
Affascinati, osservavamo lingue di fuoco innalzarsi verso il cielo in spire vermiglie. L’acqua del Tamigi rifletteva le fiamme nelle sue acque scure, moltiplicando ai nostri occhi le dimensioni della sciagura. Vedevo danzare gli stessi riflessi sui volti delle persone che osservavano muti la distruzione. Il calore e il fumo arrivavano fino a noi sospinti da un vento feroce che alimentava la potenza del fuoco. Eravamo stipati sulle barche dall’altra parte del fiume, incapaci di allontanarci da uno spettacolo che ci terrorizzava e ci attraeva insieme. Oltre le fiamme, l’abbazia di Westminster emergeva a tratti, dandoci l’illusione di combattere una guerra impari con coraggio disperato; l’abbazia che aveva visto l’incoronazione dei nostri re, divenendo nei secoli un simbolo amato dai cittadini di Londra, pareva infonderci fiducia mentre la camera dei Lord e dei Comuni si era ormai arresa.
Poggiato sul bordo della barca, riempivo fogli e fogli di schizzi nel tentativo di imbrigliare la bellezza della distruzione. Ma riuscii a farlo solo quando, davanti all’enorme tavola, vidi i colori emergere come allora. Giallo, arancio, rosso, fronteggiavano il blu, divorando la sua tranquillità.
E fu allora che compresi.
La fiamma mossa dal vento era crudele e incurante come la tua chioma, Edith.
Sei pazzo, mi dicesti, finirai per uccidermi.
I tuoi capelli si stagliavano contro il cielo rilucente che esplodeva dopo la pioggia, mentre le tue labbra sussurravano parole d’addio.
Hai bruciato la passione che ci univa barattandola con la tua pace.
Nelle fiamme dell’incendio ho riconosciuto la disperazione del tuo sguardo.
Per te, ho intrappolato il dolore nei colori della mia arte.
Almeno tu, Edith, hai imparato a essere felice?
Susanna Albertini
Immagine di apertura: L’Incendio della Camera dei Lords e dei Comuni di J.M.W. Turner (1834), olio su tela, Cleveland Museum of Art




Wow, un racconto che sembra pura poesia
Bellissimo, vero? C’è tutto: arte, tragedia e amore perduto. Susanna in poco spazio riesce a trasmettere mille emozioni.