I miei pensieri corrono in parallelo ai tuoi, senza incontrarti, come quando eravamo insieme prima della guerra.

Ho dovuto barattare la spensieratezza della mia esistenza precedente per riuscire a sopravvivere. Sono un uomo diverso. Il tuo viso invece sorride ingenuo dalla fotografia che mi accompagna nelle missioni. Sei in bianco e nero, irreale.

La vita adesso ha l’odore della benzina, di sabbia e latrine, di sangue vecchio, del sudore della paura.

La tua ha il solito odore? Quando il vento del deserto aggroviglia i pensieri togliendomi la speranza, annuso ancora l’erba appena tagliata dei pascoli montani del Piemonte, l’odore speziato delle risaie, il sentore animale della lana ancora da lavare, il profumo di latte appena munto del tuo collo, quando ci abbracciavamo frenetici nel fienile dei miei.

Riusciremo a ritrovarci? Saremo capaci di far convergere nuovamente le nostre esistenze?

O vivremo in parallelo, senza ricordarci perché ci amavamo?

 

Susanna Albertini

 

 

Nota dell’autrice: La persona ritratta nella foto è il nonno del racconto di Torino bombardata (qui il link al racconto “Il giorno dopo”). Qui si trovava in Africa nella primavera 1943, poco prima della disfatta Italiana.