"La Storia siamo noi": blog di storia, letteratura e arte

FRAMMENTO DELL'ARA PACIS

Altare del 9 a.C. Museo del Louvre - Parigi

MADONNA E SANTI NEL GIARDINO DEL PARADISO

Maestro dell'Alto Reno. Tecnica mista su tavola, 1410.

LA BATTAGLIA DI SAN ROMANO

Paolo Uccello. Tecnica mista su tavola, 1438.

And when did you last see your father?

William Frederick Yeames. Olio su tela, 1878.

KENTUCKY FLOOD

Margaret Bourke-White. The American Way of Life, 1937.

lunedì 25 gennaio 2021

"Rapsodia di letture in blues": i premi!


La danza di Henri Matisse (1910) 
Hermitage, San Pietroburgo.


Dopo l'elenco delle mie letture del 2020 in due parti corredate dalle quarte di copertina e da minirecensioni, che potete trovare qui e qui, ecco il momento tanto atteso dei PREMI

Visto che l'anno scorso ho letto molti racconti singoli, ho creato una categoria a sé dove inserirli. Anche quest'anno ho mantenuto la sezione di premi per le migliori copertine che possono offrire molti spunti anche per le nostre progettazioni. 

Ecco le mie personali classifiche:









Bene, ci riaggiorniamo all'inizio del prossimo anno, a Dio piacendo, nella speranza di offrirvi 
un repertorio più ricco e nutrito, e rinnovare gli antichi splendori. 
E, come direbbe qualcuno ;) ...

 

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mercoledì 20 gennaio 2021

Un 2021 iniziato col botto... e due lettrici di eccezione


Cari lettori, questo 2021 è iniziato in modo strepitoso


Innanzitutto sono stata insignita del Chaplin Award 2020 per la stesura di uno dei miei articoli, cioè Nostalgia del sottosuolo. "Un etnologo nel metrò" di Marc Augé.

Ora le mie amiche e blogger Luana Petrucci e Marina Guarneri mi hanno fatto una sorpresa colossale: hanno letto insieme 
il mio ultimo romanzo storico 

I Serpenti e la Fenice

ambientato durante la rivoluzione francese 
per parlarne nella rubrica del mercoledì: 
 
Il Caffè di Luz e Marina 


Il tutto a mia insaputa, come direbbe un noto politico italiano. 
Non è finita qui, perché mi hanno coinvolta nella conversazione a proposito del mio romanzo, e dunque oggi potete leggere la nostra chiacchierata a tre al seguente link di "Io, la letteratura e Chaplin di Luana Petrucci", e aggiungere le vostre osservazioni ed eventuali domande. L'articolo è anche corredato dalle immagini dei miei beniamini. ^_^

Abbiamo parlato non soltanto del mio romanzo e delle impressioni che le due lettrici ne hanno ricavato, ma anche del romanzo storico e delle difficoltà nella scrittura in generale. 

Per me è stata un'immensa gioia, oltre che un grande onore. Grazie di cuore a entrambe.


   

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sabato 16 gennaio 2021

"Rapsodia di letture in blues" - parte seconda


Eccomi qui con la seconda e ultima parte relativa alle mie letture. Per illustrare l'apertura vi propongo "Luna e Stelle" di Mirò del 1940, un quadro davvero poetico! E dunque parto senza indugio con la seconda carrellata e le mie mini-recensioni di alcuni libri selezionati  (in totale ho letto 37 libri tra grandi e piccoli, mentre l'elenco completo è reperibile in questa pagina statica):


1. Augusto e il potere delle immagini di Paul Zanker (libro universitario)

Intrecciando storia, archeologia, filologia e analisi delle opere d'arte e letterarie, Zanker ricostruisce qui il progetto, perseguito dell'imperatore Augusto con un geniale uso propagandistico di immagini e simboli, di restituire un'identità politica e morale ai romani, dopo la crisi dell'età tardo repubblicana.

Opinione: Appassionati di archeologia e iconografia di tutto il mondo, unitevi! e leggete questo testo 
che approfondisce in maniera minuziosa la ricca messe di simboli che si dispiegava nella Roma di Augusto, ma anche nelle lontane province. Essa colpiva lo sguardo servendosi di effigi, divinità, templi, capitelli, monumenti, altari, ma transitava anche nelle mani sotto forma di monete e gioielli, vasi e statuette... 
Si trattava di un linguaggio impiegato dal princeps e dai suoi "ministri della propaganda" come diremmo oggi, non ultimo l'amico Mecenate, con abilità, eleganza stilistica e strategia comunicativa. Tale linguaggio a noi spesso sfugge, ma era chiarissimo per i Romani ed esaltava il trionfo dell'ordine e della stabilità sul caos dopo un lungo e sanguinoso periodo di guerre civili, anche al prezzo della perdita di libertà. Era un apparato di propaganda molto condizionante, un po' come ora il diluvio di pubblicità e stimoli commerciali...
Un unico appunto che farei sul testo è il formato ridotto che penalizza le immagini, oltretutto in bianco e nero. Anche questo testo apparteneva all'elenco dell'anno accademico precedente e non posso portarlo all'esame... grrr.


2. L'Europa del Cinquecento - Stati e relazioni internazionali di Alain Tallon (libro universitario)

Nell'Europa del Cinquecento prende forma un sistema politico destinato a durare tre secoli o più. Le guerre d'Italia diventano lotta per l'egemonia sul continente; l'impero di Carlo V, prima potenza mondiale moderna, riesce a contenere la Francia e, con maggior fatica, l'espansione ottomana. La crisi religiosa della Riforma favorisce guerre civili e alimenta le tensioni tra Stati protestanti e cattolici, ma anche le speranze di una Cristianità di nuovo unita, o il desiderio di liberare gli Stati dai legami confessionali. Intanto la diplomazia permanente diviene la normale modalità delle relazioni tra Stati; la gestione di una massa sempre più densa di informazioni e l'emergere di un'amministrazione strettamente collegata alla politica modificano l'esercizio del potere; le esigenze belliche promuovono l'incremento (pur mai uniforme o lineare) della potenza dello Stato.

Opinione: Questo è il manuale che porterò per l'esame di Storia dell'Età del Rinascimento programmato per il 5 febbraio, a Dio piacendo. Ho già assistito come "lurker" all'esame precedente anche per constatare se i codici funzionano e per appurare che genere di domande vengono rivolte. Si tratta di un testo che spiega molto bene il periodo storico del Cinquecento, soprattutto concentrandosi sulle grandi dinastie asburgica, francese e inglese. 
Particolarmente gustosa la seconda parte con la descrizione degli ambasciatori e i veri e propri incidenti diplomatici che nascevano per questioni di precedenze a corte. Anche molto godibile è la parte con la corrispondenza tra i principi d'Europa che si consideravano una famiglia, e scrivevano "carissimo fratello", "carissima sorella" - e spesso erano davvero imparentati - ma pronti a voltare gabbana e a estrarre i coltelli alla prima occasione.


3. Roma e le sue province - Dalla prima guerra punica a Diocleziano a cura di Cesare Letta e Simonetta Segenni (libro universitario)


Questa raccolta di saggi propone una sintesi aggiornata e completa sulle province di Roma antica, che ne analizza la natura e i meccanismi di funzionamento, fa il punto delle nostre conoscenze su ciascuna di esse e propone un primo approccio a quella realtà grandiosa, multiforme e complessa che fu l'impero romano, mettendo a fuoco aspetti che anche nei migliori manuali di storia romana sono trascurati o sottintesi. 

Opinione: Un saggio che consiglierei a chiunque faccia fatica ad addormentarsi alla sera. L'intento degli autori è lodevole, ma il risultato è noiosissimo e non lascia tracce del discente, a parte lo slogamento della mandibola causa sbadigli. Cilicia, Ponto, Cappadocia, Sicilia, Egitto, Tracia, Siria ti sfilano senza soluzione di continuità. 
Il problema è che non puoi presentare le province romane come tasselli separati di un mosaico, perché ogni provincia non è soltanto collegata con la città-egemone ma interagisce con le province confinanti e segue un'evoluzione storica spesso complessa. 
Uno dei rari momenti di ilarità è stato scoprire che in prossimità del vallo fortificato di Adriano sono state scoperte delle tavolette lignee dove i nativi vengono chiamati Brittunculi... e una mia amica ha soggiunto che è una parola dalla pronuncia pericolosa perché dipende da dove metti l'accento. ;)


4. La rivoluzione militare di Geoffrey Parker (libro universitario)


Quale fu il segreto che consentì a un continente piccolo e scarsamente dotato di risorse naturali come l'Europa di guadagnare fra Cinque e Ottocento una superiorità planetaria? Secondo Parker le origini del successo europeo vanno ricercate sul terreno militare. Egli studia dunque la pratica militare europea, facendo riferimento al ruolo delle armi da fuoco e alla trasformazione delle strategie belliche, per poi esaminare il modo in cui la rivoluzione militare, che si sposava a un'esplicita politica di potenza, diede agli europei un decisivo vantaggio sui popoli degli altri continenti.


