Mi fermo ai piedi dell’imponente scalinata, levo lo sguardo, emozionato e intimorito.

Sono trascorsi oltre 20 anni da quel mercoledì di Aprile, in cui è entrata nella mia vita la Nike alata, l’icona della vittoria, la mia scoperta.

Oggi è stata finalmente collocata nel posto che merita. Domina, gloriosa e coraggiosa, il più importante museo al mondo, il nostro Louvre, celebrando la gloria della Francia in questo momento di grandi riforme.

Da quaggiù sembra far parte del vento e mi trasporta sulla radura a picco sul mare dove si è svelata, meravigliosa, ai miei occhi commossi.

Un seno, velato dal leggero chitone, spudorato e potente. Un’ala, una gamba. I grilli e i fiori. Il blu infinito del mare Egeo attorno a noi.

Ricordo l’ultimo tramonto, cercando invano il suo volto. Sembravo pazzo, scavavo a mani nude, piangendo. Non volevo lasciarla partire incompleta.

Ma solo oggi, dopo tanti anni passati a sognarla, comprendo il segreto della sua màlia.

Il suo corpo proteso, la sua forza e leggerezza senza volto, ci liberano.

Consentendoci di dipingere i suoi lineamenti con i contorni della nostra personale vittoria.

 

Susanna Albertini

Fonte Immagine: Wikipedia – Fotografia di Marie-Lan Nguyen (2007).