A un anno dalla scomparsa di Maurizio Calì, fondatore e presidente dell’Associazione Culturale Italia Medievale, Maria Paola Zanoboni, medievista e autrice di numerosi saggi presentati su questo blog, desidera rinnovarne il ricordo con un suo articolo. Oltre a ringraziare Maria Paola per il suo prezioso contributo, la mia gratitudine va naturalmente a Maurizio, che ha lasciato un enorme vuoto in tutto il mondo degli amanti del Medioevo italiano, e non solo. Si dice spesso che si apprezza maggiormente il valore di una persona soltanto dopo la sua morte, e questo per lui è particolarmente vero.
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Persona schiva, garbata, gentile, animata da una grandissima passione per l’epoca medievale, Maurizio Calì è conosciuto dagli studiosi e dagli appassionati di medioevo di tutta la Penisola per la sua instancabile attività nella diffusione e divulgazione degli studi e della cultura dell’età di mezzo presso un pubblico non accademico, stimolando i contemporanei a riflettere su come quell’epoca abbia contribuito a forgiare la nostra identità culturale. Quattro furono le modalità con cui realizzò il suo sogno:
1) l’Associazione Italia Medievale (dal 2002);
2) i cicli tematici annuali di incontri “Medioevo in libreria” (2002-2020);
3) i premi Italia Medievale (dal 2004) e Philobiblon (dal 2006);
4) la rivista “Italia Medievale” (dal 2016).
Iniziò nel giugno del 2002 con la fondazione dell’Associazione Italia Medievale – volta a “promuovere e valorizzare il patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano” -, la parabola che lo avrebbe portato a diventare in pochi anni un caposaldo nell’organizzazione di conferenze e presentazioni di libri che mettessero in contatto il mondo accademico con un più vasto pubblico, nonché nella diffusione di notizie su convegni, manifestazioni culturali, rievocazioni, concerti, informazioni bibliografiche, recensioni, presentazioni di libri, che metteva generosamente a disposizione di chiunque sul sito italiamedievale.org, e su numerosi blog, tra cui “Medioevo in libreria” [1] e “Libreria Medievale” [2], ausili indispensabili e vere e proprie miniere per chiunque si occupi di storia medievale, sia a livello specialistico che per interesse personale.
La sua curiosità e la sua attività instancabile facevano sì che non gli sfuggisse neppure una pubblicazione, che recensiva personalmente, invitando poi il più possibile gli autori a presentare i propri studi di persona, oppure on-line, con modalità e forme che potessero destare l’interesse di un vasto pubblico.
Proprio le parole con cui Calì, all’inizio degli anni 2000, esplicitava lo scopo della sua Associazione (“promuovere e valorizzare il patrimonio storico e artistico del Medioevo italiano”), ne fanno un antesignano della “Public History”, il cui manifesto (2016 e 2022/2023), si propone “la valorizzazione del patrimonio storico, culturale, materiale e immateriale del Paese, in ogni sua forma. [3] Ma anche altri temi della “Public History” erano già stati messi in pratica da “Italia Medievale”: la promozione della conoscenza storica e delle sue metodologie presso un vasto pubblico; l’interdisciplinarietà; la valorizzazione del mondo digitale e quella di ricerche storiche innovative e di qualità; la formazione di public historian esterni agli ambienti accademici con competenze professionali nelle metodologie della ricerca storica. La Public History promuove inoltre il turismo culturale per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Anche questo era già stato messo in pratica da Calì molto prima che l’Associazione Italiana per la Public History venisse creata.
Gli intenti di Italia Medievale, stilati nel 2002 al momento del costituirsi dell’Associazione, combaciano appunto perfettamente col Manifesto della Public History: “Oggi il Medioevo è di moda nel cinema, nella musica, nel teatro […] abbiamo dato vita all’Associazione Italia Medievale con l’ambizioso obiettivo di unire tutte le molteplici facce di questo fenomeno nel comune e prioritario intento di rendere al Medioevo italiano il ruolo che gli spetta di diritto e avvicinare alle sue bellezze il maggior numero di persone possibili. Nello stesso tempo, oltre a sensibilizzare le istituzioni ancora troppo latitanti, operiamo per raccordare il mondo della ricerca storica e scientifica con quello degli appassionati e dei protagonisti nei vari settori affinché ognuno, per quanto gli compete, possa offrire il suo contributo a questo processo, tanto importante e tanto indispensabile. Per le ragioni esposte in queste pagine, l’ACIM opera su tutto il territorio nazionale, in stretta collaborazione con accademici, appassionati, operatori del settore, utilizzando tutti gli strumenti che le moderne tecnologie mettono a disposizione.”.
