Seduto sugli scalini della chiesa, osservava l’elefantino che i romani avevano già ribattezzato il porcino di Minerva. Sgraziato. Per colpa del basamento aggiunto, vanamente camuffato dalla gualdrappa decorata.

“Non può sostenere il peso della stele.” I domenicani avevano convinto papa Alessandro VII, nonostante la fattibilità del progetto fosse stata dimostrata sedici anni prima: uno spazio di magnifica leggerezza sotto l’obelisco della fontana dei fiumi a piazza Navona.

La sua risata rotolò nella piazza. Dal convento, i frati sarebbero stati costretti ad guardare le terga del pachiderma, la coda beffarda spostata di lato.

Gian Lorenzo Bernini aveva avuto l’ultima parola.

 

Susanna Albertini