“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Questo passaggio evangelico mi è venuto in mente quando sono stata tentata nell’uso dell’AI in relazione alla mia nuova serie Gli Immortali. L’AI è ormai talmente pervasiva che non si riesce a evitarla nemmeno nella vita quotidiana. Conosco persone che, a parole, tuonano sdegnate contro questa nuova tecnologia, pronosticando la fine del mondo o il totale rimbecillimento dell’umanità, e poi in gran segreto la usano in maniera abbondante.
Tornando alla mia personale tentazione, niente a che vedere con il farsi scrivere parti del romanzo, o addirittura capitoli interi, perché tale sembra essere l’andazzo: scrittori che hanno partecipato a concorsi letterari importanti sono stati accusati di essersi fatti scrivere i loro romanzi dall’AI. Penso che l’indagine sia stata fatta con un software, forse in relazione a una prosa troppo uniforme o altre caratteristiche, come si fa anche con le tesi di laurea.
L’AI fa leva sulla nostra naturale pigrizia umana, e quindi respingere l’offerta insinuante “Vuoi che ti scriva io questa scena con il tuo stile?” richiede un grande sforzo di volontà. Inoltre, i romanzi della serie Gli Immortali sono già pronti; furono scritti molto tempo fa, e si tratta solo di rivederli a fondo e migliorarli, eseguendo un lavoro di limatura oppure di veri e propri tagli, e nessuno meglio dell’autore, che dovrebbe avere la visione complessiva della storia, lo potrebbe fare.
Il volume 1 – di cui potete vedere la copertina – è uscito nel febbraio di quest’anno e il volume 2 sarà pubblicato prima di Natale! Vi darò notizie più dettagliate più avanti.
Come uso l’AI per i miei romanzi?
Per quanto mi riguarda, interrogo l’AI per avere informazioni su alcuni aspetti storici o tecnici dove sono particolarmente carente, e solo dopo aver letto saggi sull’argomento, o consultato siti affidabili. Si tratta di dettagli “pratici” come i tempi di percorrenza di una carrozza che si muove nella Francia di fine Settecento o quanto ci metteva una persona a fare un viaggio a cavallo negli Stati Uniti di fine Ottocento, da una certa città a un’altra.
Ho la malsana abitudine di far loro percorrere lunghi tragitti alla velocità della luce, senza contare che all’epoca le strade erano impervie, i cavalli non potevano galoppare per giorni senza cadere stremati, c’erano sentieri mal tracciati e resi impraticabili da nubifragi, nevicate ecc. E non c’era Google Maps!
A Dash for the Timber di Frederic Remington (1889), olio su tela, Amon Carter Museum of American Art, Fort Worth, Texas.
Altro argomento su cui bisogna avere le idee chiare sono i mezzi di trasporto, che per esempio negli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento ebbero un prodigioso sviluppo.
Particolari relativi all’abbigliamento richiedono ulteriori indagini, come le uniformi della guerra civile americana; bisogna conoscere l’iter di un processo penale negli Stati Uniti dell’epoca, per allestire uno scontro nelle aule giudiziarie di Albany; le pietanze che venivano servite in determinate stagioni; quali erano i migliori ristoranti di New York, il tutto per accrescere il realismo. A ogni modo controllo sempre e faccio dei riscontri incrociati, perché, soprattutto nei primi tempi, l’AI si comportava come uno studente durante l’interrogazione, cioè: “Meglio rispondere qualsiasi cosa a casaccio che fare scena muta” e, soprattutto sulla Rivoluzione francese, mi aveva risposto con delle vere e proprie castronerie.
Il generale Ulysses S. Grant, vincitore sul generale Robert Edward Lee. Fotografie d’epoca.
I ritratti dei personaggi storici
I protagonisti della serie Gli Immortali sono tre celebri personaggi della Rivoluzione francese, che immagino essere scampati alla ghigliottina, e che sono divenuti immortali. Essi sono Maximilien Robespierre (il quale non ha bisogno di molte presentazioni), Camille Desmoulins (giornalista e deputato) e Antoine de Saint-Just (braccio destro di Robespierre). Si muovono dapprima tra Francia e Inghilterra, in un gioco al massacro fisico e spirituale. Approdano poi nel Nuovo Mondo, in una camaleontica, incessante trasformazione, assumendo nuove identità e intraprendendo altre professioni.