Opinione: Per fortuna ci risvegliamo dal nostro sonoro ronfare con gli spari delle artiglierie durante la cosiddetta rivoluzione militare di inizio Cinquecento, e per la sottoscritta si tratta nuovamente di stare in campana in quanto si tratta di una delle monografie da portare per Storia dell'Età del Rinascimento!
Pur essendo un testo del 1988, questo libro è un vero punto di svolta negli studi di storia militare in quanto approfondisce le nuove artiglierie, l'uso della polvere da sparo, l'architettura bastionata, l'aumento nella dimensione degli eserciti e soprattutto l'introduzione di una disciplina che rende i soldati dei veri automi da battaglia. Tra marcia e contromarcia, scarpa e controscarpa, moschetti e archibugi, una narrazione avvincente dal taglio a volte ironico, pur nella crudezza di un argomento che illustra l'altissimo grado di efficienza raggiunto dall'uomo nell'infliggere morte e distruzione ai propri simili. 


5. Amo la notte con passione di Guy de Maupassant (racconti) 

Un uomo vaga nell'oscurità di una Parigi deserta; due amici si aggirano "a passo lento" sugli Champs-Elysées; un vecchio contabile si concede un'ultima passeggiata fino al Bois de Boulogne, un rispettabile notaio arriva nella Montmartre degli artisti carico d'ingenue aspettative; "una provincialotta" si avventura nella capitale per inseguirne il "lusso magnifico e corrotto". Sul palcoscenico della Parigi notturna di fine Ottocento, i personaggi di queste novelle si aggirano come ombre cinesi, tragiche o ridicole, sotto la luce dei primi lampioni a gas o nel buio dei propri incubi. 

Opinione: E io direi che amo Maupassant con passione, e ho trovato affascinanti queste brevi storie di viandanti che vagabondano nella Parigi che, di notte, trasforma i suoi luoghi e ci irretisce con il fascino dell'oscurità, delle luci che si accendono o spengono, dei richiami, dei suoni e dei profumi, delle piccole avventure che vengono esaltate dall'oscurità, narrate con una prosa fluida, ricca e sensuale. "Amo la notte con passione. L'amo come si ama il proprio paese o la propria amante, d'un amore istintivo, profondo, invincibile. L'amo con tutti i miei sensi, con i miei occhi che la vedono, il naso che la respira, le orecchie che ne ascoltano il silenzio, con tutto il mio corpo che le tenebre accarezzano."


Della seguente serie fantasy di Antonella Mecenero ho avuto l'accortezza di leggere i quattro romanzi proposti tutti di seguito... per cui inserisco la mia opinione come un'unica valutazione complessiva.

6. La spada di Emarana di Antonella Mecenero


Torvil an’Parshi forse è tornato nel Leynlared solo per farsi uccidere dalla mano di un figlio che non ha mai conosciuto. Contemplare le macerie della propria vita non è, però, la sua unica occupazione, quella ufficiale è cercare di trasformare il gracile figlio quindicenne del leylord in un guerriero. Oppure ucciderlo, giacché le Ley, un insieme di terre assediate dal gelo e dai nemici, non possono permettersi un sovrano debole. Ma tra lo spadaccino disilluso e l’adolescente nasce un’inaspettata intesa.

7. La luna delle foglie cadenti di Antonella Mecenero

La guerra civile è alle porte e nella Luna delle Foglie Cadenti
molti sono destinati a morire. Il giovane principe Amrod del Leynlared vive il viaggio verso la Ley del Nord per conoscere la sua promessa sposa undicenne come un’inevitabile tortura. Ma per quanto possa apparirgli odiosa la prospettiva di dover essere galante con una bambina che non potrà mai amare, il ragazzo non ha idea di quanto drammatico sarà il viaggio, che cambierà per sempre la sua vita e la storia del Leynlared. 


8. Prima che venga il gelo di Antonella Mecenero


Ven Sender è un pastore, non ha mai desiderato scoprire cosa si nasconde dietro l’orizzonte. Vive nei pascoli alti con le sue pecore, come hanno fatto suo padre e suo nonno prima di lui. La guerra civile, però, bussa alla sua porta con una forma inaspettata, quella della giovane Vilaya, strega coyranà, scomoda testimone del tentativo di omicidio del principe Amord del Leynlared. Adman Kalay è cresciuto nella locanda di sua madre. È soddisfatto della propria vita e non ha alcuna simpatia per il principe pervertito che non si rassegna a farsi uccidere, scatenando la guerra civile nelle già martoriate terre del nord.

9. Fino alla morte e oltre di Antonella Mecenero

“Fino alla morte e oltre” è il giuramento tradizionale del Leynlared, quello che presto dovrà pronunciare chi si è unito all’esercito del principe Amrod. Ven, il giovane pastore, Adman, il figlio della locandiera, Vilaya, la strega coyranà e Doneld il falconiere, sono sopravvissuti insieme al principe alla guerra invernale e hanno ottenuto la prima, inaspettata vittoria. Ma è adesso, quando il peggio sembra essere passato, che il dubbio inizia a farsi strada. Qual è esattamente il prezzo dal pagare per inseguire un sogno? Che ne è stato delle loro famiglie? E di chi ci si può davvero fidare? Per tutti è venuto il tempo di scoprire cosa significa votarsi a una causa “fino alla morte e oltre”.

Opinione complessiva: Conoscevo già le vicende legate al principe Amrod e alle Cronache delle Ley per aver letto "La spada, il cuore e lo zaffiro". Antonella non ha soltanto la capacità di inventare un mondo, cosa vitale nell'ideazione di un fantasy, lavorando con precisione sulle ambientazioni e la geografia, i simboli e i riti, ma soprattutto di indagare nella psicologia dei suoi personaggi in maniera appassionante e coinvolgente, e al contempo nuova per i temi trattati e la delicatezza con cui li propone.  Il giovanissimo Amrod è uno dei miei personaggi preferiti: fragile nel fisico ma resistente come l'acciaio nella forza interiore che dimostra, a più riprese, di possedere. Non mi perderò nessuna delle sue future storie.

10. Tre racconti umoristici di Mark Twain 

Questo piccolo libro si compone di tre racconti "Storia del ragazzino cattivo", "Storia del ragazzino buono" e "Appunti sparsi su una gita di piacere".

Opinione: Confesso di non avere mai letto nulla di Twain, al di là degli estratti nelle antologie di letteratura inglese, e questi racconti non mi hanno entusiasmato. Però "Storia del ragazzino cattivo" li vale tutti, perché procede con sarcasmo attraverso lo stereotipo del ragazzino cattivo proposto nelle pagine dei libri edificanti domenicali di fine Ottocento. 
Secondo i dettami di questi libri alle male azioni dovrebbero seguire le punizioni, umane o divine che siano: senonché il ragazzino cattivo non solo se la cava sempre, ma si afferma nella vita anche adulta rispetto al ragazzino buono. "Una volta si arrampicò sul melo di mastro Acorn per rubare le mele, e il ramo non si spezzò, e lui non cadde e non si ruppe un braccio, e non fu sbranato dal cane del fattore, e poi non languì in un letto di dolore per settimane e settimane, per poi pentirsi e diventare buono". Mark Twain rovescia completamente lo stereotipo procedendo attraverso una serie di "non" e sottrazioni.
Tra le righe del racconto, però, emerge il ritratto di un'infanzia povera e abbandonata a se stessa, che sopravvive di espedienti e furti, dove ai bambini vengono somministrati schiaffi e non baci... e quindi un atto di accusa nei confronti degli adulti e della società in genere. 


11. Il silenzio – Come trovare pace in mezzo alla tempesta di Natale Benazzi

La dimensione del silenzio appare sempre più lontana dalla nostra frenetica realtà eppure può diventare un aiuto, uno strumento importante per ritrovare nuove energie e nuovo slancio e affrontare le sfide di ogni giorno. Questo libretto fa ricorso al Vangelo e alla tradizione della spiritualità cristiana e fornisce ai lettori spunti e consigli utili in un percorso di crescita e di miglioramento personale.

Opinione: A questo libriccino di meditazione avevo accennato in occasione del post Sant'Antonio Abate e le tentazioni di oggi, che se volete leggere potete trovare qui. Si tratta di testi brevi, ma molto rasserenanti che mi hanno aiutato molto a superare alcuni momenti difficili.


12. Tutti gli amori imperfetti di Grazia Gironella


Viola arranca in una vita che non la soddisfa, con amici che non sono più tali. Ha bisogno di ritrovare se stessa, dopo l’episodio destabilizzante avvenuto con Corinna, sua amica d’infanzia. Mac è un ragazzo introverso, in guerra con la famiglia, disposto a compiere scelte difficili per rispettare i valori in cui crede. Il loro è più uno scontro che un incontro, finché non compare Jamila, una ragazza di origini marocchine fuggita di casa, che si nasconde in un capanno alla foce del fiume. Viola e Marco, sempre più coinvolti in una situazione che va oltre le loro possibilità, per aiutarla corrono dei rischi imprevisti. Perché ad amare si impara, ma non c’è niente di più pericoloso dell’amore.

