All’inizio di un nuovo anno, come sempre si tirano le fila. Sono molti i motivi affinché io esprima la mia gratitudine in merito al 2025 che è appena concluso.
Ho vinto alla lotteria? Sono stata candidata al Nobel per la Letteratura? Il mio QI si è improvvisamente innalzato? Niente di tutto questo, ma ho scoperto di essere una persona felice e fortunata.
Per questo motivo ho stilato una sorta di Decalogo con riflessioni che ho maturato, e che vorrei condividere con voi.
Ragazza con annaffiatoio di Pierre-Auguste Renoir (1876), National Gallery of Art, Washington.
1. Non avrai altro Dio all’infuori di Dio.
Cercheranno in tutti i modi di orientare la tua devozione verso idoli di tutti i tipi in modo subdolo e più raffinato di un tempo. Sono le solite cose: fama, soldi, successo, shopping compulsivo… che ti lasceranno soltanto infelice ed eternamente insoddisfatta, perché è proprio questo ciò a cui mirano.
2. Sii grata per ciò che ricevi ogni giorno.
Prima di andare a dormire, ringrazia sempre e smettila di lamentarti del destino cinico e baro: risulterai meno noiosa e prevedibile, e le persone ti cercheranno, felici anche soltanto di chiacchierare con te.
3. Considera un miracolo essere viva.
Solo il fatto di aprire gli occhi al mattino, di alzarti e camminare, in considerazione di ciò che hai passato negli ultimi anni, è tanta roba. Ci sono amici e parenti che non lo fanno più, almeno non su questa terra.
4. Non gloriarti sempre di quanto sei brava.
Coltiva un minimo di umiltà: la maggior parte di ciò che fai non dipende da te, ma da una combinazione di aiuti invisibili che nemmeno immagini.
5. Sii competitiva soltanto con te stessa, non con gli altri.
I modelli che ti si presentano continuamente nella società odierna sono malsani, e insegnano a calpestare e disprezzare i tuoi “compagni di avventura”, e intossicheranno te per prima. Stanne bene alla larga.
6. Sii generosa con gesti e parole.
Non importa se non verrai ricompensata ipso facto. Ci sono premi che arrivano per vie inaspettate e che ti lasceranno senza fiato, come è già successo. L’universo è quantico e tutto è collegato.
7. Coltiva relazioni buone e, se puoi, con persone in carne e ossa.
Le relazioni autentiche sono la base di una vita ricca e soddisfacente. Smettila di farti ipnotizzare da uno schermo, di saltabeccare da una cosa all’altra.
8. Metti cura in ciò che fai, nelle cose grandi e piccole.
… ma non pretendere la perfezione. Hai fatto e farai degli errori anche in buona fede, che non saranno una tragedia.
9. Concediti il tempo del silenzio.
Prenditi del tempo senza rumore, senza suoni, senza musica, disconnessa soprattutto dai social. Se non riesci a isolarti in mezzo al caos, fallo interiormente. Il silenzio non deve farti paura, perché ti porta la pace.
10. Perdona chi ti ha fatto del male.
Il decimo punto è uno dei più importanti, per quello ho voluto inserirlo a mo’ di chiusura. Premesso che il perdono non è un atto scontato o automatico, ma arriva alla fine di un lungo processo dove si lascia andare la rabbia, la frustrazione, l’odio e la delusione, concederlo fa bene innanzitutto a se stessi.
Ovviamente se ne possono aggiungere altri, ma questi mi sembrano particolarmente importanti.
Buon 2026 a tutti!
Cristina M. Cavaliere




Il punto 9 è quello su cui sto cercando di lavorare di più. A volte con ottimi risultati. Altre… lasciamo perdere. Questo turbinio digitale è difficile per me da gestire.
Buon anno comunque!
