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Ritratto di Charles Baudelaire
di Emile Deroy, 1844
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Le Chat
Viens, mon beau chat, sur mon coeur amoureux;
Retiens les griffes de ta patte,
Et laisse-moi plonger dans tes beaux yeux,
Mêlés de métal et d’agate.
Lorsque mes doigts caressent à loisir
Ta tête et ton dos élastique,
Et que ma main s’enivre du plaisir
De palper ton corps électrique,
Je vois ma femme en esprit. Son regard,
Comme le tien, aimable bête
Profond et froid, coupe et fend comme un dard,
Et, des pieds jusques à la tête,
Un air subtil, un dangereux parfum
Nagent autour de son corps brun.
(Les Fleurs du Mal, 1857 – Charles Baudelaire)
Il Gatto
Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
Ritira le unghie nelle zampe,
E lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi
In cui l’agata si mescola al metallo.
Quando le mie dita carezzano a piacere
La tua testa e il tuo dorso elastico
E la mia mano s’inebria del piacere
Di palpare il tuo corpo elettrico,
Vedo in spirito la mia donna. Il suo sguardo,
Come il tuo, amabile bestia,
Profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
E, dai piedi alla testa,
Un’aria sottile, un temibile profumo
Ondeggiano intorno al suo corpo bruno.
(I Fiori del Male, 1857 – Charles Baudelaire)
È tuo il bellissimo micione della foto? Il mio si sente già abbastanza signore e padrone di casa senza che gli vengano dedicati anche dei versi…
Eh, sì, penso che la consapevolezza della propria beltà sia una caratteristica comune ai felini. Purtroppo non è mio, è di una coppia di amici. Il gattone si chiama Titto e pare sia un autentico spettacolo. L'autore della foto è Alessio Ferraro, sue sono le foto della raccolta di poesie "Meridiana di Luce".
Al solo leggere i versi sembra di avere affondato le dita nella sua pelliccia e sentirlo ronfare…
Per me i gatti sono la Bellezza incarnata. Starei ore ad osservarli. 🙂