Ecco le loro fisionomie durante la Rivoluzione francese, insieme a una breve biografia, così come ci sono pervenute da ritratti dell’epoca; tenete in considerazione il fatto che non c’è un dipinto uguale all’altro, nemmeno per il colore dei capelli.
Camille Desmoulins (nato a Guise il 2 marzo 1760 e ghigliottinato a Parigi il 5 aprile 1794) è stato un celebre avvocato, giornalista, politico e rivoluzionario francese. Incitò la folla a prendere le armi, diventando uno dei principali istigatori degli eventi che portarono alla presa della Bastiglia il 14 luglio 1789. Fondò e diresse importanti pubblicazioni dell’epoca, come Les Révolutions de France et de Brabant e, in seguito, il periodico Le Vieux Cordelier. Fu compagno di scuola e amico intimo di Maximilien Robespierre (che fu anche testimone di nozze e padrino del figlio) e stretto alleato politico di Georges Danton.
Il ritratto proposto è di Fanny Boze oppure del padre Joseph Boze, ca. 1790, e si trova al Museo delle Belle Arti di Chartres.
Louis Antoine de Saint-Just (1767–1794) è stato uno dei più radicali e importanti leader politici della Rivoluzione francese. Strettissimo collaboratore e amico di Maximilien Robespierre, divenne la mente ideologica e l’implacabile portavoce del periodo noto come il Regno del Terrore, guadagnandosi il soprannome di “Arcangelo del Terrore” (datogli però nel periodo ottocentesco) per la sua bellezza giovanile unita a una totale e inflessibile spietatezza politica.
Il dipinto proposto è attribuito a Jacques-Louis David oppure alla pittrice Adèle Romany.
Maximilien de Robespierre (1758–1794) è stato uno dei principali e più controversi protagonisti della Rivoluzione francese. Avvocato originario di Arras, si distinse inizialmente per le sue posizioni radicali a difesa dei ceti più umili, del suffragio universale maschile e dell’abolizione della schiavitù, guadagnandosi il celebre soprannome di “l’Incorruttibile”.
Il ritratto qui presentato è di autore non identificato e collocato nel Museo Carnavalet di Parigi.
I miei personaggi negli Immortali
Ed ecco la tentazione cui ho ceduto. In tempi analogici, si ritagliavano fotografie di attori o attrici cui si assegnava il ruolo, in altre parole si faceva una sorta di casting. Mio figlio mi ha insegnato a usare ChatGPT in versione gratuita per rielaborare i loro tratti somatici con dei prompt dettagliati, e in alcuni casi il risultato è stato a dir poco sbalorditivo. Eccoli nella versione settecentesca:
Da sinistra a destra: Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just e Maximilien Robespierre.
Non sono riuscita a variare alcuni tratti, come per esempio togliere la fossetta dal mento di Saint-Just, o rendere meno bello Camille, scurendogli i capelli (attualmente è molto simile a Saint-Just), ma il risultato è notevole anche in considerazione del fatto che sto usando la versione gratuita. Una mia amica mi ha detto che potrebbero partecipare alla Fashion Week!
Ed eccoli nella loro esistenza americana, ottenuta con un prompt dove ho chiesto un trattamento come se fossero foto dell’epoca:
Da sinistra a destra: Camille (fotografo e illustratore), Saint-Just (generale nordista nella guerra civile americana) e Robespierre (non dico quale identità ha assunto perché non si è ancora svelato e non voglio fare spoiler!). Il più somigliante a quello che ho in mente è Saint-Just versione generale. Sono tutti troppo belli, comunque mi è piaciuto fare questa prova, anche se mi sento leggermente in colpa in quanto ho contribuito al surriscaldamento climatico… Per il momento i miei esperimenti sono finiti: ChatGPT mi incita a usare la versione Plus gratuita per un periodo di prova, cosa che vorrei evitare.
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E voi usate l’AI e per che cosa vi serve? Avete mai pensato di impiegarla per dar corpo a personaggi dei vostri romanzi o per creare delle copertine?
Cristina M. Cavaliere



