"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

sabato 10 settembre 2022

A passeggio sul Lago di Como: Villa del Balbianello - prima parte


Come anticipato nel post precedente, ricomincio le pubblicazioni senza programmare troppo, e stavolta affido la ripresa a Clementina, la mia amica e collaboratrice del blog. Siamo ufficialmente in periodo estivo, e quindi si possono fare ancora dei viaggi e delle visite, e quindi vorremmo deliziarvi con un articolo su un luogo davvero magico: Villa del Balbianello sul lago di Como.

Anch'io ebbi modo di visitarla anni fa, e ne rimasi incantata. Spesso accade che edifici costruiti in posizione strategica su uno specchio d'acqua - che sia lago o mare - acquisiscano una luce molto particolare, specialmente se hai la fortuna di visitarle in una bella giornata di sole. Per me accadde con le grotte di Catullo sul lago di Garda, per esempio, e proprio con la villa del Balbianello.

Ma lascio subito spazio a Clementina, che per l'occasione mi ha fatto avere anche una sua foto nuova di zecca! ;)

***

Anche questo è un invito a un viaggio. Questa volta si tratta di un viaggio concreto, in territorio comasco, che vede come grande protagonista Villa del Balbianello, bene di proprietà del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

La scenografica villa Arconati Visconti, detta “del Balbianello”,
si porge al visitatore destando immediata meraviglia.


Aperta a un vastissimo panorama, collocata sull’estrema punta di un promontorio boscoso, chiamato Dosso di Lavedo, e protesa nell’acqua di fronte alla sponda occidentale del lago di Como, con uno sguardo rivolto anche verso Bellagio, essa è raggiungibile in barca e a piedi.

Optando per il percorso lacustre il visitatore assiste al suo disvelamento immediato; al contrario, scegliendo il tragitto che si snoda attraverso l’area boscosa del parco che la circonda, essa si manifesta pian piano, ma in modo altrettanto spettacolare.

Personalmente ho gradito moltissimo questa visita. La bellezza del luogo è senza dubbio altamente suggestiva, soprattutto in una splendida giornata d'estate, ma si è rivelato altrettanto efficace il clima di calma nel quale mi sono trovata immersa.

Qui ogni cosa appare calma; i pensieri si fanno limpidi, le emozioni si acquietano.

Villa del Balbianello è un sito che invita naturalmente a fermarsi, a lasciare andare le tensioni, gli affanni, lo stress. È un luogo che aiuta a ritrovare il proprio respiro, il proprio ritmo interno.

L’impressione che ho avuto, accedendovi, è stata quella di entrare in uno spazio (e in un tempo sospeso) nel quale il caos si interrompe. L’inquinamento del rumore, del traffico, del chiacchiericcio convulso, degli squilli dei cellulari, delle parole inutili scompare all’improvviso e, di colpo, ci si sente a proprio agio, protetti e stimolati ad aprirsi all’ascolto di noi stessi, della nostra parte più profonda, ma anche degli altri intorno a noi, della loro indole più autentica e, non ultima, della natura.

Bene, dopo essermi immersa in questa deliziosa fase di concentrazione, ho voluto approfondire la storia di questo luogo e, ora, ve la racconto! 


Parliamo di un complesso residenziale, residuo dell’antico eremo francescano di San Giovanni da cui il milanese cardinale Angelo Maria Durini, legato pontificio e nunzio apostolico a Malta, nel 1787, ricavò l’attuale dimora che ebbe tra i suoi ospiti Parini e Silvio Pellico.

Una volta acquistata punta Balbianello, con il soppresso convento francescano, Durini aggiunse alla chiesetta con i due campanili e all’edificio religioso una splendida loggia con due padiglioni ai lati, uno adibito a studiolo e l’altro a sala da musica.

Nelle belle giornate estive qui si riuniva la crème della società, soprattutto milanese, attirata dalla ricca biblioteca, oltre che dall’amenità del sito, e durante lo svolgimento delle cene mondane, per la prima volta in Lombardia, veniva offerto il caffè.

Fra i tanti e prestigiosi ospiti di questo incantevole luogo vi era anche l’abate Parini, che dedicò al cardinale l’ode “La Gratitudine”.

