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| Sylvia Plath (1932-1963) |
Poppies in July
by Sylvia Plath
Little poppies, little hell flames,
Do you do no harm?
You flicker. I cannot touch you.
I put my hands among the flames. Nothing burns
And it exhausts me to watch you
Flickering like that, wrinkly and clear red, like the skin of a mouth.
A mouth just bloodied.
Little bloody skirts!
There are fumes I cannot touch.
Where are your opiates, your nauseous capsules?
If I could bleed, or sleep!
If my mouth could marry a hurt like that!
Or your liquors seep to me, in this glass capsule,
Dulling and stilling.
But colorless. Colorless.






Ecco una poesia e un'autrice che proprio non conoscevo. Grazie mille per averla voluta condividere
Grazie a te del tuo commento, Tenar. Avendo lavorato su letterature in lingua inglese, conosco autori anche un po' particolari. Mi piacerebbe postare qualcosa di Philip Larkin, che è caustico al massimo grado.
Che bello quel "But colorless. Colorless." E' forte la sensazione di come lei precepisse il rosso dei papaveri. Grazie.
Se fossi in grado di scrivere una poesia del genere… Inutile dirlo, i veri poeti hanno un calibro che si riconosce immediatamente. Grazie a te e alla prossima.