"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

domenica 17 aprile 2022

"Primavera 1938" di Bertolt Brecht



Primavera 1938

Oggi, domenica di Pasqua, presto,
un’improvvisa tempesta di neve si è abbattuta sull’isola.
Tra le siepi verdeggianti c’era neve.
Il mio giovane figlio mi ha portato
verso un piccolo albicocco presso il muro di casa
strappandomi ad un verso in cui puntavo il dito
contro coloro che stanno preparando una guerra
che può distruggere il continente, quest’isola, il mio popolo,
la mia famiglia e me stesso. In silenzio
abbiamo steso un sacco
sopra l’albero tremante di freddo.

Bertolt Brecht, trad. Luigia Oberrauch Madella


Frühling 1938

Heute, Ostersonntag früh
ging ein plötzlicher Schneesturm über die Insel.‎
Zwischen den grünenden Hecken lag Schnee.
Mein junger Sohn holte mich
zu einem Aprikosenbäumchen an der Hausmauer
von einem Vers weg, in dem ich auf diejenigen mit dem Finger deutete‎
die einen Krieg vorbereiteten, der
den Kontinent, diese Insel, mein Volk, meine Familie und mich
vertilgen mag. Schweigend‎
legten wir einen Sack
über den frierenden Baum.

Bertolt Brecht


Bertolt Brecht (Augusta, 10 febbraio 1898 – Berlino Est, 14 agosto 1956) è stato un drammaturgo,
poeta, regista teatrale e saggista tedesco. Fu il fondatore del teatro epico. Le sue opere più conosciute sono L'opera da tre soldi e Madre Coraggio e i suoi figli
Il 28 febbraio 1933, giorno successivo al rogo del Reichstag, Brecht, insieme con la moglie, il figlio Stefan e alcuni amici, abbandonò Berlino. Egli al momento dell'avvento al potere di Hitler si trovava ricoverato all'ospedale e, senza neanche passare da casa sua, fece le valigie e fuggì prima a Praga e successivamente a Vienna, Zurigo, e Parigi. 

Bertolt Brecht si trovava in esilio in Danimarca, più precisamente nell’isola di Fionia (nel paesino di Svendborg) quando compose Primavera 1938. Il titolo si riferisce all'unificazione dell’Austria all’Impero del III Reich (o Anschluss) avvenuta il 12 Marzo dello stesso anno.

***

Allora come ora, la Storia si ripete con la precisione di un orologio. A noi non resta, come fece Brecht, che proteggere il nostro personale albicocco dalla tempesta di neve di questi tempi difficili. Auguri a tutti voi di una Serena Pasqua di Resurrezione.

***
Foto iniziale: Pixabay
Foto Brecht: Wikipedia

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16 commenti:

  1. Davvero solo questo ci resta, perché sugli eventi di più larga portata siamo dolorosamente impotenti.
    Buona Pasqua a te e alla tua famiglia :-)

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    1. Purtroppo sì, il sentimento di impotenza ci afferra di fronte a certe immagini. Un caro saluto e buon proseguimento di festività. :)

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  2. Amaramente la storia si ripete.
    Buona Pasqua, cara Cristina! :-)

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    1. Buon Lunedì dell'Angelo, Clem! Noi ci sentiamo presto. :)

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  3. Questa bellissima poesia sembra un presagio terribile di quello che sta già avvenendo e può ancora accadere. Mi sento molto impotente di fronte a tutto questo.
    Buona pasquetta Cristina.

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    1. Questa poesia sembra scritta ieri. Proprio in questi giorni, cara Giulia, riesco a capire in pieno i passaggi di certe poesie come "The Waste Land" di Eliot che parla di un prima e di un dopo.
      Buon lunedì dell'Angelo, un abbraccio!

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  4. Che bella immagine, questa dell'albicocco protetto dal gelo per ispirazione del bambino! Apprezzo anche leggere il testo in tedesco (non capita spesso, in generale).

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    1. Concordo, la semplicità del gesto del bambino che propone di proteggere l'albicocco ha una grande forza che diventa simbolo.
      Il tedesco lo avevo imparato molti anni fa per passione, è una lingua che mi piaceva molto, ma ora ho perso parecchio.

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  5. Un'immagine molto vivida. Prendersi cura di ciò che è più fragile. Lo dice anche la sua etimologia, viene dal latino precox, cioè prematuro, ovvero un qualcosa che richiede un'attenzione e una cura particolare, perché giunto prima del suo tempo.

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    1. Ti ringrazio di cuore, Marco, per questa notazione sul termine "precox". Il latino è una lingua che meriterebbe di essere studiata meglio, mi sono imbattuta in parole che mi hanno fatto sgranare gli occhi per lo stupore.

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    2. Mi riferisco ovviamente al termine tedesco aprikot (in inglese apricot), mentre albicocco viene dall'arabo al-barquq, che indentificava la prugna, adattamento del latino praecoquus, variante appunto di praecox.
      Comunque su un blog tempo fa mi è capitato di leggere una spiacevole invettiva da parte della padrona di casa contro lo studio del latino, che invece dà tante cose su cui poter riflettere e imparare.

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    3. Spero di non essere stata io quella blogger, magari ero stata colta da un accesso di follia.
      Nei miei studi recenti di Storia Romana, mi sono imbattuta in tanti termini curiosi e interessanti. Per esempio "candidatus", cioè colui che si presentava a un'elezione e che doveva indossare una toga particolarmente linda, candida. Prima o poi ci scriverò un post. ;)

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    4. No, per carità, non eri certo tu! Ahahah! 😃
      Bella anche questa di candidato, non la conoscevo. Il mio prossimo post parlerà giust'appunto dell'etimologia di alcune parole (alcune di derivazione latina).

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    5. Ah, meno male... ultimamente sto dando un po' i numeri, quindi mi ero preoccupata che si fosse manifestata la mia personalità B. :D
      Leggerò il tuo post sull'etimologia delle parole con vero piacere.

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  6. Purtroppo è vero che stiamo rivivendo il passato.

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  7. ... è tristemente vero. Siamo vissuti in pace in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale, e forse lo abbiamo dato per scontato.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore.

IL MIO ULTIMO LAVORO

Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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