Com’è facilmente immaginabile la dimora ha sempre avuto una vocazione eccentrica, tanto che, fin dal principio, fu progettata come ritiro di delizia e svago letterario, il cui motto, suggerito dallo stesso Durini, in seguito scolpito presso il porticciolo d’accesso, accoglie i visitatori in arrivo dal lago così: “Fay ce que vouldras” (Fai ciò che vuoi).

La splendida loggia con il Ficus Repens fa da sfondo al bacio
tra la principessa Padmè e il giovane Anakin nel secondo episodio
di Star Wars, di George Lucas (2002).

Dopo il 1797 la proprietà passò al conte Luigi Porro Lambertenghi e in seguito alla famiglia Arconati Visconti. Essa divenne anche asilo dei patrioti che nutrivano sentimenti anti-austriaci, tant’è che Silvio Pellico trascorse qui l’ultima notte prima di venire arrestato il 13 ottobre 1820.

Il successivo proprietario acquistò la villa nel 1974: era l’imprenditore, collezionista, nonché alpinista ed esploratore artico Guido Monzino. Egli decise di arricchire la nuova residenza dei tanti ricordi della sua avventurosa esistenza.

Questi cimeli, numerosi volumi, carte geografiche, strumenti di viaggio, arredi e preziose collezioni di oggetti d’arte antica e primitiva, sono tutt’oggi esposti in un percorso museale accessibile a tutti, dopo che nel 1988 il complesso è stato lasciato in eredità al FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Prospettiva di Villa Balbianello in direzione di Bellagio.
Ritroviamo questo sfondo nelle scene
girate da John Irvin per il suo “Un mese al lago” (1995).


In questa armoniosa sintesi di natura alpina ed esotica, architettura e paesaggio lacustre si staglia un percorso romantico che ha spinto, fin dagli anni ’40, grandi registi, italiani e internazionali, ad ambientare qui alcuni grandi film.

Infatti, il curatissimo giardino a terrazze, con i platani potati “a candelabro”, il grande leccio potato “a ombrello”, i glicini, i gerani, i viali fiancheggiati da eleganti statue e la meravigliosa loggia ospitante uno strabiliante Ficus Repens, appaiono nelle scene girate in esterno di svariati lungometraggi.
 
Angolo ospitante il platano potato a candelabro.


Nel 1941 Mario Soldati ambientò qui la tormentata storia d’amore tra Franco Maironi (Massimo Serato), patriota e fervido cattolico, e Luisa Rigey (Alida Valli) del suo “Piccolo mondo antico”.

Ritroviamo questo sito nelle inquadrature del regista Christian-Jaque, per “La Certosa di Parma” (1947).

Lo riconosciamo pure nelle scene girate da John Irvin per il suo “Un mese al lago” (1995) che narrava di un triangolo amoroso tra un maggiore dell’esercito britannico (Edward Fox), una giovane governante americana (Uma Thurman) e una ricca e matura signora borghese (Vanessa Redgrave).

Questo sito ha ospitato anche il cast e la produzione di uno dei film di fantascienza più visti nella storia del cinema, Star Wars. In questo caso il regista George Lucas ha usato la loggia nel secondo episodio prequel della popolarissima saga (2002). Essa era il meraviglioso sfondo del romantico bacio tra la senatrice Padmè Amidala e il giovane apprendista jedi, Anakin Skywalker.

Visuale del giardino sovrastante il porticciolo.


Persino James Bond, interpretato da Daniel Craig, trascorse un periodo di convalescenza a Villa Balbianello, dopo essere stato ferito nell’episodio della saga di 007, “Casino Royale” (2006), di Martin Campbell.

***

Questo è tutto per il momento. Che cosa pensate di questa prima presentazione? Vi piace il luogo? Un abbraccio e a presto! ^__^

Clementina Daniela Sanguanini


ICONOGRAFIA:

PS: a parte l’immagine di apertura (la cui fonte è citata in didascalia), tutte le foto presenti nel post sono frutto dei miei scatti personali e ve lo dico con la speranza di essere riuscita a catturare almeno un pochino della folgorante bellezza di questo luogo di delizie per mostrarvelo al meglio.


BIBLIOGRAFIA:

Villa Balbianello: https://www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello

Villa Balbianello: Le province di Como e Lecco, Il lago, le ville, i parchi, Bellagio, Menaggio, Varenna, Guide d’Italia, Touring Club Italia editore, 2003 

Franco Monzino: http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-emanuele-monzino_%28Dizionario-Biografico%29/

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16 commenti:

  1. La zona del lago di Como è uno dei luoghi scenografici italiani che purtroppo devo ancora visitare, certamente dopo un post del genere cresce il desiderio di colmare tale lacuna.

