Mi fermo ai piedi dell’imponente scalinata, levo lo sguardo, emozionato e intimorito.
Sono trascorsi oltre 20 anni da quel mercoledì di Aprile, in cui è entrata nella mia vita la Nike alata, l’icona della vittoria, la mia scoperta.
Oggi è stata finalmente collocata nel posto che merita. Domina, gloriosa e coraggiosa, il più importante museo al mondo, il nostro Louvre, celebrando la gloria della Francia in questo momento di grandi riforme.
Da quaggiù sembra far parte del vento e mi trasporta sulla radura a picco sul mare dove si è svelata, meravigliosa, ai miei occhi commossi.
Un seno, velato dal leggero chitone, spudorato e potente. Un’ala, una gamba. I grilli e i fiori. Il blu infinito del mare Egeo attorno a noi.
Ricordo l’ultimo tramonto, cercando invano il suo volto. Sembravo pazzo, scavavo a mani nude, piangendo. Non volevo lasciarla partire incompleta.
Ma solo oggi, dopo tanti anni passati a sognarla, comprendo il segreto della sua màlia.
Il suo corpo proteso, la sua forza e leggerezza senza volto, ci liberano.
Consentendoci di dipingere i suoi lineamenti con i contorni della nostra personale vittoria.
Susanna Albertini
Fonte Immagine: Wikipedia – Fotografia di Marie-Lan Nguyen (2007).




Quanta emozione nel momento in cui, nel museo più “iconico” del mondo, ci si trova dinanzi a questa meraviglia. Tre anni fa, bellissimo.
Belle le parole di Susanna Albertini
Pensa all’emozione che dovette provare lo scopritore di questa meraviglia, e in generale a tutti i grandi archeologi. Grazie del commento, anche a nome di Susanna!