Tutto questo venne svolto dall’Associazione impersonata da Calì nei cicli annuali tematici di conferenze “Medioevo in Libreria”, che si svolsero dal 2002 fino all’inizio del 2020, in cui le relazioni (tenute sia da docenti universitari, sia da studiosi non accademici, tra cui molti giovani al loro esordio), venivano fatte precedere da filmati, documentari, visite guidate in luoghi artistici particolari di Milano (come San Pietro in Gessate e Santa Maria Incoronata). Svariati i temi affrontati: religiosità e spiritualità, medioevo dei grandi, le grandi battaglie, le città italiane nel medioevo, fede e devozione, viaggi e viaggiatori, medioevo al femminile, le arti nel medioevo, il medioevo dei castelli. Un connubio dunque di interdisciplinarietà tra ambito storico, artistico, cinematografico, e talvolta anche musicale, a cui prendevano parte storici professionisti, accademici o meno, nonché un vasto ed eterogeneo pubblico.
Quando, nel 2020, il covid pose fine a questi incontri, Calì rimediò immediatamente attivandosi sul versante digitale (che padroneggiava fin dal 2008), organizzando in questo modo le presentazioni dei libri.
Poco dopo la sua nascita l’Associazione era stata affiancata dall’istituzione del Premio Italia Medievale [4] (2004), riconoscimento a chi si fosse distinto nella promozione del patrimonio medievale operando nelle più svariate forme e attività professionali, e suddiviso in molteplici categorie: editoria (scrittori, editori, tipografi, grafici, librerie), arte (pittura, scultura, arte, modellismo, abiti), spettacolo (attori, registi, produttori, musicisti), gruppi di rievocazione storica (associazioni, gruppi d’arme, giochi storici), istituzioni (enti pubblici, università, musei, biblioteche), turismo (agenzie, tour operator), multimediale (portali, internet, web agency). Quasi contemporaneamente vide la luce anche il “Premio letterario Philobiblon” (2006), destinato ad autori di racconti brevi ispirati al medioevo, che poi sarebbero stati pubblicati nell’apposita antologia intitolata Italiae Medievalis Historiae. [5]
Una breve digressione: l’intitolazione del premio si rifà ad un’opera di Riccardo di Bury (1287-1345), monaco benedettino inglese, cancelliere del re Edoardo III, del quale fu precettore. Il Philobiblon, trattatello morale in lode della lettura e al tempo stesso manuale di bibliofilia (volto ad indicare le modalità di scelta, reperimento, e conservazione dei libri), avrebbe assicurato al suo autore la riconoscenza e l’affetto di generazioni di bibliofili.
In questo modo si fondevano e completavano tra loro i molteplici canali atti a destare l’interesse di un vasto pubblico, fornendo una panoramica il più possibile completa, fatta di libri ma anche di rievocazioni storiche, ricostruzioni delle tecniche artigianali, attenzione per monumenti e opere d’arte, turismo, opere teatrali e cinematografiche, siti web.
Ottennero il Premio Italia Medievale per il settore dell’editoria studiosi, sia accademici che esterni all’università (molti dei quali al loro esordio), distintisi per l’originalità degli argomenti trattati, con opere che, pur rispettando i canoni del rigore scientifico, erano in grado di suscitare l’interesse di un vasto pubblico, sia grazie a modalità di scrittura piacevole, sia grazie agli argomenti spesso collegati con le questioni attuali. Questo derivava dal meccanismo con cui venivano scelti i vincitori: una giuria assolutamente popolare, il più vasta possibile, che poteva votare via mail o per lettera, in una prima fase segnalando libri, o gruppi storici di rievocatori, o associazioni, o gruppi musicali ecc., che avrebbero meritato di essere candidati al premio. In base a queste proposte, veniva stilata una lista di 5 candidati per ogni categoria, che in una seconda fase sarebbero stati votati (sempre dal pubblico più vasto possibile) per la scelta dei vincitori (uno per ogni settore).
I premiati nelle altre categorie furono gruppi di artisti, musicisti, rievocatori, organizzatori di giochi storici, creatori di siti web, istituti, musei e associazioni culturali, monumenti, siti archeologici, archivi digitali e, per il premio Philobiblon, scrittori di romanzi o racconti brevi ispirati al medioevo. Naturalmente, anche per i non vincitori, l’essere tra i candidati rappresentava una straordinaria opportunità per farsi conoscere, dal momento che le liste da votare venivano pubblicizzate sia sul sito di Italia Medievale, sia sulla rivista “Medioevo. Un passato da riscoprire”.