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  2. Caro Ariano, ti ringrazio moltissimo del commento lasciato.
    Il nostro Paese è davvero d'una bellezza incantevole, ricchissimo di meraviglie artistiche, paesaggistiche e culturali. Si può tranquillamente dire che siamo figli di una terra che ritrova nella bellezza il suo primo tratto distintivo.
    Ma è un patrimonio che dovremmo tutti noi imparare a difendere e non solo a sfruttare!
    Per quanto riguarda il lago di Como, credimi, vale senz'altro la visita, sia nel ramo comasco che in quello lecchese, perché ogni sua sponda riserva splendide sorprese.
    A presto, dunque e buona continuazione!

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    1. Confermo che siamo un paese ricchissimo di meraviglie paesaggistiche e artistiche: persino nei paesi più piccoli ci sono degli autentici gioielli, e magari a poca distanza da casa.
      Come Clem sa benissimo, conosco il lago di Como in maniera più che approfondita, avendo trascorso numerose estati là. Di solito affittavamo una casetta in quel di Piona (dove si trova la splendida abbazia), o salivamo più verso la Valtellina. Ho inoltre una cara amica che abita in Valtellina, e che ci ha fatto conoscere numerosi angoli inesplorati.

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    2. Ma dai, i miei si sono sposati proprio all'Abbazia di Piona. Anch'io conosco benissimo questi luoghi dell'Alto Lario, avendo casa nella bassa Valtellina, subito dopo Colico. - Sandra

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    3. La mia amica abita invece a Buglio in Monte, ma ci trovavamo sempre a Morbegno. Il mio sogno sarebbe quello di comprare una casa sul lago di Como, ma sono stata preceduta da George Clooney. ;)

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  3. Che bello, vien proprio voglia di visitare la villa e i dintorni del lago di Como che mi manca ancora nella lista dei miei viaggi, sono stata più volte al lago di Garda e al lago Maggiore, il lago di Como mi manca del tutto. Se organizzo parto dalla visita alla villa del Balbianello.

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    1. Ottima scelta, cara Giulia!
      Mi sembra di capire che anche tu sia innamorata dei nostri bellissimi laghi.
      Ciascuno di essi, avendo una conformazione tutta particolare, offre paesaggi diversi. Il Lario, oltre alla caratteristica forma ad ipsilon, presenta le rive laterali abbastanza ravvicinate e questo permette di intravedere bene a occhio nudo i paesi sul lato opposto. Le sue coste strette, poi, si inerpicano presto verso le montagne, regalando al visitatore infiniti sentieri, castelli e località dalle quali godere di una vista mozzafiato. A me piace tantissimo, ad esempio, lo scorcio che si staglia dal castello di Vezio da cui si riesce a osservare tutto il lago: Lecco, Bellagio, il ramo di Tremezzo, che accoglie l'isola Comacina e la splendida Villa Barbianello, risalendo via via fino a Colico. È uno spettacolo emozionante!
      Grazie ancora del passaggio e alla prossima!

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    2. Conosco tutti i laghi lombardi, ma il lago di Como resta il mio preferito proprio per i motivi elencati da Clem nel suo commento: questo lago ci offre l'acqua, la montagna, la natura, la vicinanza con la Svizzera, le testimonianze artistiche e storiche, l'aspetto letterario ("Piccolo mondo antico" o "Malombra"). Non sono da sottovalutare inoltre le manifestazioni gastronomiche, in special modo le sagre autunnali! 😋

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  4. Che meraviglia! Vi sono grata perché mi date la possibilità di entrare in contatto con questo tipo di paesaggi, che non ho mai incluso nei miei tour e mi risultano completamente sconosciuti.