Opinione: Avevo già letto una prima versione di questo romanzo anni fa, e quindi ho ritrovato con autentico piacere i protagonisti di questa storia. 
Vi propongo in questa sede la recensione lasciata su Amazon: "Anche nel suo ultimo romanzo l’autrice Grazia Gironella privilegia una storia di adolescenza, periodo difficile da raccontare almeno quasi quanto l’età infantile. Colti attraverso la loro personalità tenera e spigolosa, spesso attanagliati da profonda solitudine anche quando sono con il gruppo degli amici, Mac, Viola, Jamila sono delineati soprattutto attraverso i loro scontri e confronti con adulti e coetanei, come accade quando le faglie si urtano. Non a caso ho scelto un paragone naturale, perché a fare da sfondo alle vicende sono ambienti di montagna o mare: una natura che si sostanzia persino nelle scene dove sembrerebbe soccombere di fronte alla centralità dell’essere umano, quali i capannoni per gli allevamenti industriali o piazze cittadine intristite da pomeriggi di noia. Non è tutto: la natura si fa specchio di emozioni sovente celate con cura, le richiama e le potenzia in modo mosso e magmatico, esattamente come avviene nell’adolescenza, età tutt’altro che spensierata come nello stereotipo eppure immensamente ricca di potenzialità. Proprio grazie agli “amori imperfetti” del titolo, e volgendo la loro attenzione verso l’esterno, tutti i protagonisti cambieranno lo sguardo su se stessi e sul loro piccolo grande mondo. Lo stile di Grazia Gironella è semplice e diretto, ma mutevole e adattabile proprio come i protagonisti della sua toccante storia in cui ognuno di noi può ritrovare qualcosa di sé."


13. Fiore di roccia di Ilaria Tuti

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.


Anche di questo romanzo avevo parlato abbondantemente nell'ambito del mio articolo dedicato alle portatrici carniche, dove mi ero soffermata sulla parte più storica della vicenda. Anche in questo caso vi segnalo qui l'articolo. Il romanzo è molto bello e lo consiglio senz'altro anche per l'alto livello di scrittura... se posso fare una sola notazione critica è sul finale che scende un po' a mio parere, ma nel complesso rinnovo la mia vivissima raccomandazione a leggerlo.


14. Guerre ed eserciti nell'Età Moderna a cura di Paola Bianchi e Pietro Del Negro (libro universitario)


Con l'avvento delle armi da fuoco, l'organizzazione degli eserciti permanenti, il ricorso a condottieri, mercenari e militari che fanno della guerra una professione, la costruzione degli stati si accompagna a un periodo di bellicosità nuovo. Le forze armate costano sempre di più, condizionano l'economia, la società e la cultura, lasciando tracce di devastazione, ma creando anche notevoli trasformazioni nei ruoli e nel coinvolgimento delle popolazioni. Nell'Italia moderna c'era tutto questo e altro: italiani in armi che si affrontavano non solo nei vari stati regionali o al servizio di eserciti stranieri, ma erano impiegati in pace nel controllo dell'ordine pubblico, o nel presidio di cittadelle e fortezze.


Opinione: Un altro testo da portare all'esame di Storia dell'Età del Rinascimento, dopo di che diventerò una guerrafondaia di professione! :) 
Una sezione particolarmente approfondita è quella delle guerre per mare, e delle tipologie di navi concepite per alloggiare i nuovi pesantissimi armamenti, degli schieramenti delle flotte, del posizionamento dei cannoni e delle modalità delle battaglie navali, del sistema di reclutamento delle ciurme, spesso attingendo ai forzati nelle carceri, dei contratti con gli imprenditori. Una volontà di potenza che a partire dal Cinquecento esce dal Mediterraneo per dispiegarsi nei lontani oceani conquistando nuovi territori, sottomettendo popoli e saccheggiando risorse.


15. L'etrusco immortale di Ariano Geta

Sette racconti fantastici di vario genere: dal fairytale all'ucronia, dalla fantascienza alla fantasia letteraria. Le storie contengono poca azione, e sono maggiormente improntate alla riflessione.

Opinione: Ariano Geta è il titolare del blog omonimo, che vi invito a visitare, se non lo conoscete, accedendo qui. Ho letto volentieri questa sua raccolta di racconti che mi hanno permesso di spaziare con l'immaginazione attraversando diversi generi. Tutti i racconti hanno come filo conduttore la condizione umana, e anche grandi temi che ci riguardano tutti come la vita dopo la morte. 
Tra le proposte di Ariano mi sono piaciuti molti "Il demone senza nome", ambientato in un oriente molto antico con la storia di un uomo cresciuto e addestrato in modo diverso; e anche "L'università onnipotente" che descrive un futuro post-atomico non molto lontano dal nostro presente con "studi umani" che assomigliano agli esperimenti sociali dove noi facciamo da cavia. Spicca su tutti "L'etrusco immortale" che dà il titolo alla raccolta e che, da appassionata di storia, ho gradito per la cura con cui è stato scritto.


16. Signori e mercenari - La guerra nell'Italia del Rinascimento di Michael Mallet (libro universitario)

Il Quattrocento fu un'epoca di importanti novità nell'arte della guerra.
Mallett descrive il concreto funzionamento dell'organizzazione militare, dalla composizione delle compagnie ai rapporti con lo stato o il signore, dai problemi logistici e amministrativi al peso che la presenza quotidiana della guerra aveva sugli individui, le istituzioni, gli stati. Un quadro ricchissimo, che restituisce appieno il mondo della guerra nella turbolenta Italia del XV secolo.


Opinione: Altro testo che dovrò portare all'esame come non frequentante, dopodiché la patente di ufficiale in capo non me la toglie nessuno. Il saggio risale alle origini della rivoluzione militare che si colloca nel Medioevo duecentesco e soprattutto tardo con le compagnie di ventura, i mercenari, i condottieri e i loro committenti, l'organizzazione e la pratica della guerra. 
Un universo complesso e in continua evoluzione che travalica i segmenti temporali che assegniamo alla storia per dispiegarsi attraverso i secoli in tutta la sua cruenta drammaticità "imprenditoriale".


17. Il governo di sé - Come allenarsi per le prove di ogni giorno di Natale Benazzi


La parola ascesi deriva dal greco askesis, e significa semplicemente "esercizio": si riferisce, infatti, in origine, all'allenamento dell'atleta per superare una prova. Di fatto, anche nel suo significato attuale, niente altro è l'ascesi che una serie di attività, di esercizi appunto, tesi ad allenare corpo e spirito (non l'uno senza l'altro) per uno scopo preciso: il governo di sé; in vista di uno scopo altrettanto preciso: il bene. L'ascesi è allenamento, rinuncia, fatica. Ma non senza scopo: essa vuole renderci capaci di governare noi stessi in vista del bene, farci funzionare in vista del bene comune, di un bene più alto.

Opinione: Un altro piccolo libro di meditazione e riflessione, con la proposta di esercizi per arrivare ad allenare lo spirito in vista di un bene che non sia soltanto individuale.
 

18. Il treno era in orario di Heinrich Böll 

È con Il treno era in orario (1949) che, da scrittore semisconosciuto, Heinrich Böll divenne improvvisamente un caso letterario. Reduce dalla guerra, non volle "parlare d'altro", e con i suoi scritti costrinse i connazionali a rituffarsi nella grande tragedia che li aveva travolti. Senza togliere nulla alla plumbea realtà di quei giorni, Böll la fece tuttavia lievitare e le diede un senso attraverso una forte carica di poesia, tanto più impressionante quanto più aliena da ogni intento edificante. A questo primo scritto fa da ideale pendant Il pane dei verdi anni, del 1955, che presenta invece il vivido ritratto di una Germania speranzosa e attivista, già avviata verso il miracolo economico.

Opinione: Premio Nobel per la Letteratura, con il primo racconto l'autore ci narra il viaggio di un soldato tedesco in licenza a bordo di un treno diretto verso la Polonia, e della sua amicizia con altri due commilitoni. Tutto è visto dal punto di vista ora dell'uno ora dell'altro, in una prosa letterariamente molto alta dove l'angosciante senso della morte imminente è simboleggiato dalla parola "presto". Uno dei protagonisti ricerca ossessivamente il paese dove morirà sulla carta geografica della Polonia, osservando sfilare le stazioni dal finestrino. Molto toccante è anche l'incontro con una prostituta in un bordello, e della nascita di un amore come un fiore in mezzo alle rovine.

