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“La vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri progetti.” 

Questa frase di John Lennon mi è venuta più che mai in mente negli ultimi tempi a causa di parecchie disavventure concernenti la mia tenuta fisica, e in rapporto ai miei progetti e al tempo che rimane da vivere.

Ho a lungo indugiato prima di scrivere questo post, perché non sono abituata a mettere i miei problemi in piazza. Però ci tenevo a farvi avere qualche notizia preventiva per spiegare eventuali assenze. Il tutto è iniziato con una cosa da poco, prima di Natale dello scorso anno. La notte mi svegliavo con la sensazione di avere una bestia feroce che mi stesse addentando il braccio destro. Nonostante ormai io sia un’ipocondriaca dichiarata, visti i tempi, essendo il braccio non preposto al cuore non vi ho fatto caso più di tanto nella speranza che il malanno si risolvesse da solo.

Mi sono decisa a fare poi degli accertamenti perché di notte l’arto diventava gelido, brutto e gonfio, come se fosse morto anzitempo, e com’è ovvio mi svegliavo con una sgradevolissima sensazione dolorosa. Inoltre sotto il braccio si era formata una borsite, cioè una parte gonfia e dolente. Anche la gamba sinistra mi tormentava in maniera incessante sia nella muscolatura che nell’osso.

Dopo la visita da una fisiatra del SSN che mi ha detto testualmente “non posso mica curarla per tutto!”, sono andata da un ortopedico in privato che mi ha diagnosticato una periartrite alla cuffia dei rotatori, microcalcificazioni e tendinite alla spalla destra. Insomma, ho la spalla di una novantenne pur non avendo fatto lavori usuranti ma solo impiegatizi. Ho iniziato a curare la spalla con iniezioni di collagene e fisioterapia, e sono migliorata molto. Il dolore però si è ripresentato dopo due mesi, e nel frattempo ho cominciato ad avere dolore notturno anche al braccio sinistro, mentre la gamba sinistra non mi dava tregua.

Ho fatto le ecografie, le radiografie e le risonanze magnetiche di rito che, al di là di un po’ di artrosi e un inizio di ernia discale alla colonna vertebrale, compatibilissime con l’età veneranda, non hanno evidenziato niente di serio. Sono ritornata dall’ortopedico, che mi ha prescritto un ciclo di applicazioni tecar.

Però il tutto ha continuato ad aggravarsi con tendiniti recidivanti che compaiono random in varie parti del corpo, dolori anomali alle articolazioni, gonfiori, tumefazioni e infiammazione di liquidi sinoviali. Di recente e in seguito all’assunzione di un farmaco nuovo per dormire – ma forse non è dipeso da quello – hanno iniziato a comparire dei movimenti involontari a riposo quali piccoli scatti agli arti e alla testa (una notte ne ho contati una cinquantina prima di addormentarmi…).

Dopo questo lungo periodo contrassegnato dalla mancanza di sonno e di dolori, una notte ho attraversato il cosiddetto attacco di panico con sensazione di oppressione al petto, mancanza di respiro, la sensazione di morire, sudori freddi e caldi. L’apoteosi è stato il risveglio mattutino con un tremore davvero impressionante, in seguito a un incubo dove sognavo di essere il copertone di una ruota di bicicletta che si aprisse per il lungo, di cadere in un abisso e al contempo che il materasso mi stesse inghiottendo.

Piena di paura sono corsa al Pronto Soccorso dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, dove sono rimasta per circa due ore in codice verde (e dove ho provato l’ebbrezza del mio primo tampone Covid). Là il dottore che mi ha visitato mi ha detto che a livello neurologico non c’era nulla, e che probabilmente era l’effetto del nuovo farmaco da sostituire. Mi è stato prescritto anche un corticosteroide per ridurre l’infiammazione.

Tanto per non saper né leggere né scrivere, ho poi preso appuntamento da un neurologo che per fortuna mi ha confermato l’assenza di patologie neurologiche, ma mi ha consigliato di fare degli esami del sangue specifici per sospetta “febbre reumatoide” o “artralgie migranti” da fare dopo il termine della cura al cortisone.

Ho fatto ora il prelievo con una badilata di voci compresa quella dello streptococco responsabile per questa patologia e avrò i risultati delle analisi del sangue a metà giugno, ma sembra che tutto quadri a proposito di “febbre reumatica” comprese le infiammazioni che si spostano nel corpo, i piccoli movimenti involontari e l’episodio di convulsione, e la mia stanchezza cronica. Il problema è che il sistema immunitario a un certo punto non distingue più il nemico da abbattere dalle cellule sane, e si mette a “sparare” a vanvera causando queste ripetute infiammazioni. Nei casi più gravi, il tutto è molto pericoloso per il cuore.

In attesa del responso e della terapia conseguente, vado avanti ad antidolorifici ed ansiolitici. In alcuni giorni le articolazioni sono gonfie e dolenti, e mi muovo con l’agilità di una novantenne, in altri giorni vengo graziata e mi sembra di star meglio; poi l’altalena riprende con un nuovo peggioramento e a riposo la situazione peggiora, la notte non riesco a chiudere occhio, e la mattina sono una specie di rottame ambulante.
E, ciliegina sulla torta, domenica pomeriggio scorso mi hanno rubato anche il portafoglio in metropolitana con dentro contanti e soprattutto i documenti… con conseguente tour de force di denunce e richiesta di duplicati.

A conclusione di tutto, faccio mie le parole di papa Francesco pronunciate durante la preghiera speciale per l’emergenza sanitaria il 27 marzo 2020 dopo l’avvio ufficiale della pandemia: Pensavamo di rimanere sempre sani in un mondo malato”.

Beh, volevo informarvi su quanto sopra, quindi abbiate un po’ di pazienza se non sarò molto assidua in giro. Approfitto però per dirvi che ci sono anche delle bellissime novità che costituiranno l’oggetto dei miei prossimi post… compresa la mia LAUREA ormai IMMINENTE!

E il blog prosegue con la pubblicazione anche degli articoli di Clementina e di un bellissimo contributo sul vino nell’antichità scritto da Antonella Scorta.
Cristina M. Cavaliere
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In apertura: The Sick Girl (Den Sige Pige) di Michael Ancher (1882), Statens Museum for Kunst