Così disse Luigi XV, rivolgendosi alla sua favorita Madame de
Pompadour, pronosticando con quella frase un periodo tribolato dopo il suo
regno. “Dopo di me il diluvio,” come a dire, anche: “Godiamoci la vita finché
siamo in tempo e i che posteri si arrangino”. 




Questo che
vedete è un ritratto di Luigi XV. Insieme a Luigi XIV, detto Il Re
Sole, contribuì  al dissesto finanziario, ereditato poi dallo sfortunato Luigi XVI; una delle cause che
avrebbero portato la nazione allo scoppio della Rivoluzione Francese. Notorio per
la prodigalità, gli sperperi, e il carosello di amanti, alla sua morte i
funerali dovettero essere celebrati di nascosto, onde evitare che il feretro del
Beneamato divenisse oggetto del pubblico dileggio, come accaduto con il suo
predecessore.
Così la nostra
povera nazione sembra davvero la Francia alla vigilia della Rivoluzione
Francese, in una sorta di déjà vu
storico, e non solo perché qualcuno ogni tanto nomini i forconi sulle pagine
dei giornali o nei talk show televisivi. Deficit di bilancio che ministri delle
finanze, avvicendatisi, cercano inutilmente di
sanare, sperperi da parte della nostra classe dirigente politica, e delle
istituzioni, una quantità inimmaginabile di balzelli ad ogni passo, lacci e
lacciuoli burocratici che frenano ogni idea imprenditoriale, corruzione
dilagante, privilegi e posizioni di potere che si tramandano di padre in
figlio, sanzioni e punizioni assurde ai sudditi, mentre loschi figuri rubano,
indisturbati, per milioni, crisi economica… 

Provate voi a distinguere quello
che appartiene alla Francia del 1789 e quello che è rilevante alla nostra
Italia del 2012. Vedrete che farete fatica.