***

Ho concluso la seconda parte, mentre mi riservo di pubblicare i veri e propri Premi separatamente per non rendere il post troppo lungo. A presto!
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lunedì 11 gennaio 2021

"Rapsodia di letture in blues" - parte prima


Ben ritrovati, cari amici di blog e di penna

Spero che abbiate trascorso questi giorni all'insegna di un maggiore ottimismo, che vi siate riposati e soprattutto che siate in buona salute. Incominciamo insieme il nuovo anno bloggistico e, come da tradizione, inizio con un resoconto di alcune delle letture dello scorso anno e del loro livello di gradimento. 

Può la somma delle letture rispecchiare l’andamento di un anno? Io penso di sì, in special modo se siamo lettori che non si accontentano di uno o due romanzi, ma, come la sottoscritta, macinano libri come se non ci fosse un domani. 

Il 2020 è stato un anno complesso e, per quanto riguarda le mie letture, rapsodico come in questo dipinto di Leonid Afremov che illustra un suonatore di sassofono. Priva del mio consueto viaggio in metropolitana dedicato alla lettura e con lo smartphone rigorosamente spento, ho avuto parecchie fonti di distrazione tra le pareti domestico-lavorative. Nel “tempo libero”, ho letto molto meno del solito, attingendo a casaccio nella mia fornitissima libreria e spesso ho virato su libri snelli di racconti o raccolte di racconti.

Il dato più eclatante è che spesso ho scoperto di non avere nessuna voglia di leggere. Ebbene sì, confesso questo peccato capitale: mi sono trovata a fissare le mie montagne di libri sullo scaffale con un senso di scoraggiamento e ho preferito vedere serie tv o film. 

La situazione di semireclusione e la consapevolezza di avere, paradossalmente, poco tempo mi ha comunque portato a un’operazione di sfoltimento. Ho quindi individuato dei libri che non leggerò mai e che non mi interessano davvero, che al momento ho chiuso in un armadio all’asciutto e, non appena la situazione lo consentirà, verranno donati alla biblioteca. Mi sono sentita più leggera e ora guardo con affetto la mia trentina di libri che sono sopravvissuti alla carneficina e che ricambiano il mio sguardo con gratitudine. Trenta libri sono sempre tanti, ma non sono trecento!

Torniamo alle letture dell’anno trascorso che suddividerò in due post. Anche in questa occasione ho voluto inserire la quarta di copertina ove presente, che ho un po’ sfrondato per non rendere ogni post troppo lungo, e una notazione personale. Alla fine assegnerò i premi sia per le opere che per le copertine. Incominciamo:


1. Il medaglione di Andrea Camilleri (racconto)

A vederlo da lontano, Belcolle sembra un paese da cartolina, una barca arenata su una montagna verde, e sullo sfondo il mare di Cefalù. Ma da vicino è ben altra cosa: d'inverno è gelido e nevoso, e per tutto l'anno è abitato da persone taciturne e diffidenti, "genti di montagna". Son cinque anni che il maresciallo Antonio Brancato, "un omo preciso al quale piaciva che tutto stava al posto indovi doviva stare", è a capo della Stazione dei Carabinieri di questo isolato paesino siciliano.

Opinione:
Questo piccolo libro inaugurale è un autentico gioiello, e vi si ritrovano tutte le caratteristiche del miglior Camilleri compreso il suo sguardo disincantato e nello stesso tempo pervaso da una profonda pietas. Il protagonista Brancato è uomo solido e leale che diventa una sorta di confessore per le persone del piccolo paese. Tutto ruota a un medaglione con il ritratto maschile di uno sconosciuto, appartenuto alla moglie defunta di Ciccino. Egli nulla ne sapeva ed è andato fuori di testa al punto da sparare addosso ai passanti, asserragliato in casa. Compito del maresciallo è investigare sull'identità del misterioso uomo. Quale sarà la verità?


2. Ricominciare da sé di Osho

"Ricominciare da sé" è un viaggio, un cammino nel quale il grande maestro spirituale Osho ci conduce verso la conoscenza profonda di noi stessi e delle chiavi della beatitudine. Un percorso di saggezza e di meditazione che tocca il vero centro dell'energia vitale, troppo spesso dimenticato dalla cultura razionalistica occidentale.

Opinione: All’inizio dell’anno mi sono trovata ad avere molti disturbi di salute, e ad avere voglia di leggere qualcosa che mi permettesse di svuotare la mente. Già conoscevo Osho per averlo letto qualche anno addietro: al di là di proclami quantomeno arditi e tipici new age, le sue opere contengono comunque delle riflessioni molto interessanti di cui si può fare tesoro.


3. La velocità dell'angelo di Gianrico Carofiglio (racconto)

"Rimanemmo in silenzio. Era buio e l'aria era diventata più fresca e dava qualche brivido. Tra le nuvole ancora gonfie di pioggia si poteva intuire l'autunno che si stropicciava le mani ossute, chiamava a raccolta l'aria fredda, le giornate grigie, la malinconia dei rimpianti, e si preparava al suo turno. Cosimo era da qualche parte, invisibile. Forse dovremmo andare a sederci all'interno, pensai. Forse dovresti dirmi come va a finire, pensai ancora. Doveva dirmelo, certo, ma in realtà già lo sapevo, e non avrei voluto sentirlo."


Opinione: Anche in questo caso è un racconto lungo narrato in prima persona, ed è la storia di un incontro tra uno scrittore e una misteriosa donna al Caffè del Pescatore. Lo stile di Carofiglio è molto riconoscibile, poiché attraverso i dialoghi, e i successivi incontri, si svela a poco a poco il passato di questa donna, una ex-poliziotta, e di una scelta che ha cambiato la sua esistenza. Il bellissimo titolo è ripreso da un aforisma citato nel racconto: “Non correre più veloce di quanto il tuo angelo custode sia capace di volare.”


4. Storia romana - Editio Maior di Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone (libro universitario)

Il libro ripercorre la storia romana dalle prime attestazioni dei più antichi popoli italici alla caduta
dell'Impero romano d'Occidente, senza rinunciare a seguire le prime fasi dei regni romano-barbarici e dell'Impero bizantino. La storia politica di Roma viene delineata seguendo la lunga parabola di una città che, dalle lotte per mantenere la propria indipendenza e affermare la sua egemonia nel Lazio, è arrivata a dominare il Mediterraneo e l'Europa e a lasciare un'impronta indelebile nella storia.

Opinione: Ho iniziato a leggere questo ponderoso manuale nel gennaio, come ho scritto nel resoconto del mio (mancato) esame di Storia Romana. Lo studio della storia di Roma è monumentale e richiede uno sforzo mnemonico notevole, e nello stesso tempo è appassionante per quanto è incredibile. Come fu possibile che da una tribù, come ce n'erano tante nel territorio laziale, poté affermarsi ed espandere una civiltà come quella di Roma fino ad arrivare a consolidare un impero, pur tra conquiste feroci, sottomissioni spietate e durissime battaglie? Banalizzando molto, sia attraverso la partecipazione politica della popolazione in armi sia impiegando una solida pragmaticità nelle relazioni verso l'esterno. I Romani spesso non sottomisero gli altri popoli tout court, ma usarono svariati strumenti giuridici, come trattati, clientele, concessione o meno di cittadinanza, nell'intento di costituire rapporti di alleanze e a carattere commerciale per favorire la propria prosperità.

A proposito, ho avuto occasione di vedere la serie tv Romulus del regista Matteo Rovere – qui il trailer - sulla Roma arcaica tra leggenda e ricostruzioni archeologiche a partire da Alba Longa. Non sono un’esperta di questo periodo storico, ma l’ho trovata molto ben fatta - non ho visto Romani con gli orologi - e ho letto che è frutto della consulenza di alcuni filologi che hanno costruito la narrazione su una divinità, Rumia, che proteggeva le donne allattanti (rumis o ruma era parola arcaica per indicare la mammella d'un animale), tra divinità boschive, superstizioni e riti crudelissimi tipici di una società guerriera. Devo dire che quando, dopo qualche puntata, ho sentito nominare Roma, mi è corso un frisson di eccitazione... 😊 



6. Un etnologo nel metro di Marc Augé

Anziché occuparsi di quelli che sono i tradizionali oggetti dell'etnologia, Augé questa volta svolge la sua ricerca sul campo in un ambito piuttosto inconsueto: la metropolitana parigina e i suoi «indigeni». Prova cioè ad applicare alla vita quotidiana di una società europea quell'approccio normalmente utilizzato per l'«altro» culturale. Ne esce un originale studio di tutte quelle storie individuali e collettive che si sfiorano, si sovrappongono, si coniugano in modi e forme che normalmente sfuggono all'occhio reso pigro dalla consuetudine.

Opinione:
con la recensione di questo libro, che potete trovare qui, sono stata insignita del graditissimo premio Chaplin Award da parte di Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin! :) L'articolo è stato scritto durante i primi tempi delle restrizioni sui mezzi di trasporto a Milano, quando ormai io mi ero riorganizzata per lavorare a casa. Se c’è un libro che rispecchia in maniera puntuale lettura, vita individuale e collettiva, è proprio questo.