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    1. Wow! Che bello, Grazia!
      Ci sono infiniti luoghi meritevoli di visita su questo lago.
      Se posso dare un consiglio, ti suggerisco di prenderti almeno tre giorni. Esplora la villa, fai un giretto all'isola Comacina, in seguito a Bellagio, poi recati a Ossuccio, proprio lì di fronte e ammira il panorama dall'alto.
      Ridiscendi e prosegui costeggiando la via Regina che ti porterà ad Argegno e qui imbocca la strada per Schignano. Da qui, anche in auto, raggiungi la vetta del Monte Comana. Ti si apre un paesaggio incantevole che abbraccia l'intero lago di Como, la Val d'Intelvi, il lago di Lugano. Sempre da qui puoi ammirare Pizzo Badile, Pizzo dei Tre Signori, la Grigna, il Resegone e molto ancora.
      In un altro giorno, invece, fai tappa a Como e poi avviati verso Lecco. Prosegui fino a Varenna e prenditi un po' di tempo per vedere le sue bellezze. Riprendi il cammino (tra l'altro qui, proprio a fianco della stazione ferroviaria, puoi prendere il meraviglioso sentiero del Viandante, che costeggia tutto questo lato lacustre, fino in Valtellina). Continua fino a Bellano. Prendi la strada che si inerpica verso Vendrogno e prosegui fino alla vetta del Monte Giumello. Fai una passeggiata di 5 minuti in piano e goditi il panorama affacciata sul lago. Ritroverai i monti che avevi visto sul versante comasco, ma da un'altra prospettiva. E intanto ti sorprenderai osservando deltaplani e parapendii che risalgono fluttuando nell'aria. Verso sera, torna a Bellano e avviati a visitare il suo Orrido, attraverso il percorso notturno. È veramente fiabesco!
      Buon viaggio, allora e grazie mille del passaggio su questo post!

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    2. Grazie a entrambe per i commenti, e in modo particolare a Clem per il ricco e dettagliato itinerario che ci propone. Confermo che il lago di Como è una vera cornucopia di bellezza, non gli manca proprio nulla!

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    3. Ma così ho già l'itinerario pronto! Qui si svelano dei talenti, davvero... ;)

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  5. Bellissimo il post di Clementina, che ha il dono di portarti virtualmente in questi luoghi ed essere convincente. Il Lago di Como, che ancora non ho avuto il piacere di vedere, e in particolare questa villa, di cui ho sentito parlare anche come luogo protetto dal Fai, sono mete che mi prefiggo di visitare al più presto. Luoghi ricchi di bellezza ed evocativi.

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    1. Ciao cara Luz, grazie di cuore!
      Questi luoghi sono veramente ricchi di bellezza, di fascino e i suoi itinerari non finiscono mai di indurre meraviglia.
      Oltre ai percorsi che ho suggerito nei vari commenti, e che sostengo con convinzione, c'è quello prettamente lacustre che non ha nulla da invidiare ai precedenti. Il Lario è infatti percorribile, oltre che in auto e in treno, anche coi suoi battelli, traghetti, aliscafi e ferry boat. Zigzagare su questo specchio d'acqua non è solo divertente e piacevole, ma anche comodissimo. Ogni tappa è uno scrigno opulento che promette avventure indimenticabili. L'intera costa pullula di sontuose ville, castelli e abbazie medievali, paesaggi pittoreschi che si arrampicano sulle montagne, suggestivi anfratti a ridosso delle pareti a strapiombo sul lago e raggiungibili solo in barca, come la Grotta dei Bulberi, a Lezzeno (poco lontano da Bellagio).
      Insomma, non c'è altro da fare che sperimentare... e da queste parti il piacere fa capolino anche a tavola!
      A presto e un grande abbraccio!

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    2. Cara Clem, nella prossima vita 😉 dovresti fare la guida turistica: come ha detto anche Luz, hai una capacità di raccontare i luoghi davvero encomiabile. Sembra di esserci! Grazie di cuore di questo bel racconto.

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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Ho studiato lingue straniere al liceo, e mi sono laureata in Storia con 110/110 e lode. Lavoro come redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. In ambito storico ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel Medioevo, e un altro nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Clementina Daniela Sanguanini, nata anche lei a Milano nel 1963. Nella sua professione si occupa di inchieste sociali e ricerche di mercato, con specializzazione in progetti di ricerche motivazionali. La appassiona tutto ciò che concerne l’arte, la storia, la letteratura, il teatro, i viaggi, la musica e il cinema. Ha scritto un romanzo giallo, "Niente Panico", edito da Montecovello Editore. I suoi articoli pubblicati nel blog si trovano ne "L'angolo di Cle".

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie? Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma. È nella loro infanzia, nella formazione politica e sentimentale, in relazioni proibite consumate nell’ombra, che incomincia a dipanarsi la matassa. Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.

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