Il numero dei votanti andò accrescendosi esponenzialmente di anno in anno, passando dagli oltre 13.000 del 2014 ai 34.000 del 2016, ai ben 120.000 del 2021. [6]
Prestigiose le sedi milanesi della consegna dei premi (come pure di tutte le conferenze che instancabilmente Calì organizzava): dalla libreria Feltrinelli in via Manzoni accanto al Poldi Pezzoli, al Museo Archeologico di corso Magenta, alla prestigiosissima Sagrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie, che potete vedere nella foto accanto, il cui splendido coro quattrocentesco intarsiato fece da sfondo all’assegnazione dei premi Italia Medievale e Philobiblon a partire dal 2017 [7] per cinque anni, fino al 2021. [8]
Notevoli anche i riconoscimenti istituzionali: per 9 anni consecutivi, dal 2006 al 2014, al Premio Italia Medievale venne destinata dal Presidente della Repubblica Napolitano una medaglia di riconoscimento con relativo attestato che ne elogiava l’importante funzione nella divulgazione del patrimonio e della cultura del medioevo italiano. [9]
Gli interessi di Maurizio, rivolti inizialmente soprattutto alla storia di Milano (con l’organizzazione di conferenze su vari temi e di visite guidate), si ampliarono progressivamente fino ad abbracciare tutta la Penisola, grazie anche ai contatti stabiliti in primo luogo con la rivista “Medioevo. Un passato da riscoprire” (che ogni anno pubblicava gli elenchi dei candidati e quelli dei vincitori); in secondo luogo con importanti gruppi di rievocatori, tra cui il Mercato delle Gaite di Bevagna e il Festival del Medioevo di Gubbio (dove, come accennato, a partire dal 2017 venne data lettura dei vincitori del Premio Italia Medievale), che divennero partners dell’Associazione insieme alla rivista “Medioevo” e ad alcuni altri.
La sua attività instancabile lo portò poi alla fondazione della rivista ”Italia Medievale Arte Storia Cultura Turismo”, dedicata al Medioevo, soprattutto italiano, il cui primo numero apparve nel maggio/giugno 2016, e che voleva rappresentare non soltanto uno strumento di divulgazione, ma anche una guida al “Medioevo vivente”. Rivista di studio, ma anche di aggiornamento su itinerari d’arte e cultura, eventi gastronomici, novità relative allo spettacolo, alla letteratura, alle manifestazioni.
I programmi dei cicli annuali tematici di conferenze “Medioevo in libreria”, preceduti da visite guidate e da proiezioni di documentari sono rintracciabili sullo sterminato e prezioso blog [10] (corredato da un indice tematico), dove sono reperibili anche tutti i video delle lezioni dal 2008 al 2020. [11]
Il blog comprende svariate sottosezioni, tra cui quella importantissima “libreria medievale” [12] (ancora con indice per argomento), dove sono rintracciabili anche volumi di piccolissimi editori, non per questo meno interessanti. Sterminata e fondamentale anche la sezione “articoli” del blog, che contiene numerosissimi saggi di svariati autori sugli argomenti più vari: dalle notizie storiche ed artistiche sulla Cattedrale dei Fieschi di Lavagna, alle streghe, alla storia dell’orto e del giardino medievale, a quella dei Signori di Milano, alla cattività avignonese del Petrarca, e moltissimi altri argomenti.
Tutti i video delle conferenze, delle presentazioni di libri e delle premiazioni sono riuniti sul canale youtube di Italia Medievale. [13] Altro prezioso materiale è rintracciabile sulla pagina facebook. [14]
Il mio primo contatto con Calì risale al lontano 2009, quando ricevetti una sua mail in cui mi annunciava che uno dei miei libri era stato selezionato tra quelli candidati al Premio Italia Medievale. Non vinsi il premio in quell’occasione, lo ottenni più avanti con un libro migliore, e gliene sarò sempre grata perché è stato uno dei pochissimi riconoscimenti che ho avuto. L’ultima immagine che ho di lui risale al 2019 , quando lo salutai a Gubbio, nella sala del ristorante del Festival del Medioevo. Più recentemente, in un’ultima mail, lo contattai per annunciargli la pubblicazione di un mio volumetto riguardante l’800: lo conosceva già, non gli era sfuggito neppure quello.
Se gli esseri umani sono destinati a scomparire, spesso troppo presto, quanto di buono, di grande, di generoso e disinteressato hanno fatto durante la vita rimane, e questo è il lascito di Maurizio Calì, del suo portale, della sua Associazione.
Maria Paola Zanoboni
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[1] https://medioevoinlibreria.blogspot.com/
[2] https://libreriamedievale.blogspot.com/
[3] https://aiph.hypotheses.org/3193
[4] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/
[5] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/
[6] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/
[7] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/2017/
[8] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/2021/
[9] http://premioitaliamedievale.blogspot.com/2014/
[10] https://medioevoinlibreria.blogspot.
[11] https://medioevoinlibreria.blogspot.com/search/label/Video
[12] https://libreriamedievale.blogspot.com/
[13] https://www.youtube.com/channel/UCUlR_2ouUcj28plBlVY-YyQ/videos