7. Mansfield Park di Jane Austen

Sir Thomas Bertram è il proprietario della lussuosa tenuta di Mansfield Park, dove vive con la moglie Maria e i quattro figli. Frances, la sorella di Lady Bertram, versa invece in condizioni più difficili, tanto da costringerla a chiedere aiuto proprio ai Bertram, che accettano di prendere con loro Fanny, la secondogenita. Fanny ha nove anni quando arriva a Mansfield Park, e fa una gran fatica ad abituarsi alla differenza di usi rispetto alla famiglia di origine, anche se con il tempo i rapporti con i "nuovi" familiari tendono a migliorare. Nascono legami d'affetto con i cugini, in particolare con Edmund. Fino a che non compare nel ménage Henry Crawford…

Opinione: Posso macchiarmi del delitto di lesa maestà? Dopo aver confessato di non aver avuto voglia di leggere, posso fare ben altro. Questo romanzo mi ha sconcertato a partire dalla protagonista, l’incolore e mansueta Fanny Price, che volentieri avrei voluto prendere per le spalle e scrollare in più punti della vicenda. Ad aumentare la mia personale irritazione per l’eroina, ha concorso il fatto che Jane Austen parteggia per lei al punto da dichiararlo senza fraintendimenti. Anche gli altri personaggi sono irritanti oppure ottusi, ma non nella maniera ironica, leggera e insieme tagliente che ci si aspetta da Jane Austen. Ho letto tutti i romanzi di questa scrittrice, di cui sono un’ardente ammiratrice, ma ho faticato a proseguire e a concludere poiché trovavo lo stile ridondante e prolisso.


8. Il web e gli studi storici - Guida critica all'uso della rete a cura di Rolando Minuti (libro universitario)

I profondi mutamenti determinati dallo sviluppo del web nella realtà culturale contemporanea hanno avuto molteplici e rilevanti implicazioni anche sul versante degli studi storici. Da ciò deriva una crescente esigenza di aggiornamento in merito all'informazione disponibile e alle possibilità offerte dalla rete, ma anche la necessità di una selezione e di un adeguato controllo, funzionali agli obiettivi della ricerca e della didattica storica.

Opinione: Si tratta di un testo che avevo comprato e iniziato a leggere prima della serrata generale, e con cui ho approfondito i materiali per l’esame di Storia e Web, tra l’altro esame obbligatorio del corso di studi. Si tratta di un testo molto specialistico, ma interessante perché presenta una disamina della rete in rapporto alla professione storica, e da indicazione di molti siti ancora funzionanti che non conoscevo e che mi potrebbero servire per la mia futura tesi di laurea, nonché per i romanzi sulla rivoluzione francese! 


9. Povertà femminile nel Medioevo - Istantanee di vita quotidiana di Maria Paola Zanoboni

Incessantemente evocata e altrettanto scarsamente documentata nella sua drammatica concretezza - soprattutto per il medioevo -, la povertà femminile trapela a "macchia di leopardo" dai contesti più vari, in scene che ne rendono palpabile tutto il suo spaventoso, raccapricciante squallore. Emerge casualmente dalle vite dei santi, dai processi di canonizzazione, dai libri contabili degli orfanotrofi, dagli atti notarili, dalle controversie giudiziarie, dalle cronache, dalle novelle, dagli statuti urbani e rurali. Un mondo altalenante tra città e campagna, popolato di vedove, anziane, malate, disabili, balie, filatrici, prostitute, braccianti agricole che solo annotazioni casuali nella documentazione più varia hanno potuto riportare alla luce, sottraendole alla polvere del tempo.

Opinione: Conosco Maria Paola tramite un’amica comune, e questo saggio è una lettura agile ma rigorosa nelle fonti che presenta lo spaccato di un mondo femminile di miseria, fame e soprusi che fa davvero accapponare la pelle e salire le lacrime agli occhi. Approfitto tra l’altro per proporvi qui un link youtube dove Maria Paola Zanoboni tiene una conferenza proprio sull’argomento nell’ambito del Festival del Medioevo di Gubbio. Nel libro ho trovato di estremo interesse la proposta di studiare l’argomento attraverso l’agiografia che, pur presentando le storie con la consueta coloritura edificante, ci può condurre ad ampliare la focale storica.


10. Hashish di Théophile Gautier (racconto)

In un antico palazzo dell'isola Saint-Louis, a Parigi, si riuniscono i membri di un misterioso "club" per sperimentare gli effetti dell'hashish: tra gli adepti ci sono anche scrittori del calibro di Balzac, Nerval, Baudelaire e Gautier. Ed è proprio Théophile Gautier a rivelare per primo, in un articolo e poi in un lungo racconto diventato giustamente celebre, "Il club dell'hashish", i retroscena di quelle riunioni dove la droga suscita delizie voluttuose, ma anche incubi e brividi d'orrore. Théophile Gautier, la cui opera narrativa e poetica, a furia di "cambiare il dizionario in tavolozza", rivaleggia spesso con la pittura, sa descrivere le allucinazioni, siano esse causate dall'hashish o dall'oppio con il talento di un maestro del genere fantastico.


Opinione: Ho letto questo racconto lungo alla vigilia dell’esame orale parziale di Storia e Web, e l’ho trovato uno dei migliori dell'anno (anche se una mia amica mi ha chiesto, perplessa: "scusa, ma perché non hai letto un libro più rilassante?"). La descrizione degli effetti causati dall’oppio è di volta in volta esaltante e assolutamente spaventosa, al punto che sembra di essere prigionieri in un quadro di Bosch: “Un vapore bluastro, una luce elisia, un riflesso di grotta azzurrina creavano nella stanza un’atmosfera in cui vedevo vagamente tremolare contorni incerti; quell’atmosfera, nello stesso tempo fresca e tiepida, umida e profumata, mi avvolgeva come l’acqua di un bagno in un bacio di una dolcezza snervante; se volevo cambiare posto, l’aria carezzevole faceva attorno a me mille gorghi voluttuosi, un languore delizioso s’impadroniva dei miei sensi e mi rovesciava sul sofà, dove mi accasciavo come un indumento abbandonato.”


12. Diocleziano di Umberto Roberto

Oppresso dai suoi mali interni e minacciato dalle aggressioni dei barbari, alla metà del terzo secolo il mondo romano era un organismo invecchiato e sull'orlo del collasso. Diocleziano salì dal nulla ai vertici della carriera, si impadronì dell'impero con la violenza, governò con feroce determinazione per più di venti anni, dal 284 al 305. Ma i fasti del potere non cambiarono la sua natura: rimase sempre un soldato. In segno di riconoscenza agli dei scatenò durissime persecuzioni contro i dissidenti, gli empi seguaci di religioni lontane dalla tradizione: i manichei e i cristiani. Al culmine della gloria, al momento di godere di una pace finalmente riconquistata, abdicò. La scelta di Diocleziano è un enigma che continua ad affascinare gli storici.


Opinione: Uno splendido, splendido saggio narrato con maestria narrativa dallo storico, e che ci fa conoscere uno degli imperatori più spietati della storia romana, lo stabilizzatore dell’impero e il tradizionalista per eccellenza; e, al contempo, l’inventore del sistema tetrarchico e l’autore di profonde riforme. Una lettura consigliatissima per gli appassionati e non solo!


13. Le istituzioni politiche del mondo romano di Gabriella Poma (libro universitario)

Roma non ebbe una costituzione scritta, la sua forma istituzionale venne elaborata nel tempo, attraverso norme consuetudinarie che contenevano indicazioni sui comportamenti sociali e sul funzionamento delle strutture, e attraverso provvedimenti legislativi, assunti a mano a mano che vicende di lunghissimo periodo trasformarono quel piccolo villaggio che era la Roma delle origini in centro di un immenso impero, imponendo adeguamenti e innovazioni.

Opinione: Si tratta di un saggio di supporto al manuale e molto chiaro per chi voglia approfondire istituzioni e provvedimenti legislativi di non facile comprensione. Lo avevo preparato per l’esame di Storia Romana, e avrei preferito poter portare la monografia su Diocleziano, ma tant’è…


16. Il vendicatore di Thomas de Quincey (racconto)

Un racconto particolarmente insolito di uno scrittore sempre insolito: Thomas de Quincey (1785-1859); e un racconto per certi versi agghiacciante, che ricostruisce il caso di una serie di mostruosi delitti avvenuti ai primi dell'Ottocento in una piccola città della provincia tedesca. Colpisce però, in questo racconto, non solo la maestria con cui lo scrittore svela passo passo l'orrenda trama mischiandola con una bellissima storia d'amore; ma anche la puntigliosità quasi da cronista con cui De Quincey ricostruisce l'ambiente in cui la storia si svolge, fino a svelare le tracce di un antisemitismo più o meno strisciante che doveva essere una delle prime, principali cause dell'inesorabile vendetta.


