“Notte Santa” (“Natività”) di Carlo Maratti (1650), olio su tela, Gemäldegalerie, Dresda.

 

Tra le palme volando,
angeli santi,
fermate i rami,
che il mio bimbo dorme.
Voi palme di Betlem,
che irosi muovono
i furiosi venti
risuonanti:
il frastuono sedate,
fate piano,
fermate i rami
ché il mio bimbo dorme.
Il pargolo divino
s’è sfinito
a piangere chiedendo
in terra pace:
quietar vuole nel sonno
il lungo pianto.
Angeli santi
che volando andate,
fermate i rami
ché il mio bimbo dorme.

Lope de Vega

Félix Lope de Vega y Carpio (Madrid, 1562 – Madrid 1635) è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo. Vissuto nel Siglo de Oro spagnolo, fu incredibilmente prolifico: scrisse oltre tremila sonetti, tre romanzi, quattro racconti, nove epopee, tre poemi didattici, varie centinaia di commedie. Lope de Vega coltivò ogni tipo di genere letterario, con l’eccezione del romanzo picaresco. Lo stesso Cervantes lo definì monstruo de naturaleza, ossia “prodigio della natura”, per la sua facilità nello scrivere. 

“Il canto della Vergine” (o “Canto de la Virgen”) è una celebre poesia natalizia spagnola, un’intima Ninnananna (villancico) in cui Maria culla il Bambino Gesù, chiedendo agli angeli e ai rami degli alberi di placare il vento e il rumore per permettere al Figlio di riposare, trasmettendo un messaggio di pace e quiete divina nel cuore del Natale, con immagini di angeli, palme e un bambino che dorme.

Al seguente link di Youtube trovate una bellissima lettura di questa poesia. A tutti faccio i miei auguri di serene festività!

 

Cristina M. Cavaliere