanto hanno tolto i cestoni da tempo immemorabile. Qualche anno fa avevo donato loro delle copie di miei romanzi, che erano spariti nel nulla, ho scritto delle mail indignate al direttore. I romanzi sono ricomparsi sugli scaffali, finalmente registrati, dopo DUE ANNI E MEZZO: indecoroso. Per questo non regalerò mai più libri a quella biblioteca. Con la biblioteca di Cusano non ho mai avuto problemi, invece. Sono contenta che tu abbia trovato il negozio che vende libri usati, speriamo che ora si rimetta un po' tutto in moto...

      Sì, mio marito è particolarmente bravo in queste cose! ;)

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  3. Ma sei stata bravissima!
    È veramente difficile gestire il soprannumero di libri, non se ne avrebbe mai abbastanza ma poi lo spazio è il problema e ultimamente ho l'ansia per qualsiasi oggetto entri in casa! E infatti devo dire che a parte rarissime eccezioni, ora compro o prendo a prestito solo in digitale, così non ho l'ansia dello spazio.
    Marie Kondo a proposito di libri non ci capisce! Vorrei proprio vedere cosa direbbe se le si strappasse sotto il muso le pagine del suo libro!
    Mi hai fatto ridere con la faccenda del deodorante potentissimo! Ma nemmeno lui è riuscito nell'ardua impresa dunque!
    Complimenti per l'esame di cui ho letto nella newsletter!

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    1. Grazie, Kuku! Sì, i libri sono belli, ma occupano davvero tanto spazio specialmente per chi, come me, ama comprarli in cartaceo.

      Ahahahah, in effetti bisognerebbe fare un esperimento e strappare le pagine del libro di Marie Kondo sotto i suoi occhi e vedere se riesce a mantenere sia il sorriso sia l'espressione felice. Però bisognerebbe seguirla anche negli eventuali "fuori onda"... ;)

      Per quanto riguarda i libri puzzolenti, anni fa avevo dovuto buttare al macero non so quanti splendidi volumi di arte perché erano rimasti in una cantina di un signore per anni e puzzavano troppo per tenerli. Mi piangeva il cuore, ma rischiavo di contaminare anche gli altri, perché infettano proprio i loro vicini. Sapendo che Saint-Just era un elegantone, posso soltanto immaginare quanto sia seccato di puzzare di muffa a quel modo. XD

      Ti ringrazio molto per i complimenti relativi all'esame, anzi, se vuoi leggere il post di resoconto più dettagliato ecco il link di "Io, le dottrine politiche e Karl Marx":D
      http://www.ilmanoscrittodelcavaliere.it/2021/09/io-le-dottrine-politiche-e-karl-marx.html

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  4. Al momento tengo la questione in sospeso perché ci sarebbe la cameretta da far diventare studio e lì ripongo tutte le mie speranze, e più in là i volumi. Non ho grandi accumuli di libri ancora da leggere, ma quelli letti e non apprezzati li do via subito, in primis tento di venderli al Libraccio, anche solo 1 2 euro cad meglio di niente, o li porto a vari punti di book crossing che qui in giro esistono ancora, certo un paio di volumi alla volta, non a borsate. Ultimamente poi ho risolto in parte alla fonte: compro meno, sono tornata in biblioteca e per quanto ami i libri tantissimo credo che comprarne meno sarà una linea che percorrerò con impegno.

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    1. In effetti anche venderli al Libraccio è una bella opportunità! I libri delle medie e delle superiori di mio figlio li prendevo con un buon usato al Passalibro di Sesto San Giovanni e si risparmiava parecchio.
      Ti dirò che anche una mia carissima amica, forte lettrice, si è "convertita" alle biblioteche di zona proprio per non rischiare di spendere soldi e leggere libri che poi non le piacciono (oltre che ingolfare casa sua).