Ciao Davide, grazie per il tuo commento! Penso che il punto 9 sia difficile per tutti… io stessa, che non vado molto sui social, mi sono limitata a mettere offline Instagram senza decidermi a disiscrivermi del tutto. 😅 Questo te la dice lunga su quanto siamo condizionati, ormai.
Mi piace molto il tempo del silenzio e il perdono, la gratitudine da coltivare ogni giorno è importante, bellissima l’immagine della bambina. Buon 2006 anche a te cara Cristina
Il tempo del silenzio è essenziale in una società frenetica come la nostra. Anche spegnere la radio – dove ormai non trasmettono che pubblicità – è un atto rivoluzionario. Il quadro di Renoir è bellissimo, quando l’ho visto ho pensato che facesse al caso mio. Buon proseguimento del 2006!
Hai scritto Cristina un decalogo illuminante e coraggioso. La capacita’ di esprimere questi concetti complessi in modo sintetico proviene da una profonda e intima conoscenza della vita e una fede ferma e gioiosa.
Grazie di cuore per il tuo commento, cara Angela. Mi ritengo una persona benedetta, non perché sia speciale ma perché le benedizioni piovono tutti i giorni, in ogni istante.
Considerare un miracolo il fatto di essere vivo è ormai una sensazione che mi resterà addosso per tutta la vita, dopo la notte in cui avrei potuto non esserlo più.
Concordo su tutto, sul decimo ammetto che fatico parecchio. Diciamo che più che “perdonare” tendo semmai a “dimenticare”, che non è la stessa cosa, ma aiuta lo stesso.
Sì, caro Ariano, diamo troppo per scontato il fatto di aprire gli occhi al mattino, camminare, parlare, agire, avere delle relazioni. Ogni tanto ascolto il mio cuore che batte e mi chiedo se è proprio vero. Ho pensato agli ultimi episodi che sono successi – vai a una festa di Capodanno e bruci vivo, sali su una funivia ed essa precipita, vai per la strada e uno che non conosci ti accoltella… Il decimo punto è il più difficile in assoluto, ne parlo spesso ultimamente con delle amiche. Un sacerdote che conosco dice che il perdono è il miracolo più grande di tutti. Io ho perdonato, ma non dimentico.
Vivere con moderatezza, senza mai esaltarsi e mai abbattersi. Riservando il giusto tempo alla riflessione ed evitando tutte quelle parole che, in fin dei conti, possono essere inutili. Accettare con tranquillità quel che siamo e cercare di migliorare in noi quel che possiamo, senza mai ergerci a implacabili giudici dei nostri simili. Penso, in sostanza, che quel che proponi sia un buon consiglio per vivere in piena serenità. Auguro a te una buona domenica.
Grazie mille per le tue parole, Fabio. Hai messo in pratica la cura in quanto si dice. Spesso si pensa che le parole passino e vanno, invece è il contrario. Ricordo ancora oggi, alla mia veneranda età, l’offesa di una mia compagna di scuola alle medie cui stavo antipatica, e tendo a dimenticarmi il pugno che ricevetti da un altro compagno e che mi mandò in infermeria. A distanza di anni, mi fa più male quell’insulto che il pugno. Buona domenica!
Cara Cristina, è un decalogo che dovremmo tenere a mente tutti. Sono punti che riguardano quella saggezza che giunge durante l’età matura (e non per tutti!). Rispettare un decalogo del genere significherebbe essere saggi e contenti, darsi serenità e gioia di vivere. Sono molto vicina ad alcuni punti. Considero una vera fortuna essere in buona salute, per esempio. Che sia un ottimo anno per te. 🙂
Cara Luz, a volte mi dicono che sono saggia, più che altro spero di aver raggiunto quella pace interiore necessaria per non disperarsi troppo: alcune cose non sono alla nostra portata oppure non possiamo cambiarle. Anch’io ti auguro un anno ottimo, prendendo a prestito il titolo di un film avevo pensato al 2025 come a “Un’ottima annata”! 😉