Opinione: Curioso questo piccolo giallo anche se lo stile involuto, tipicamente ottocentesco, lo rende di non facile digeribilità. Nel racconto c’è una stanza molto particolare nelle consuetudini ebraiche, cioè la “stanza della confusione”: “una stanza sempre chiusa a chiave e isolata dall’uso corrente tranne che nelle occasioni di memorabile afflizione, dove tutto è di proposito in disordine, rotto, frantumato, mutilato, a rappresentare, tramite simboli visivamente atterrenti, quella desolazione che tanto a lungo ha calpestato Gerusalemme, e le devastazioni del verro nelle vigne di Giudea.” Potremmo anche scrivere un post sulla nostra "stanza della confusione", che ne dite?

***

Bene, c'è qualche lettura che vi è sembrata particolarmente accattivante? Vi do appuntamento tra qualche giorno per la seconda e ultima parte e soprattutto per il conferimento dei premi.   

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sabato 19 dicembre 2020

Tempo di auguri con I Serpenti e la Fenice


La fine di questo annus horribilis si avvicina a grandi passi. Abbiamo tutti la sensazione di un periodo di grandissimo caos e complessità, di incertezza e angoscia: molte persone care hanno avuto dolorosi lutti familiari, si sono ammalate o hanno subito contraccolpi economici imponenti. L'evento epocale da cui siamo stati travolti ci ha costretti a rimodulare continuamente i nostri progetti, e ad adattarci in un continuo sforzo anche fisico.

Certamente con il 2021 i nostri problemi non saranno superati come per magia. Tuttavia anche l'idea di voltare la pagina del calendario sarà importante per il nostro umore. La certezza che il buio della stagione invernale lascerà gradatamente il passo a un ritorno della luce, del disgelo e della primavera è un balsamo in tutti i sensi, e ci riempie il cuore di speranza. La data del Natale è inoltre significativa per credenti e non credenti, legata com'è al culto del Sol Invictus per i pagani: Gesù Salvatore per i cristiani

Io ne approfitterò per cercare di tirare il fiato, in quanto nella mia professione si lavora parecchio proprio in questo periodo. Metterò anche il blog per una pausa di meritato riposo, cercando di ricaricare le energie per ritornare a gennaio con il consueto entusiasmo. Vi confesso che sono molto stanca e spero proprio di staccare.


Nel frattempo vi lascio con gli auguri di un sereno periodo da parte dei miei protagonisti del mio ultimo romanzo storico 

I Serpenti e la Fenice

e soprattutto con lo splendido booktrailer preparato da Rossella Sicilia Scilingo - della durata di 2:48 - che vi invito a visionare sul mio canale Youtube, prima che l'algoritmo lo oscuri del tutto. ;)



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sabato 12 dicembre 2020

Il booktrailer de "Il Pittore degli Angeli": vietato ai minori da Youtube


Vorrei raccontarvi un episodio che non so se considerare divertente o meno. Nel mio marasma di qualche giorno fa ho ricevuto una comunicazione da Youtube a proposito del booktrailer del mio romanzo Il Pittore degli Angeli, peraltro caricato sul mio canale qualche anno fa.

Suddivido ora il post in due puntate per via di aggiornamenti recentissimi:

PRIMA PUNTATA
Salve Cristina M. Cavaliere,

Come forse saprai, le Norme della community descrivono quali contenuti sono consentiti e quali non sono consentiti su YouTube. Il tuo video Booktrailer del romanzo storico Il Pittore degli Angeli ci è stato segnalato per la revisione. Dall'esame è emerso che il video potrebbe non essere adatto a tutti gli spettatori ed è stato quindi sottoposto a un limite di età.

Come puoi rispondere

Se credi che si tratti di un errore, ci piacerebbe conoscere la tua opinione. Per fare ricorso contro il limite di età, invia questo modulo. Il nostro team esaminerà il ricorso e ti ricontatterà a breve.

Per ulteriori informazioni sulle Norme della community di YouTube, visita il Centro assistenza.

Cordiali saluti,
- Il team di YouTube

Visto che ero in altre faccende affaccendata, tra il lavoro e la preparazione al mio malnato esame di Storia Romana, ho accantonato la questione in un angolino della mia memoria e ho aggiunto il punto nel pizzino delle questioni in sospeso.

Qualche giorno fa sono riuscita a sistemare un problema tecnico su una pagina del mio blog e sono andata per puro caso a visionare il mio canale. Ho visto che in effetti il video era stato oscurato nella prima pagina con la frase di avvertenza/censura che si trattava di un video con contenuti vietati ai minori.

Caspita, che notizia. Di solito comunico l’impressione di essere di costumi morigerati, una specie di monaca (recentemente, di clausura) e non di una dissoluta e lasciva corruttrice di minori. Al di là delle scene erotiche nei miei romanzi, che peraltro non descrivo mai con insistenza su dettagli anatomici per non cadere nel ridicolo, ho uno stile ben lungi dall’essere pornografico.

Siccome non mi ricordavo nemmeno benissimo questo video, che appunto risale a qualche anno addietro – che volete farci, la memoria fa cilecca – sono andata a rivedermelo per bene e l’unico punto che mi sembrava rivestire un qualche interesse è quello dove si mostra il quadro con il nudo femminile del pittore Tiziano Vecellio (uno dei protagonisti del romanzo), Danae. Nel quadro è raffigurata la giovane donna che riceve in grembo Zeus trasformato in pioggia d’oro come narrato dal mito greco, e diventerà la mamma di Perseo. Eccolo qua:


Ho scritto a Youtube, lamentando che, se la motivazione censoria era questa, dato che non si sono presi la briga di spiegarmelo, la trovavo francamente ridicola. Forse che gli scolari entrano nelle gallerie d’arte con gli occhi bendati perché potrebbero rimanere turbati dalle sculture o dai quadri di nudo femminile o maschile, o nella lezione di Storia dell’Arte saltano le pagine che mostrano dei corpi discinti e in atteggiamenti equivoci? O forse dobbiamo rimettere i braghettoni ai nudi della Cappella Sistina o impedire l'accesso ai minori? 

Molto probabilmente l’Austero Censore è da rintracciarsi in un programma/algoritmo che analizza i video e che, nel vedere il quadro con la donna nuda, si è stracciato le vesti al colmo dell'indignazione. Ho sempre sostenuto che l’AI non è poi così intelligente, e comunque è stata una seccatura. La stessa cosa accade peraltro con Facebook, che lascia passare contenuti dai toni violenti e razzisti (insieme con altri utenti, mi era capitato di segnalare una pagina dal tono molto discriminatorio, ma non c’è stato niente da fare: era rimasta) e poi ne censura altri che sono espressione di libera opinione. 

Tuttavia spero che non ci sia una commissione addetta alla morale, il che sarebbe persino peggio! Mi piacerebbe fare un esperimento, cioè postare a raffica su Fb quadri con nudi femminili per vedere che cosa accade. Voi che cosa ne dite? Nell’attesa di avere notizie, ho provato a visionare il video e da una parte mi risulta "liberato" senza comunicazioni, dall'altra di nuovo con limiti di età. 


SECONDA PUNTATA

Ho ricevuto ora la risposta al mio ricorso, che potete vedere qua sotto e che ha confermato definitivamente che sono un soggetto pericoloso per la morale pubblica:

Buongiorno Cristina M. Cavaliere,

Abbiamo esaminato il tuo ricorso relativo ai seguenti contenuti:
Video: Booktrailer del romanzo storico Il Pittore degli Angeli

A seguito di un attento riesame dei tuoi contenuti, abbiamo confermato che violano le Norme della community. Sappiamo che questo potrebbe deluderti, ma è nostra responsabilità fare in modo che YouTube sia un luogo sicuro per tutti.

Le conseguenze sul tuo canale

Continueremo ad applicare dei limiti di età ai tuoi contenuti in quanto non li riteniamo adatti al pubblico più giovane. Pertanto, non saranno visibili agli utenti che non hanno effettuato l'accesso, hanno un'età inferiore a 18 anni o hanno attivato la Modalità con restrizioni. Inoltre, i contenuti non saranno idonei per gli annunci. Scopri ulteriori informazioni sui limiti di età.

Cordiali saluti,
Il team di YouTube

Ritengo la questione al limite della farsa, se non fosse che davvero il tutto mi dà da pensare, anche per il tono vagamente intimidatorio della risposta. E continuano a non spiegarmi quali sono i punti incriminati!

***
Inserisco qua il video e vi ringrazio se vorrete farmi sapere se e come lo vedete, e presto verrò a trovarvi sui vostri blog per recuperare gli articoli persi.  

P.S. A proposito di booktrailer, presto ci sarà una sorpresa: rimanete sintonizzati! 😉  

***




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sabato 5 dicembre 2020

Cronache di ordinaria follia: l'esame di Storia Romana

Molti di coloro che si stanno interessando al mio percorso universitario mi chiedono com’è andato l’importante e impegnativo esame di Storia Romana programmato per il 3 dicembre. 