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  5. Mi dispiace, cara Kondo, ma con i libri bisogna andarci piano, altro che strappare pagine! Io ero letteralmente rimasta senza spazio sugli scaffali, ma un'oculata operazione di riordino mi ha molto soddisfatta: un paio di livelli di una scaffalatura ora ospitano una doppia fila di libri, ed ecco liberato spazio prezioso! Di per sé non è il massimo, perché alcuni libri diventano invisibili, ma sono riuscita a selezionare quelli cui non ero affezionata, e comunque so che sono lì. ;)

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    1. Ma infatti, trattare i libri ex-aequo con oggetti qualsiasi è la cosa che più mi insospettisce in questi metodi di rigenerazione della propria dimora. E poi secondo me gli autori dei libri deturpati potrebbero venire a tirarti per i piedi di notte!
      La tua operazione di riordino mi sembra perfetta. Missione compiuta. ;)

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  6. Io non riuscirei mai a seguire il consiglio di Marie Kondo. Mi risulta difficle se non impossibile rinunciare ai miei libri. In passato mi è capitato si di donare dei libri alle biblioteche, ma anche il contrario: tanto per dirne una, ho preso almeno un centinaio di libri di fantascienza da una biblioteca che staca chiudendo ed altrimenti quei volumi sarebbero finiti al macero. Come te poi ricevo molti regali non richiesti da parte di parenti e conoscenti che se ne volevano liberare. Tra me e mia moglie appassionata di Camilleri e Lucarelli possediamo centinaia di volumi. Come abbiamo risolto? In attesa di poter avere una casa più grande con una stanza adibita a libreria abbiamo ricavato uno spazio in garage, visto che non ci mettiamo nessuna macchina. Lì ci conservo in bella cura i miei libri e fumetti (compresi i Topolino che compravo da piccolo e che conservo ancora).

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    1. Infatti, Nick, ci sono moltissimi libri che ho letto da ragazza e che magari non rileggerò, ma non me ne separerei mai. Si tratta delle vecchie Garzantine tascabili - quelle con le copertine rosse per i francesi, in verde petrolio per gli inglesi, in grigetto per i tedeschi, per intenderci. :) Ad alcuni si staccano persino le pagine interne, e le avevo incollate con lo scotch, ma mi sono appunto molto cari. E poi sono molto più che trenta, forse l'elenco di testi da salvare dovrebbe essere di un centinaio di volumi almeno! Come ho già detto, poi, strappare i libri dalle pagine non ha nessun senso, allora li mandi al macero direttamente per dire.
      La soluzione tua e di tua moglie mi sembra ottima! Ovviamente se i lettori appassionati sono due in famiglia, tutto si fa più imponente... anche la scorta dei libri ;)

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  7. Per il momento devo dire che non sono letteralmente sotterrata dai libri ma poco ci manca xD In totale forse avrò in casa tra i 300 e i 500 libri che non sono tantissimi forse ma per una casa piccola con poche librerie sono di certo una cifra non indifferente!
    Come credo di aver già detto, mi trovi d'accordo sul liberarsi di libri che si sa già non verranno mai letti e sono davvero contenta che hai trovato una degna casa per tutti i tuoi libri "scartati" :)

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    1. Il problema è che più hai la casa grande più tendi all'accumulo seriale anche senza volerlo. XD Meno male che non abbiamo cantine e soffitte, altrimenti sarebbero piene zeppe anche quelle. Direi che la cifra tra i 300 e 500 libri è di tutto rispetto! Io non ho contato i libri su e-reader, ma non ne ho tantissimi (saranno una trentina) perché non amo tanto leggere in digitale, preferisco il cartaceo. E quello ovviamente occupa spazio! :)

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  8. Un esempio di tenacia, il tuo. Sapere che quei libri devono trovare un giusto alloggiamento e tenere duro finché non lo si trova, magari tutti fossimo così! Bravo tuo marito ad aver trovato la persona giusta. Anni fa regalai una trentina di libri praticamente nuovi a una libreria dei Castelli romani. Erano libri di cui volevo sbarazzarmi per motivi gravi, personali, non dovevano più stare nella mia libreria (non sto a spiegarti, una questione delicata). Erano libri in edizioni nuove, alcuni romanzi molto belli, monografie. Sarà perché erano davvero appetibili, li presero tutti. Fu anzi un'occasione ghiottissima per loro. La libreria che ha preso i tuoi (deliziosa in quella foto, che bella architettura) ha qualcosa di eroico. Non è facile gestire donazioni, ricordo questa cosa perché mi capitò di lavorare in una biblioteca civica.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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