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Nei giorni scorsi stavo cadendo in un letargo profondo, complice la calura e soprattutto il calo di tensione dopo il debutto dello spettacolo Il Diavolo nella Torre. Come vi dicevo, da una parte è stata un’esperienza bellissima ed emozionante, dall’altra per me incombeva l’ignoto, dalla recita natalizia con gli elfi di Babbo Natale, cosa che ho effettivamente sognato pochi giorni addietro, agli attori che venivano colti da prolungati vuoti di memoria; dal pubblico che ci subissava di fischi e lanci di ortaggi allo spirito di Bernabò Visconti che non gradiva lo spettacolo e ci bersagliava di fulmini e saette. Ma sto divagando, scusate…

Dunque, stavo finalmente cominciando a rilassarmi quando mi arriva la notifica di Google+ da parte del blogger Ivano Landi del blog “Cronache del Tempo del Sogno che  (fiato alle trombe) mi ha inserito nei nominati per il Liebster Award 2017. “Ecco, ci siamo!” mi sono detta, svegliandomi di botto e con un senso di allarme. Perché, per chi non lo sapesse, il Liebster Award è un premio che comporta un turbinio non indifferente, non solo nel proprio blog ma anche un po’ in tutta la blogosfera, come se corresse dell’elettricità attraverso i vari blog.

Rammento infatti che ricevere il premio comporta:

  1. Ringraziare chi ti ha premiato e rispondere alle undici domande che ti sono state poste. 
  2. Premiare altri undici blogger che abbiano meno di 200 follower e che ritenete meritevoli. 
  3. Comunicare la premiazione nelle bacheche dei “vincitori”. 
  4. Proporre a vostra volta undici domande. 

Ho subito ottemperato alla prima parte del punto 1. ringraziando il mitico e mitologico Ivano da personcina bene educata quale sono. Quando poi ho visto il tenore delle domande, il mio senso di rilassatezza è andato a farsi benedire definitivamente. Nei giorni successivi ho cominciato a spremere quel poco di materia grigia che mi era rimasta, ed ecco il risultato.

1. Da quale pittore o scultore ti piacerebbe farti immortalare in un ritratto? (vale anche citare un artista del passato).

Questa è facile e semmai c’è una sovrabbondanza di artisti che apprezzo. Dovendo proprio fare un nome, direi senz’altro una donna, e scelgo Élisabeth-Louise Vigée-Le Brun, una pittrice francese molto famosa prima, durante e dopo la Rivoluzione Francese. Eccovi ad esempio un Autoritratto con figlia del 1789, proprio l’anno in cui scoppia la rivoluzione.


2. La tragedia occupa da secoli un posto più alto rispetto alla commedia nella considerazione degli uomini considerati di cultura. Questo vale per il teatro greco e elisabettiano come per il cinema. Si può quindi dire, parafrasando Kundera, che più qualcosa è pesante più è intellettualmente comodo da portare in giro?

Secondo me (mumble mumble) dipende dal fatto che la commedia, e il riso che ne consegue, è volatile come tutte le manifestazioni umane scaturite dal divertimento. Mentre il dolore, come direbbe il poeta, “ha una voce e non varia”, il riso si accende, sprizza e saltella qua e là come un fuoco fatuo, ed è subito spento. Per questo tanta produzione drammaturgica è impegnata politicamente e socialmente, e viene annoverata come unica espressione degna di figurare nella portfolio culturale di una nazione.

3. Woody Allen dice, in un celebre momento del suo film Manhattan: Cosa rende la vita degna di essere vissuta?… (Per me, Groucho Marx, per dirne una… e Willie Mays… il secondo movimento della sinfonia Jupiter [la quarantunesima e ultima di Mozart]… l’incisione discografica di Potatohead Blues di Louis Armstrong… i film svedesi, naturalmente… L’educazione sentimentale di Flaubert… Marlon Brando, Frank Sinatra… le incredibili mele e pere di Cézanne… i granchi serviti nella catena di ristoranti Sam Woo…). Ti invito a sostituire nomi e opere a piacere e creare, sulla base di questo, il tuo personale elenco di cosa rende la vita degna di essere vissuta (può essere anche più breve o più lungo di così).


Non sembra, ma anche questa domanda mi ha messo un po’ in crisi, in quanto mi piacciono tante cose… sono di bocca buona. Vado comunque a sostituire l’elenco di Ivano:

Per me, La Messa da Requiem di Mozart, per dirne una .. e l’immortale Blade Runner di Ridley Scott. … Il rosso e il nero del “milanese” Stendhal…. Jane Eyre di Charlotte Brontë… i film della vecchia Hollywood, naturalmente, quelli con Paul Newman dagli incredibili occhi azzurri, e Ingrid Bergman…le Confessioni di Sant’Agostino. … Turandot di Puccini, in assoluto la mia opera lirica preferita… la pizza in qualsiasi versione… Poi i fiori, gli animali e gli alberi. E le lasagne che fa mia madre. Difatti uno spagnolo, assaggiandole, gridò: “Madre de Dios!” 

4. Quale fiaba associate più di tutte le altre alla vostra infanzia?

Su questo non ho dubbi: Hansel e Gretel dei Grimm. Avevo alcune Fiabe sonore che ascoltavo con un mangiadischi, ed era la mia preferita pur se mi terrorizzava molto. La scena in cui la matrigna riesce finalmente a lasciare i bambini nel bosco era tristissima. Non parliamo poi di quando Gretel chiude la strega nel forno e la brucia, con le urla terrificanti della vecchia che uscivano dal mangiadischi.

