Cari amici,

ritorna sul blog la nostra Clementina con le sue rubriche di arte, e stavolta ci parlerà di una basilica celeberrima, un vero e proprio capolavoro sito in Milano, e che prende il nome dal suo patrono: Sant’Ambrogio.

Prima di lasciarle la parola, vi racconto un paio di aneddoti: mio papà durante la guerra aveva imparato molto bene a scrivere e a leggere in inglese, nel corso della sua prigionia, come vi ho raccontato qui. Tornato a casa a Milano, fu assunto dalla Ercole Marelli dove fece carriera fino a diventare un dirigente, malgrado avesse soltanto il diploma di disegnatore tecnico, conquistato con fatica alle scuole serali. Altri tempi, sicuramente.

Quando arrivavano ospiti dall’estero, veniva sempre chiamato per accompagnarli in visita a Milano, data la sua fluente conoscenza della lingua inglese. Una volta arrivò un architetto americano, e naturalmente mio padre propose di andare a visitare il magnifico Duomo. Con sua grande costernazione, l’architetto disse che il Dumo non gli interessava e che voleva visitare senz’altro Sant’Ambrogio! Giunto sul posto, trascorse ore in estasi nell’osservazione di tutte le meraviglie contenute in questo scrigno di tesori.

Posso confermarvi io stessa che, frequentando il corso universitario di Storia dell’Arte Medievale, e studiando minutamente il solo altare d’oro di Sant’Ambrogio, udii dal docente proclamare che si potrebbe tenere un intero corso universitario focalizzandosi sulla chiesa di Sant’Ambrogio.

Ho voluto raccontarvi questi due episodi a testimonianza dell’immensa importanza di questa chiesa, e lascio ora lo spazio alla nostra narratrice, in un viaggio in più puntate.

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Questa settimana vi propongo la prima tappa di un viaggio in un luogo ricchissimo di elementi simbolici, dove storia, arte e leggenda si fondono insieme: la BASILICA di S. AMBROGIO, a Milano.

Dovete sapere che la basilica, le cui origini risalgono all’epoca paleocristiana e medievale, è universalmente riconosciuta come il più importante esempio di architettura romanica lombarda.

L’ampio e scenografico atrio della basilica di S. Ambrogio. Fonte: Wikipedia.

 

Sorta tra il 379 e il 386 per volontà dello stesso Ambrogio nella zona in cui vennero sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni romane, inizialmente era denominata Basilica Martyrum. Cambiò nome, assumendo quello attuale, solo in seguito alla sepoltura al suo interno del vescovo Ambrogio.

Che ne dite, partiamo insieme per questo viaggio?

Bene, allora iniziamo introducendo il personaggio più importante del nostro racconto: AMBROGIO, chi era e quale peso ha avuto nella storia della Chiesa Cattolica?

Ambrogio, è sicuramente una delle figure più importanti della Chiesa occidentale, un protagonista della sua epoca, uomo di fede e di azione ammirato dai contemporanei e dai posteri, che lasciò ai suoi fedeli scritti teologici e dottrinali, orazioni ed epistole, e ai milanesi grandi chiese in cui vengono custodite importanti reliquie di martiri e santi.

Molteplici le stele e le urne funerarie contenute nell’atrio, come questo sarcofago di Pier Candido Decembrio… (Fonte: Wikipedia). Ma c’è molto di più e lo scopriremo insieme nel prossimo post.

Aurelio Ambrogio, questo è il suo nome per esteso, nasce a Treviri (capitale delle Gallie) nel 339-340 da un’importante famiglia senatoria romana, che già da diverse generazioni si professava cristiana. Alla morte del padre, che esercitava la carica di prefetto del pretorio delle Gallie, la famiglia torna a Roma dove il giovane studia letteratura greca e latina, grammatica, retorica e diritto.

Insieme al fratello Satiro, inizia, intorno al 365, la carriera nella pubblica amministrazione di Sirmio (attuale Sremska Mitrovica, in Serbia), sede imperiale dei territori danubiani e, circa trentenne, si mette presto in luce come avvocato ottenendo la carica di governatore di Emilia e Liguria.

Il contesto storico-politico-religioso della fine del III e l’inizio del IV secolo d.C., nel quale visse il santo, è determinante per comprendere la sua figura.

S. Ambrogio nel mosaico del Sacello di San Vittore in Ciel d’Oro, all’interno della basilica. Fonte: Wikipedia.

 

In quel periodo la storia dell’Impero Romano vive una decadenza economica, agricola e sociale.

Per salvaguardare meglio i territori dell’impero, esso viene diviso e governato da due augusti che risiedono rispettivamente ad oriente e ad occidente.

Milano diviene la capitale dell’impero d’occidente, e pur condividendo con l’impero d’oriente il generale declino, gode, ugualmente, di un grande sviluppo commerciale ed economico grazie alla sua posizione centrale. Qui sotto, medaglione di Costantino I, 320 d.C., oro, recto. Fonte: Wikipedia

L’editto di Costantino nel 313 d.C. segna la fine delle persecuzioni contro i cristiani, e l’inizio di una nuova epoca per la Chiesa che diventa sempre più potente, anche se sta attraversando un momento delicato. In realtà, sebbene l’editto sancisse la proibizione dei culti pagani, molti ricchi aristocratici rimangono pagani e l’eresia, proclamata da Ario (secondo cui la natura divina del Figlio di Dio veniva sostanzialmente considerata inferiore a quella di Dio), si offriva loro come un’occasione unica per laicizzare l’impero.
A Milano il vescovo Assenzio resta in carica per intervento dell’imperatore Valentiniano I, malgrado sia stato condannato da un concilio proprio per la sua adesione a questa eresia.

Quando Assenzio muore la questione della successione subisce una svolta inaspettata: nella basilica è presente Ambrogio, come rappresentante dei poteri imperiali.

Dovete sapere che nel IV secolo molte regole del diritto canonico non erano ancora rigide nella loro applicazione e succedeva talvolta che fosse il popolo a eleggere il vescovo, senza che il clero potesse intervenire.

Nel caso di Ambrogio la volontà popolare e quella delle istituzioni si incontrano ed egli, nonostante un’iniziale riluttanza – che lo vede tentare la fuga, sottolineando di non essere nemmeno battezzato – passa dallo stato laico a quello episcopale nell’arco di una settimana.

Da allora si impegna in un’instancabile opera di evangelizzazione con l’obiettivo di fare di Milano una grande città, culla dell’ortodossia cristiana.

La prossima volta continueremo nella nostra scoperta di questa figura eccezionale!

 

Clementina Daniela Sanguanini

FONTI:

Enrico Cattaneo, Terra di Sant’Ambrogio: la Chiesa milanese nel primo millennio; Ed. Vita e pensiero

Guido Clemente, La religione e la politica. Il governo dell’Impero tra pagani e cristiani fra il III e VI secolo; Enciclopedia Treccani

INFO UTILI:

La basilica si trova in Piazza Sant’Ambrogio, 15, Milano ed è raggiungibile con MM 2, fermata Sant’Ambrogio. BUS ATM: 50 – 58 – 94. Da piazza Cadorna si può andare a piedi con un percorso di una quindicina di minuti.