Alla sera
Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’immago a me sì cara, vieni,
O Sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,
E quando dal nevoso aere inquiete
Tenebre, e lunghe, all’universo meni,
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
Questo reo tempo, e van con lui le torme
Delle cure, onde meco egli si strugge;
E mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
(da I Sonetti, 1803)
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| Ritratto di Ugo Foscolo (1813) |
Niccolò Ugo Foscolo (Zante, 6 febbraio 1778 – Londra, 10 settembre 1827) è stato un poeta e scrittore italiano, uno dei principali letterati del neoclassicismo e del romanticismo. Foscolo fu uno dei più notevoli esponenti letterari italiani del periodo a cavallo fra Settecento e Ottocento, nel quale si manifestano o cominciano ad apparire in Italia le correnti neoclassiche e romantiche, durante l’età napoleonica e la prima Restaurazione.
Sempre bellissima, per quante volte la si rilegga!
E' una poesia che piaceva a tutti, ai tempi della scuola. Forse perché ci si identificava con lo spirito ribelle e inquieto dell'autore.
Bellissima! 🙂
"Evergreen", come si direbbe. Nonostante il linguaggio, che ovviamente appartiene alla sua epoca, non passa mai di moda! 🙂