Eccoci giunti all’ultimo capitolo di questo viaggio all’interno e all’esterno della venerabile basilica di Sant’Ambrogio di Milano con la guida di Clementina. Speriamo che l’itinerario vi sia piaciuto, e naturalmente vi invitiamo a visitare la basilica con i vostri occhi alla prima occasione!
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Rimanendo all’interno della zona museo, mi trovo ad ammirare un meraviglioso frammento di mosaico che ornava l’abside della chiesa primitiva. Nell’immagine, frammenti dei mosaici rinvenuti nell’abside della primigenia basilica dei martiri (sec X). Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Giovanni Dall’Orto.
Museo della Basilica di S. Ambrogio
Continuando la visita all’interno del piccolo museo mi soffermo a contemplare lo splendido affresco del Bergognone, il Gesù nel Tempio.
Gesù nel Tempio del Bergognone presso il “Tesoro” e museo della Basilica di S. Ambrogio. Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Giovanni Dall’Orto.
Comunque, miei cari, non intendo certo proporvi l’intera carrellata delle opere conservate a S. Ambrogio, sia perché sono tantissime e sia perché meritano ben altro tipo di approfondimenti.
Ma dovete sapere che la basilica deve la sua fama universale a molti grandi artisti che vi lavorarono: Donato Bramante (che sotto la signoria degli Sforza ricevette l’incarico di progettare la nuova canonica, risistemare le cappelle e ricostruire il monastero); Bergognone; Bernardino Luini; Gaudenzio Ferrari; il Legnanino; Filippo Abbiati; Carlo Francesco Nuvolone; Francesco Cairo e Giambattista Tiepolo. Vi mostro soltanto alcune delle loro opere qui di seguito!
Cristo Risorto del Bergognone nella cappella del Battistero posta lungo la navata di sinistra. Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Giovanni Dall’Orto.
Deposizione di Giovan Battista della Cerva (1545) nella cappella della Deposizione posta lungo la navata di sinistra. Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Giovanni Dall’Orto.
Ambrogio ferma Teodosio di Camillo Procaccini, nella cappella della Deposizione posta lungo la navata di sinistra. Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Giovanni Dall’Orto.
Insomma, la basilica di Sant’Ambrogio è veramente un sito pieno di meraviglie! Inoltre, illustri personaggi come Pipino, figlio di Carlo Magno, Bernardo, figlio di Pipino, Ludovico II, nipote di Carlo Magno, sono stati sepolti in questo luogo sacro che ne conserva ancora le epigrafi funerarie.
Infine, eccoci giunti alla conclusione del nostro viaggio.
La colonna del Diavolo
Per congedami da voi ho scelto di inserire l’immagine di una colonna posta in Piazza S. Ambrogio, per lasciarci con un ultimo racconto legato a questo luogo! Si tratta della cosiddetta Colonna Del Diavolo, un pilastro di origine romana, risalente al II secolo d.C. con capitello corinzio e caratterizzato da due grandi fori in prossimità della base. La potete vedere qui sotto (Fonte: Wikipedia).
Ed ecco la leggenda.
Si narra che Lucifero, camuffatosi da uomo, si avvicinò al sagrato dove Ambrogio era solito meditare e tentò di dissuaderlo in tutti i modi dal proseguire il suo ruolo di vescovo.
Ambrogio, profondamente irritato, lo cacciò via sferrandogli un calcio.
Il demonio, riacquistando le sue vere sembianze, spiccò il volo, ma finì per sbattere contro la colonna, rimanendovi incastrato con le lunghe corna.
Furioso e sconfitto, si tramutò in fumi di zolfo e, creandosi un piccolo varco in quei due fori da lui stesso prodotti, fece ritorno negli inferi. Nel dettaglio, potete vedere distintamente i fori nella colonna (Fonte: Wikimedia Commons, Creative Commons. Phyrexian).
Come già detto, si tratta di una leggenda, in realtà questa colonna veniva usata per l’incoronazione degli imperatori germanici.
Secondo quanto narra Galvano Fiamma (ambasciatore di Galeazzo I Visconti e cronachista milanese), essi giuravano sul messale, ricevevano la corona ferrea e poi abbracciavano la colonna. Beh, ogni popolo ha le sue stranezze!
Tuttavia, mi preme farvi sapere che questa semplice colonna di pietra bianca ha resistito, fino ad oggi, per ben diciotto secoli, un numero esagerato di guerre e invasioni (da Barbarossa a Napoleone), fino ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.
Vien da pensare che sia davvero un po’ speciale!
Clementina Daniela Sanguanini
FONTI: Enrico Cattaneo, Terra di Sant’Ambrogio: la Chiesa milanese nel primo millennio; Ed. Vita e pensiero Guido Clemente, La religione e la politica. Il governo dell’Impero tra pagani e cristiani fra il III e VI secolo; Enciclopedia Treccani
INFO UTILI: La basilica si trova in Piazza Sant’Ambrogio, 15, Milano ed è raggiungibile con MM 2, fermata Sant’Ambrogio. BUS ATM: 50 – 58 – 94. Da piazza Cadorna si può andare a piedi con un percorso di una quindicina di minuti.




Sicuramente una leggenda, però un uomo energico come Ambrogio ce lo vedrei pure a tenere testa al diavolo sferrandogli addirittura un calcio sulle terga.
Non a caso Ambrogio viene sempre raffigurato con uno staffile in mano! 😉 Sicuramente erano tempi difficili, Ambrogio era l’uomo giusto nel posto giusto.