
La mia gonna si tende in un triangolo rosso, una geometrica macchia di colore nelle stratificazioni di verde sbiadito dall’incombere della sera.
Vedo tra gli alberi un movimento fugace, un bagliore bianco, un cavallo, il muso proteso in avanti.
Un uomo lo sprona, incurante dei rami che feriscono il suo volto che scava nelle ombre,
cercandomi.
Ho paura.
Sono fuggita dal castello dove mi lui aveva condotta per mano.
Sono scappata dall’amore che avrei dovuto provare.
Era più facile prima.
Quando lui esisteva solo nei miei sogni e la perfezione artificiosa di una vita immaginata non rischiava di sporcarsi di normalità.
Mi vede. Si avvicina, cauto, una mano tesa, come a chiedere la mia fiducia.
È lacero, odora di cavallo e disperazione.
Restiamo immobili mentre la notte sgretola le certezze. La mia gonna rossa diventa nera e poi arancio, quando l’alba illumina il suo viso pallido e il mio stupore.
Perché so
che non riuscirò ad amarlo, se prima non avrò imparato ad amare me stessa.
Susanna Albertini
L’immagine è un concept art di Eyvind Earle per il classico film d’animazione Disney La bella addormentata nel bosco del 1959.