Li ringrazio di cuore e procedo con il resoconto di una giornata all’insegna della totale follia. Doveroso preambolo: questo esame è stato preceduto da un lungo cammino, poiché di solito programmo con largo anticipo una serie di esami, portandone avanti alcuni in parallelo e a diverse velocità e compatibilmente col lavoro e altri impegni.

Gennaio 2020

Acquisto i libri per il programma da “non frequentante”, nell’ordine:
  • per il modulo A: il manuale Storia romana - Editio Maior di Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone
  • per il modulo B: Le istituzioni politiche del mondo romano di Gabriella Poma, Roma e le sue province - Dalla prima guerra punica a Diocleziano a cura di Cesare Letta e Simonetta Segenni
  • per il modulo C: Diocleziano di Umberto Roberto, Augusto e il potere delle immagini di Paul Zanker
per un totale di 5 volumi che ho cominciato a leggere, rileggere e sottolineare e programmando l’esame per l’appello estivo o al più tardi quello di settembre. Solo il manuale consta di circa un migliaio di pagine.

Febbraio-giugno 2020

Nel frattempo avevo scelto di frequentare il corso di Storia e Web, che poi è proseguito a fasi alterne come Dad causa emergenza covid. Ho deciso di accantonare al momento Storia Romana per concentrarmi su due esami. Sono riuscita con immensa fatica e grande stress a dare Storia e Web e Storia della Chiesa.

Luglio-dicembre 2020

Speravo in una ripresa degli esami in presenza, magari a piccoli gruppi, il che non è avvenuto. Nell’incerto autunno, e nell’"inverno del nostro scontento” come direbbe Shakespeare, ho meditato se mi convenisse seguire un altro corso a distanza, o se avrei fatto meglio a seguire le lezioni in streaming proprio di Storia Romana (sia come utile ripasso sia per poter, un domani, presentarmi come frequentante e portando meno libri). Ho dunque seguito in streaming trenta lezioni, scoprendo nel frattempo che il mio Diocleziano e il mio Augusto non comparivano più nel nuovo elenco. Quindi in conclusione avrei portato:
  • per il modulo A: il materiale del corso e degli approfondimenti, con i passi degli autori latini e greci commentati a lezione
  • per il modulo B: il manuale Storia romana - Editio Maior di Giovanni Geraci e Arnaldo Marcone
  • per il modulo C: Le istituzioni politiche del mondo romano di Gabriella Poma

Novembre 2020

Sono stata sveglia fino allo scoccare della mezzanotte del 3 novembre per potermi iscrivere e risultare tra i primi (ero la tredicesima).

Ho scoperto però a pochi giorni dall’esame che sarebbe stato di tipologia “doppia”, ovvero la docente avrebbe interrogato sul modulo A e C, e l’assistente sul modulo B.

Weekend di ripasso

Ho trascorso i fine settimana precedenti a ripassare e a studiare, e la vigilia dell’esame ho fatto il ripassone conclusivo finendo alle undici di sera. Ho fatto schemi e tabelle, consultato mappe storiche, cercato immagini in rete, preso appunti, ripassato argomenti difficili (come le guerre mitridatiche e il “bellum asiaticum”).

Giorno dell’esame: 3 dicembre

7.15: mi sveglio, faccio una lauta colazione e mi metto di nuovo a ripassare.

8.15: mi collego per l’appello delle 8.30 con il portatile e usando il link e il codice fornito. Il codice sulla piattaforma Teams non funziona. Provo a usare il link che però porta a un gruppo virtuale dove mi trovo con altri compagni smarriti che si chiedevano se fossero nel posto giusto, e che nemmeno loro riuscivano ad arrivare al gruppo esame.

8.15-9.00: mio figlio smanetta freneticamente cercando di risolvere il problema e consultando dei siti in rete, ma senza risultati.

9.15: spunta la docente dicendo che non è il link corretto e che dall’altra parte infatti ci sono 90 persone collegate per l’appello, e che occorre andare nella “chat” di Teams e usare il codice.

9.15-9.30: mio figlio continua a provare inutilmente: il codice non funziona e la maledetta “chat” non compare.

9.30: decido di rinunciare all’esame, ma scrivo alla professoressa una mail dicendo che non sono assente per mia volontà ma per problemi tecnologici; e che ho visto che c’è un altro appello l’11 gennaio ma è sempre online e quindi il problema si ripresenterebbe.

9.30-12.30: passo la mattinata tra passeggiate nel circondario per sbollire la frustrazione, e in casa piangendo e singhiozzando dalla rabbia.

14.15: ormai ho archiviato la questione esame, e riprendo a lavorare.

16.15: guardo nella casella di posta universitaria e trovo una mail della docente che mi scrive che altri colleghi sono riusciti ad accedere e gentilmente mi invita a riprovare, o nel caso di farmi sapere verso le sei di sera perché è disponibile a videochiamarmi e a farmi l’esame. Riprovo e scopro che ora il codice funziona e infatti vedo la professoressa che sta facendo l’esame a un compagno.

16.20: vado in paranoia, i miei mi esortano a provare con grande insistenza, al che mi faccio convincere, le mando una mail e accetto. Vado a vestirmi perché sono in tuta da casa.

16.30: sono talmente destabilizzata che scopro con ritardo che mi sono collegata con il pc (che è vecchio e non ha la web e l’audio incorporati, e quindi posso vedere ma non interagire). Accendo freneticamente il portatile e ora vedo un povero diavolo con le occhiaie fino al mento che, dopo aver esibito la carta d’identità, sta parlando di Domiziano e del culto di Iside.

16.40: penso che io non so niente di questo argomento e mi ricordo a malapena chi è Domiziano: il problema è che non puoi escludere l’audio perché magari ti chiamano e quindi sei costretto a sentire tutti gli esami degli altri (ho scoperto a posteriori che probabilmente lui portava “La religione a Roma” come non frequentante). Scopro che ne ho 25 davanti a me e, essendo l’esame “doppio”, è come se ne avessi 50.

16.45: comincio a dare segni di schizofrenia, e comincio a urlare che è DISUMANO fare un esame del genere in questo modo, CHIUDO il portatile, lo SBATTO nello scaffale e scrivo un’altra mail alla docente dicendo che mi è subentrato un impegno urgente. Sono ormai ridotta a uno stato di FOLLIA totale.

18.16: mi ricollego alla posta universitaria e scopro che nel mio squilibrio mentale ho scritto la mail a me stessa, degna conclusione di una giornata completamente folle, e quindi la riprendo e la rimando alla casella giusta.

CONCLUSIONE

Ho deciso di rimandare questo esame a quando potrò andare in presenza, dovessi aspettare un anno. Ora trascorrerò queste giornate a rimettere insieme i cocci del mio Io e tenendomi lontano il più possibile da tecnologie e affini. 

In questi giorni manderò però la Newsletter di dicembre a tutti coloro che sono stati così carini da iscriversi, e non sono pochi. 

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venerdì 27 novembre 2020

5 parole per un romanzo su "Scrivere Vivere" di Grazia Gironella


Buongiorno a tutti! 

Oggi sono ospite del blog "Scrivere Vivere" di Grazia Gironella, e in special modo della sua rubrica

5 parole per un romanzo

Si tratta di cinque parole che ho scelto per definire il mio ultimo romanzo

I Serpenti e la Fenice

ambientato nel periodo della rivoluzione francese e spiegando anche i motivi della mia selezione. Come prima cosa ringrazio la gentilissima padrona di casa e come seconda cosa vi invito ad accedere al seguente link 

Vi aspettiamo! 

 
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mercoledì 25 novembre 2020

Gli albi di Asterix e la mia infanzia

Mi sto preparando per l'esame di Storia Romana per l'appello del 3 dicembre e quando sono in queste condizioni mentali non riesco a pensare ad altro. Ho messo mano ad alcuni post carini che pubblicherò senz'altro prima di Natale, e ho già preparato la Newsletter di dicembre per coloro che si sono iscritti, ma non c'è niente da fare: continuo a interromperne la stesura per sfogliare le pagine su comizi centuriati, senatori, lex Gabinia, le proscrizioni di Silla, Massimino il Trace, l'editto di Caracalla, i collegi dei Flàmini, le guerre puniche, e più chi ne ha più ne metta. 

Lo sforzo mnemonico è terribile perché la storia dell'Antica Roma è complicatissima: si parla non soltanto di mille anni di eventi, nomi, guerre e battaglie, ma anche di cittadinanza, diritto e amministrazione, esercito e istituzioni, e della loro evoluzione nel tempo. Con tutto questo, la Storia Romana è affascinante e interessantissima, e a tratti anche divertente in quanto ho scoperto l'origine di molte parole usate anche oggi. Un esempio su tutti il termine "candidato" derivante dalla toga che appunto il candidato (candidatus) doveva tenere immacolata, e non soltanto in senso metaforico! E il resto del mio tempo è occupato a lavorare come una forsennata, rigorosamente asserragliata in casa per la nota emergenza epidemiologica che ben conoscete. 

