Oggi è Venerdì Santo ed ecco a voi in successione: il link musicale, il passo evangelico e l’opera d’arte. Ho voluto mantenere il raccordo col brano musicale, quindi ho scelto un’opera d’arte incentrata sulla Madonna.
Brano musicale: “The Passion of the Christ” soundtrack – “Mary goes to Jesus” di John Debney
Dalla colonna sonora di “The Passion of the Christ” di John Debney, il brano musicale è tratto da “La Passione” con Maria che corre verso Gesù, che nel trasportare la croce è caduto, così come faceva quando cadeva da piccolo. Un brano potentissimo ed emozionante (2:53).
https://www.youtube.com/watch?v=7_Ykk-ltdk4
La Crocifissione secondo il Vangelo di Matteo 27, 32-50
27, 32 Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. 33 Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, 34 gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. 35 Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. 36 E sedutisi, gli facevano la guardia. 37 Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: «Questi è Gesù, il re dei Giudei».
38 Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
39 E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: 40 «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». 41 Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: 42 «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. È il re d’Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. 43 Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». 44 Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo.
45 Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. 46 Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. 47 Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». 48 E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. 49 Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». 50 E Gesù, emesso un alto grido, spirò.
“La Via del Calvario” di Gaetano Previati (1901-1904)
Il quadro di Gaetano Previati è di grande formato (80×150) ed è giunto al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano per lascito testamentario di Nella Bolchini Bompiani. L’opera viene eseguita tra il 1901 e il 1904, seconda versione di un modello oggi in collezione privata.
Mostra il doloroso corteo di Maria e altre donne verso il Golgota – un corteo all’apparenza tutto femminile, di cui non si scorge inizio o fine – concentrandosi intensamente sul dolore umano e materno piuttosto che sulla narrazione esplicita della Passione. Maria è al centro, quasi svenuta e sorretta da figure femminili, con lunghi veli bianchi, in una composizione realizzata da una pennellata filamentosa e materica tipica del divisionismo di cui il pittore fu uno dei maggiori rappresentanti.
La processione sale da Gerusalemme, visibile in basso. Gesù non è immediatamente visibile, ma la sua presenza è intuibile oltre lo spazio della tela, grazie allo sguardo delle donne che si rivolge atterrito verso l’alto. A differenza del film “La Passione”, non vediamo le scene atroci del dolore che devasta Gesù, e l’azione dei suoi torturatori e carnefici, ma lo intuiamo forse con ancora maggior suggestione.
Il paesaggio è connotato da alberi rinsecchiti e spogli, da un cielo parzialmente coperto, simboli dell’allegoria della morte di Gesù in Croce, dove si scorge un po’ di azzurro.
Buon Venerdì Santo!
Cristina M. Cavaliere




Gaetano Previsti è stato uno dei pittori italiani più interessanti della sua generazione, anche se a livello di notorietà nazionale viene un po’ eclissato da altri artisti più noti a livello generale.
La narrazione della Crocifissione è il momento culminante della Passione che, lasciando da parte se si è credenti o non credenti, ha una potenza narrativa drammatica così “sublime” (aggettivo scelto da Pasolini, non da me) di fronte alla quale è impossibile non essere emotivamente scossi.
Ti dirò che ho scoperto soltanto di recente Gaetano Previati, vidi a una mostra la sua Madonna dei Gigli e pensai: “Ma è questo il Paradiso!” Si tratta di una tela di grande formato, molto più luminosa di quanto non appaia sul web, con la tecnica tipica del divisionismo e questi filamenti dorati di pittura che evocano un’atmosfera celestiale. Il bimbo è bellissimo, molto vero, e la Madonna ha un sorriso divertito perché il figlio cerca di afferrare i gigli.