5. Un mostro sacro della letteratura, uno dell’arte e uno del cinema, anche se già passati a miglior vita, che secondo te avrebbero reso un servizio più utile a zappare la terra…


Letteratura: Ernest Hemingway. Arte: Pablo Picasso. Cinema: ………….. (non oso dirlo, potrei essere linciata. Abbi pietà di me, Ivano! Voglio vivere.) Per riempire lo spazio, volevo scrivere Nicholas Cage, ma non è un mostro sacro… e sono vietate le facili battute sulla parola “mostro”. Comunque si tratta di gente sopravvalutata, secondo me, incluso il terzo cioè l’Innominato.

6. Dì solo
no ai Valori della Famiglia

Un giorno che
vai per strada
e vedi un carro funebre
con una bara,
seguita da un’auto piena di fiori
e da limousines;
sai che il giorno è favorevole
e che i tuoi piani avranno
successo;
ma il giorno che
vedi una sposa e lo sposo,
e una festa di nozze,
fa’ attenzione;
guardati bene,
può essere un cattivo segno.

Dì solo no
ai valori della famiglia,
e non lasciare
il lavoro quotidiano….

Questo è l’inizio di una lunga poesia di John Giorno, da lui composta il giorno della morte di William S. Burroughs. Gliela sentii recitare (in italiano) molti anni fa, a un reading di poesia beat. Sei d’accordo con lui o no? Viva o abbasso i valori tradizionali?


Questa è una bella domanda, ma non farei una cesura così netta. Non si è mai totalmente pro o contro qualcosa. Dico sempre che sono una brava ex-ragazza, ma in me sonnecchia una barricadera pronta a risvegliarsi alla minima occasione. Quindi, occhio!


7. Ti sentiresti più a tuo agio ad abitare una casa progettata da Antoni Gaudì o una progettata da Frank Lloyd Wright?

Senz’altro Gaudì: visitai Barcellona per la prima volta lo scorso anno e mi innamorai della Sagrada Familia, e anche delle sue case, Casa Batlló in testa. Mi sono sentita in un luogo magico pieno di luce, di energie positive, di arte e benessere. Ora che la guardo bene, però, sembra la casetta di marzapane della strega in Hansel e Gretel. Vuoi vedere che c’è un collegamento?


8. Disponi nell’ordine dal preferito al meno preferito i seguenti generi letterari, da me elencati in ordine alfabetico: Erotico, Fantascienza, Fantasy, Giallo, Horror, Noir, Rosa, Storico, Western.

Ecco qui: 1. Storico (strano, eh?) 2. Fantascienza (che poi è storia del futuro) 3. Fantasy 4. Giallo 5. Western 6. Noir 7. Rosa 8. Erotico 9. Horror

9. Qual è il tuo rapporto con i moderni blockbuster cinematografici?

Dipende molto dal genere, per riallacciarmi alla domanda precedente. Se è un blockbuster di fantascienza fatto bene, non disdegno. Se è il mero film di cassetta, esclamo: “Non ti curar di lor, ma guarda e passa.” … anzi, “passa” e basta.


10. Metti di trovarti a partecipare a una serata di visioni obbligate ma a maggioranza democratica tra amici, voti per un classico Disney o per un anime giapponese?

Voto per un classico Disney e, se potessi scegliere, nominerei Gli Aristogatti oppure Il Libro della Giungla, anche perché associo entrambi a mio padre cui ero particolarmente legata.

11. Bevi acqua contaminata e all’improvviso ti salta in testa l’idea di fare il cosplayer (si scherza, eh?). Quale personaggio dei fumetti e/o dei cartoni animati scegli di omaggiare?

Per quanto mi riguarda, oltre che contaminata, l’acqua dovrebbe contenere anche qualche droga per indurmi a fare una cosa del genere. Se proprio devo, il robot protocollare C3-PO di Guerre Stellari, così almeno mi nascondo sotto la tolla e non mi vede nessuno. E quindi potrei ribadire: « Oh, santo cielo! » a ogni pie’ sospinto.


***

Ora devo nominare undici blogger e fare undici domande. Chiedo venia se molti saranno già stati nominati nel frattempo, dato che ci conosciamo un po’ tutti, e quindi chiamo in ordine alfabetico come se facessi l’appello dal registro:
1. Il blog di Ariano Geta di Ariano Geta
2. Dramaqueen di Elisa Elena Carollo
6. La nostra libreria di Glò, PiGreco, Michele e Fabry
7. L’angolo di Cle di Clementina Daniela Sanguanini
8. Liberamente Giulia di Giulia Mancini
9. Marco Freccero di Marco Freccero
10. Massimiliano Riccardi Infinitesimale di Massimiliano Riccardi
11. Scrivere Vivere di Grazia Gironella
Non ho inserito Ivano, o altri blogger altrettanto meritevoli, ma è come se l’avessi fatto.
Le mie undici domande sono le seguenti, e sono semplici semplici, anche se alcune sono bicefale:
1. Ti fa più paura l’imprevisto o la routine quotidiana?
2.  A scuola qual era la materia in cui andavi meglio e quella in cui andavi peggio?
3. Qual è il difetto e la virtù che senti di possedere da sempre?
4. Qual è il difetto che non sopporti nel prossimo, e la virtù che ami trovare nelle persone?
5. Che cosa ti fa stare veramente male e che cosa ti trasmette pura gioia?
6. Secondo te esiste l’amicizia tra artisti, a qualsiasi categoria appartengano?
7. Ti è mai capitato di avere un déjà vu, ovvero la sensazione di essere già stato in un determinato luogo?
8. Esiste la magia?
9. Preferisci i film in bianco e nero oppure a colori?
10. Che cosa ti trasmette la lettura di un bel libro?
11. Qual è l’espressione artistica superiore a tutte le altre?

E ora a voi. Mi aspetto grandi cose, miei prodi!