Quindi alla sera dopo cena mi metto a ripassare, non prima però di essermi spaparanzata sul divano per gustarmi uno o due albi di Asterix, ridendo fino alle lacrime, e devo dire che la voglia di rileggerli mi è derivata proprio dallo studio della Storia Romana. 


Chi non conosce il piccolo guerriero gallico dai baffi biondi e dall'elmo alato, e dotato di una forza prodigiosa? A beneficio di quei pochi, ricordo che siamo nel 50 a.C.: dopo la sconfitta di Vercingetorige a opera di Caio Giulio Cesare, la Gallia è occupata dall’esercito romano. Ma non tutta: un villaggio dell’Armorica, cioè sulla costa atlantica, resiste ancora agli assalti delle centurie dei quattro accampamenti fortificati che lo circondano: Petibonum, Laudanum, Babaorum e Aquarium. Asterix è appunto un guerriero del villaggio degli irriducibili Galli ed è dotato di tale forza grazie a una pozione magica preparata da Panoramix, il druido. La pozione viene distribuita periodicamente a tutti gli uomini del villaggio, tranne Obelix, il portatore di menhir e migliore amico di Asterix, sul quale gli effetti del filtro sono permanenti, poiché da piccolo è caduto nel paiolo del druido.

Ho tutta la collezione degli albi di Asterix, che mi sono cari anche per un motivo speciale: aveva iniziato a collezionarli mio papà con Asterix e i Britanni dato il suo amore per l'Inghilterra. Era stato prigioniero di guerra e aveva imparato là l'inglese. Ci sedevamo sul divano uno accanto all'altra e li leggevamo insieme, non senza prima esserci assegnati le "voci": era davvero divertente! Questi albi sono dei capolavori, non soltanto per le tavole ma anche per le avventure che sono sì ambientate in un lontanissimo passato ma con tratti "nazionali" ironici e autoironici in cui ognuno può rispecchiarsi. 

Com'è risaputo le storie sono caratterizzate da un certo sciovinismo, e non sempre sono precise in senso storico. I Galli sono sempre vittoriosi, i Romani, cioè i bulli del quartiere, nonostante la loro poderosa e organizzatissima legione le prendono sempre, e spesso fanno anche tenerezza. Tuttavia sono avventure costellate di difficoltà che vengono risolte non soltanto con l'impiego della bevanda magica ma con astuzia, intelligenza e senso di comunità e solidarietà

Alcuni tra i miei albi preferiti sono i seguenti:


"Asterix e i Britanni"


Ecco la storia in breve: Giulio Cesare sbarca con le sue legioni in Britannia, conquistandola in poco tempo. Ma esattamente come in Gallia, solo un villaggio di irriducibili guerrieri resiste all'invasione, pur se in inferiorità numerica. Preoccupato per le sorti della guerra, il capo del villaggio, Zebigbos, invia uno dei suoi guerrieri, Beltorax - lontano cugino di Asterix- a chiedere aiuto ai Galli del piccolo villaggio in Armorica.

Qui, il guerriero britanno ottiene dal druido Panoramix un'intera botte di bevanda magica, sufficiente a sostenere i suoi compagni nella guerra contro i Romani. Inoltre, Asterix e Obelix si offrono di aiutarlo a riportare la pozione al villaggio, ed il terzetto salpa così per le isole britanniche dove li attendono molte peripezie.

Nella storia ci sono numerosi passaggi esilaranti che si servono di stereotipi: per esempio l'abitudine dei britanni di bere "acqua calda" alle cinque del pomeriggio e di assentarsi nel weekend, il che consente ai Romani di attaccare battaglia proprio in questi frangenti. Beltorax, il cugino britanno di Asterix, mette gli aggettivi prima dei nomi come occorre fare nella costruzione della frase inglese, per esempio dice "lo magico pozione" - e Obelix asserisce che parla al contrario. Altre chicche sono l'understatement britannico, che però salta completamente durante la partita con la palla ovale antesignana del rugby, che potete vedere nella copertina, la pesante nebbia che cala provvidenziale per consentire ai nostri eroi di passare attraverso le linee nemiche, il cinghiale bollito con la salsa alla menta, la disgustosa cervogia tiepida, il fatto che si guidino i carri sul lato sinistro anziché sulla destra come "noi del continente".


"Asterix e Cleopatra"

Un altro album stupendo dove la protagonista indiscussa è la bellissima regina d'Egitto Cleopatra VII, e dotata di un bel nasino oltre che di un carattere molto pepato. Quest'ultima infatti, per dimostrare a Giulio Cesare come il suo popolo sia ancora in grado di realizzare capolavori architettonici quali le piramidi, scommette di riuscire a costruirgli un grandioso palazzo sulle rive del Nilo in pochissimi mesi. 

Incarica perciò uno dei suoi architetti, Numerobis, di completare in soli tre mesi la favolosa opera. L'architetto, dotato di scarsissime doti tecniche o artistiche, per non incorrere nelle ire della regina, e non essere buttato in pasto ai coccodrilli, chiede aiuto al suo amico Panoramix. Il druido parte perciò con i fidi Asterix e Obelix alla volta di Alessandria: qui i tre avranno a che fare sia con i Romani, intenzionati a far fallire il progetto di Cleopatra, boicottandoli in tutti i modi, sia con l'architetto Stocafis, avversario di Numerobis.

Si tratta della prima avventura extra-europea dei protagonisti, e anche qui le chicche si sprecano, tra spionaggio industriale, misteriose piramidi, e Giulio Cesare che, nei confronti di Cleopatra, appare come il classico marito terrorizzato dalle scenate della consorte.


"Asterix legionario"

La bella Falbalà originaria del villaggio ma residente a Condate torna a casa nel piccolo villaggio in Armorica per un breve soggiorno e Obelix si innamora immediatamente di lei. Alla ragazza giunge però una lettera foriera di cattive notizie: il suo fidanzato Tragicomix è stato arruolato a forza nelle legioni di Cesare e spedito in Africa per combattere contro gli ultimi seguaci di Pompeo. Lo stesso Obelix si offre allora di riportare a casa il giovane, ed insieme ad Asterix partono per una missione di salvataggio.

Per ritrovare Tragicomix i due decidono di arruolarsi a loro volta nell'esercito romano: dopo un periodo di addestramento - durante il quale hanno modo di tirare pazzi i loro istruttori - finalmente vengono inquadrati nelle legioni e imbarcati per raggiungere le forze di Cesare presso Tapso in Africa.

L'albo è assai divertente perché i due eroi gallici hanno modo di sconvolgere tutte le consuetudini militari: il presentat-arm, il rancio, la sveglia, le marce forzate, l'allenamento con il pilum (la lancia) e in generale la disciplina ferrea e la gerarchia. Inoltre le reclute, ovvero i commilitoni di Asterix e Obelix, formano un'accozzaglia altrettanto indisciplinata e piuttosto improbabile: un Goto che parla una lingua incomprensibile, un Egizio che si esprime attraverso geroglifici ed è convinto che stia partecipando a una gita organizzata, un Britanno contraddistinto da un impeccabile aplomb e da un pessimo gusto per il cibo. Il tutto finisce per scompigliare le "spettacolari" formazioni romane, assicurando però la vittoria di Cesare!

Potrei continuare con "Asterix e i Normanni" e "Asterix e il regalo di Cesare", particolarmente esilaranti, ma mi fermo qui.

Che dire? 
Sono Pazzi Questi Romani!!!


***
Bene, ho terminato con il mio Amarcord e vi do appuntamento a dopo il 3 dicembre... chiedendovi nel frattempo quali sono i vostri fumetti preferiti e perché.

***

Fonte testi e immagini: Wikipedia per i riassunti degli albi di Asterix e le copertine


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QUALCOSA DI ME

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Mi chiamo Cristina Rossi, e sono nata a Milano nel 1963. Sono redattrice e ricercatrice iconografica nel settore scolastico per le lingue moderne. Mi piace scrivere e sono appassionata di Storia. In quest'ambito ho scritto e pubblicato sei romanzi, svariati racconti e due drammi teatrali. Ho in cantiere una serie di romanzi ambientati nel periodo della Rivoluzione Francese. Lo pseudonimo di Cavaliere è il mio omaggio al Medioevo.

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Parigi, 1789. Maximilien Robespierre, Georges Danton, Camille Desmoulins, Antoine de Saint-Just sono tra i protagonisti della Rivoluzione Francese. Ma come si arriva a far scoppiare una rivolta di tale portata, a diventarne il volto e a capeggiare le sue fasi sanguinarie?
Solo scandagliando il passato si scioglierà l’enigma.
Ne emerge un disegno rivelatore di tormentati legami che li uniscono sin dalle esistenze passate. E che li attira verso la bellissima Lucile Duplessis, fenice che rinasce dalle sue stesse ceneri.
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