La Colomba e i Leoni – Libro I La terra del tramonto

 

Anno Domini 1095

Dopo l’appello di papa Urbano II, gli eserciti dei principi cristiani si preparano a fluire da ogni parte d’Europa per mettere a ferro e fuoco il Vicino Oriente in nome della fede.

Le esistenze di diversi personaggi, nemici per etnia e religione, sono destinate a intrecciarsi in maniera indissolubile. Il medico sufi Mandhur il Mansueto parte per recarsi nella “terra dove il sole tramonta”, il lontano Marocco, e assumervi un compito singolarissimo. Il cavaliere fiammingo Geoffroy de Saint-Omer è costretto ad abbandonare tra i normanni di Sicilia il suo unico, adorato figlio. Un irrequieto principe andaluso, Ghassan, domanda al sovrano dell’impero musulmano una nave per assaltare le coste dei cristiani nel Mediterraneo.

Passato, presente e futuro di popoli e individui scorrono in un unicum inscindibile, sotto lo sguardo sofferente di un giovane schiavo con una maschera d’oro sul volto. Pur tormentato dalle visioni, anch’egli si prepara ad affrontare il suo orgoglioso Amir. Sarà uno scontro dove combatteranno fra loro l’ultima, la più dolorosa delle battaglie; e dove sarà rivelato il più terribile dei segreti.

Edizione riveduta e corretta  2022

 

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ESTRATTO:

(Il giovane saraceno Ghassan ibn Rashid vede l’esercito cristiano prima della battaglia di Ascalona)

D’un tratto, dalla nuvola di polvere grigiastra da cui erano emersi gli arcieri, dissoltisi nel frattempo, cominciarono a provenire sordi grugniti d’animali e, prima che il giovane potesse rendersi conto di quel che accadeva, una nuova compagine, stavolta armata di corna e zoccoli, ne emerse come una valanga. Mandrie di cavalli, bovini, greggi di pecore e capre, in un concerto assordante di muggiti, grugniti, belati, in uno scalpitio infernale di zoccoli, si precipitarono a testa bassa contro i musulmani. Il giovane guerriero comprese al volo l’astuzia dei cristiani, che avevano liberato contro di loro il frutto di razzie precedenti: mandrie di cui avevano massacrato, o preso prigionieri, i pastori. Ghassan si vide sfilare ai lati tori e capre, che galoppavano come impazziti, e prese a mulinare la spada a destra e a sinistra per allontanare i capi più grossi e possenti, quelli che minacciavano di infilzare con le corna la pancia del suo cavallo, per rovesciarlo e calpestarlo insieme con lui. Aveva, nondimeno, l’occhio fisso su quella nuvola torbida e opaca, come in attesa d’una rivelazione: l’esercito nemico era ormai vicinissimo e l’impatto imminente. Il destriero scartò di lato, e il giovane lo trattenne, stringendo la briglia al petto, mentre, all’intorno, i compagni ancora erano intenti a schivare la mandria impazzita. Molti erano già appiedati, e si stringevano tra loro, spalla a spalla, a reggere l’urto di quella furia, i piedi invischiati nell’impasto di polvere mista a sangue degli animali caduti, le spade levate a compierne scempio. Furono quindi i suoi occhi a scorgere per primi l’esercito invasore.

Lo vide emergere come da una visione, indistinto nella nuvola di polvere e calore, le armature opache, coperte da quel velo impalpabile, mentre a tratti, dagli scudi, bagliori si levavano, accecandolo. Li scorse mentre avanzavano compatti, i fanti innanzi a tutti, la cavalleria ai lati; e, in lontananza, due ali si disegnavano indistinte, rivelate solo da fiochi baluginii. Levò la mano ad allontanare il riverbero, il cavallo che s’impennava, furente. Poi il suo sguardo spazzò la piana e, finalmente, li scorse con chiarezza. Vide lunghe chiome fluenti, barbe dorate, carnagioni color latte o arrossate dal sole; e lo scintillio delle lame, le croci cucite sul petto e sui mantelli. Cavalcavano al seguito di quelle mandrie di animali, da essi stessi liberati, con moto leggero, quasi elegante, come se, a causa di quella nuvola di polvere cinerina, essi non poggiassero gli zoccoli dei cavalli, o dei calzari, sulla terra, ma avanzassero sopra un tappeto invisibile e compatto che li sosteneva a un palmo dal suolo. Sembravano aerei, allegri, come impazienti di partecipare a una danza, e Ghassan intravide i loro occhi chiari, sotto gli elmi, e gli parvero appartenere a creature ultraterrene.

Lo sgomento lo attraversò con un lungo brivido… e in quel momento avvenne l’impatto, con il fragore di mille fulmini e tuoni che si abbattono tra le foreste e contro il fianco di una montagna.

 


RECENSIONI, VIDEO E PRESENTAZIONI:

Precedente edizione del 2014:

New Zen Cafè: video presentazione del romanzo il 6.12.2014

Sguardo sul Medioevo: presentazione del romanzo a Roma il 16.01.2015

Enoteca Letteraria, Archeologica e Barocca: video presentazione del romanzo a Roma il 16.01.2015

Recensione e intervista sul blog Anima di Carta di Maria Teresa Steri il 15.12.2015

Recensioni varie sul romanzo

Presentazione della copertina su Art over Covers

 

SUL MIO CANALE YOUTUBE

Video 4: Furia, polvere e sangue: la battaglia di Ascalona, 1099

Video 5: Un combattimento all’ultimo sangue, la battaglia di Ascalona del 1099

 

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NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E CORRETTA DEL GIUGNO 2022

La terra del tramonto”: edizione riveduta e corretta!

 

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– edizione cartacea (pagg. 740): euro 17,10

– edizione ebook: euro 3,90